Vi aspetto al Caffè Letterario, giovedì 19 alle 19.00

Carissimi, giovedì 19 alle ore 19.00, presenterò il mio ultimo libro al Caffè Letterario.
Parteciperà anche il caporedattore del Tempo, Anna Fiorino.
Vi aspetto.
Caffè Letterario, via Ostinse, 95, Roma

Torno con un’altra edizione del “mio” Bruno

Carissimi, è con piacere che vi comunico che, la casa editrice Bompiani, ha ridato alle stampe il mio libro “Giordano Bruno” (edizione tascabile)

Come, quasi, degli empiti alla Nona edizione
Quelle fiamme non possono essere spente

“Quando si ha fame e si ha sete c’è sempre qualcuno pronto a scacciarvi”, dice Rimbaud. Al secolare bisogno di speranza e di divino interiorizzato i sacerdoti di professione non sono in grado di dare la più piccola soddisfazione. Sono presi dal bisogno inesausto di letteralizzare il Simbolico, in perfetta sintonia con il paranoico, disturbo del significato e dell’allegorico. Per questo attraverso i secoli ci rivolgiamo al Maestro che ha scolpito la via del cuore con “un’unica forza, l’Amore, che unisce infiniti mondi e li rende vivi”. Non ci possono anni smemorati per chi ha costruito sulla donazione ogni sua forma conoscitiva, appunto “un cuore sacro e indicibile che con veloci pensieri si slancia attraverso il mondo intero” (Empedocle 134, 4-5. Trad. Giorgio Colli). Perché lo spazio-tempo esiste soltanto nella dimensione terrena e si scioglie in Psiche. Per questo troppo volte Bruno sembra vivere ineluttabilmente con la scardinante dedica dell’Oscuro “ai vaganti di notte, ai maghi, ai posseduti da Dioniso, alle menadi, agli iniziati” (Eraclito 14, A 59. Trad. Giorgio Colli). Un empito dionisiaco avviluppante il Dio in una danza spirale che sfonda secoli inutilmente pesanti solo per gli umani. Perché la forza del Nolano è racchiusa in un perenne vaticinio donativo. Circolarità senza fine, Sphairos consustanziale con Afrodite iperuranica. Per questo è contemporaneo di Hermes, il donatore agli umani, e quindi con Spalle Larghe (Platone), Porfirio e Giamblico lo scrutatore degli Egizi e poi a Giuliano l’Apostata e “all’altro” Giuliano il Kremmerz degli anni nostri. Ma i filamenti luminosi de “gli eroici furori” hanno troppo scandagliato Anima sempre eterna per non parlare continuamente a quell’Amore che “ratto s’apprende” ai “Cor”. Così il nolano adepto ai sacri misteri di Orfeo continua il suo canto donativo in nome di quella “necessaria Follia” che rende qualsiasi suo lettore un processionario nelle file dei seguaci dei Maghi, in nome del divino ardore che nessun rogo potrà mai cancellare. Ecco perché tutti noi siamo fermi al 17 febbraio del 1600. Per ricordare come su ogni creatura e cosa domini “la Folgore”.
Ovvero l’abisso radioso che si apre dal Bacio degli Amanti