Il corpo

“Oggi il corpo è diventato semplicemente un manichino, qualcosa di completamente separato da noi. La gente lo tratta come se fosse un oggetto che si allestisce, che si costruisce, esattamente come se fosse una vetrina. E’ quindi diventato il luogo della nostra falsificazione. Chi siamo, probabilmente, non lo sappiamo più neanche noi. Quindi, in cambio di quel niente che è diventata la nostra faccia, esponiamo un corpo su cui lavora quasi esclusivamente il sistema della moda. Un corpo confezionato che non coincide più con noi. Rispetto agli anni ottanta, il corpo di oggi è molto abbellito, ma è falsificato, perché non ci riproduce.
(…) tempi della comunicazione si sono ridotti, la velocità temporale fà sì che un soggetto abbia solamente pochi istanti per relazionarsi all’altro e quindi non c’è possibilità di farsi conoscere, di farsi notare, se non offrendo un corpo allestito, un corpo che colpisca”.

Umberto Galimberti

Annunci

Enti divini

Chi, perciò, consistendo nel luogo e nel tempo, libererà le ragioni delle idee dal luogo e dal tempo, si conformerà agli enti divini.

Giordano Bruno

L’intimità nella città

Abbiamo bisogno anche di luoghi per il corpo. Luoghi dove i corpi si vedono, s’incontrano, sono in contatto fra loro, come la gente che a Parigi esce dall’ufficio e va a nuotare nella Senna o a Zurigo dove, nella pausa del pranzo, va a nuotare o pattinare nel lago. Questo accentua la relazione fra il corpo e la vita quotidiana della città, portando il nostro corpo fisico nella città.
In altre parole, sto mettendo in risalto il posto che ha l’intimità in una città, perché l’intimità è di importanza cruciale per l’anima.

James Hillman