la tradizione della paternità

…Secondo l’antropologa Mead vi fu una decisione primaria, all’inizio della civiltà, quando i maschi scelsero di alimentare le femmine con i loro piccoli: i maschi animali non lo fanno. Fu un’intenzione che diventò tradizione, cioè venne trasmessa.
Se non si insiste in questa tradizione, si riscia di dimenticarla. Non si tratta infatti di un atto istintivo come quello della madre che dà il seno…

Luigi Zoja

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Gustave Moreau, Edipo e la Sfinge, 1864

Questa immagine rappresenta il momento della “battaglia” con l’Ombra personale.

Lo sguardo di Edipo fisso sulla Sfinge rappresenta il tentativo disperato dell’Io cosciente di osservare i contenuti incomprensibili dell’inconscio, simbolizzati dalla Sfinge. Il mito racconta della vittoria di Edipo che, proprio in seguito a questo successo, finirà per accoppiarsi inconsapevolmente con la madre e, quindi, procurerà a se stesso un destino di disperazione che culminerà nell’autoaccecamento. A dimostrazione del fatto che l’Io non potrà mai, da solo, vincere sull’Ombra, a meno che non venga a patti e tenga conto della sua forza immane. La Sfinge qui ha tutte le caratteristiche del femminile-lunare che solo in apparenza può essere sottomessa dal maschile. L’Ombra non va messa in vincoli e negata, bensì osservata in tutta la sua potenza ed una volta presa la consapevolezza di tale energia psichica, bisogna tentare di stabilire un contatto. Questa “impresa” è “fare anima”, nel senso in cui lo intendono James Hillman, Luigi Zoja, Francesco Donfrancesco e Carla Stroppa, ovvero la “coltivazione” di quel territorio intermedio tra conscio e inconscio.

Principio della coscienza di sé

C’è sempre un momento significativo nel quale iniziamo ad esistere, come individui o come popoli. Non è importante quanto esso corrisponda ad un fatto reale perché, il suo ricordo, diventerà in ogni caso, mito. E’ un momento che non conta come verità fattuale ma come verità simbolica, necessaria origine della coscienza di sé

Luigi Zoja