Amore: esprimere i propri sentimenti migliora la salute

 

Buongiorno, vi suggerisco la lettura di questo testo, pubblicato da La Stampa

http://www.lastampa.it/2013/02/13/scienza/benessere/lifestyle/amore-esprimere-i-propri-sentimenti-migliora-la-salute-DlbDapFqVQAzuGdDjX7G1L/pagina.html

Esprimere concretamente i propri sentimenti fa bene non solo al rapporto, ma anche alla salute

Innamorati, esprimete i vostri sentimenti se volete guadagnare in salute! E’ l’invito dell’esperto che ha scoperto come dichiarare e dimostrare il proprio affetto o amore promuove una migliore salute, sia fisica che mentale

Kory Floyd, professore alla Hugh Downs School of Human Communication presso l’Arizona State University (ASU), dopo aver tenuto una conferenza all’Università del Texas è stato oggetto di una richiesta insolita: un partecipante ha chiesto una “ricetta” per migliorare la salute attraverso la pratica del bacio, che era stata oggetto di discussione proprio durante la conferenza.
Floyd, aveva infatti presentato uno studio in cui si suggeriva come il baciarsi possa per esempio ridurre i livelli di colesterolo, ridurre lo stress e, per contro, aumentare l’intesa di coppia.

Il giovane, secondo quanto riferito dallo stesso Floyd nel comunicato ASU, era molto e sinceramente incuriosito dallo studio sul bacio e voleva una “ricetta” dal dottor Floyd – che tuttavia non è un medico – da far vedere alla moglie in modo che fosse attestata la necessità di baciarsi di più per stare bene.
Tuttavia, baciarsi non è la sola azione che una coppia può mettere in atto per favorire la salute: per esempio Floyd e altri ricercatori hanno scoperto che comunicare i propri sentimenti d’amore, sia attraverso le parole che le azioni può altrettanto offrire tutta una serie di vantaggi per la salute.

Ma, attenzione, come sottolineato da Floyd gli effetti sul benessere non si mostrano soltanto quando si provano certi sentimenti, ma anche e soprattutto quando questi si esprimono – che sia attraverso un gesto, un abbraccio, una frase detta o scritta… Così esternare il proprio affetto o amore, per esempio, pare riduca il colesterolo, abbassi la pressione sanguigna e fortifichi il sistema immunitario.

«Una delle cose che offrono un chiaro esempio del legame tra affetti e salute è il modo in cui ti senti quando passi una giornata davvero orribile, e tutto sembra andare male. E quando, nel corso di quella giornata stressante, si incontra qualcuno che vi è caro e questi vi abbraccia – spiega Floyd nella nota ASU – Questo abbraccio non può cambiare nulla di ciò che sta andando male nella vostra giornata, ma può cambiare tutto ciò che riguarda il modo in cui vi sentite in quel momento. Sembra che tutto lo stress si stia sciogliendo».

Gli effetti positivi dell’affetto non si applicano solo alla persona che lo riceve, sottolinea Floyd, ma anche alla persona che lo esprime – con uno scambio reciproco di benefici. E, spesso, poi, gli effetti benefici si hanno anche se l’altra persona non ricambia necessariamente.
E’ dunque l’azione del voler condividere i sentimenti che promuove il benessere. In uno studio, il dottor Floyd ha sperimentato come l’atto di scrivere una lettera alla persona cara potesse ridurre velocemente i livelli di stress, che non il semplice pensarla, tenere un diario, meditarci su o non fare nulla.

Durante il suo studio, Floyd ha coinvolto un gruppo di partecipanti che sono stati intervistati circa i propri sentimenti al fine di misurare i livelli di affetto nella vita quotidiana. Dopo di che, in laboratorio, sono stati misurate le risposte allo stress e l’intensità.
I risultati dei test hanno permesso di scoprire che le persone più affettuose non ha avuto la stessa forte risposta allo stress dei loro coetanei meno affettuosi. Per esempio, i più affettuosi non producono lo stesso cortisolo (l’ormone dello stress), e la loro pressione sanguigna non mostra i picchi più alti registrati negli altri soggetti.
Essere dunque più affettuosi sembra offrire protezione contro gli effetti dello stress. La chiave, secondo Floyd, potrebbe risiedere nell’ormone ossitocina – conosciuto anche come l’ormone dei legami – che viene rilasciato durante attività come l’abbracciarsi o l’accarezzarsi, il sesso, il parto e l’allattamento.

L’ormone ossitocina viene rilasciato in maggiore misura proprio tra le persone più affettuose, durante momenti stressanti, che non in coloro che sono meno affettuosi e non esprimono i propri sentimenti.
«Gli effetti sul corpo dell’ossitocina sono principalmente quelli di calmante, di calore. E’ molto più di una sensazione di benessere ormonale», commenta ancora Floyd.
Ciò che dunque vuole provare il ricercatore è che il dimostrare concretamente il proprio affetto può fare la differenza sia nel rapporto di coppia, o con le persone care, che nel benessere generale di una persona.

Chi ama è un creatore di MASSIMO GRAMELLINI

Vi consoglio questa lettura, pubblicata da La Stampa

http://www.lastampa.it/2013/07/28/blogs/cuori-allo-specchio/chi-ama-un-creatore-L1eTE3qZo4YSH9tmfX0IcI/pagina.html

Chi ama è un creatore
di Massimo Gramellini

Simposio termina alle prime luci del giorno: è tempo di alzarsi e di andare nel mondo, a mettere in pratica ciò che si è imparato. Ma i convitati dormono: il vino e la notte bianca ne hanno spento i sensi stremati. Soltanto Socrate continua imperterrito a bere e a intrattenere Aristofane e Agatone, lo scrittore di commedie e quello di tragedie. I due fingono di dargli ragione, ma l’oscillazione delle teste appesantite, più che di condivisione, è sintomo di crollo imminente. Quando anch’essi cedono alle leggi del sonno, Socrate – come una madre che ha messo finalmente a letto i ragazzini dopo averli rimpinzati per tutta la notte di favole – lascia la stanza, si sciacqua il viso e va incontro alla giornata che nasce.

Prima di uscire dietro la sua ombra, mi attardo in uno sguardo di congedo ai dormienti. Fedro, che all’inizio del Simposio ha ricordato come l’amore estragga il meglio dalle persone ed è stato abbastanza delicato da non aggiungere che tira fuori anche il peggio. Pausania, che invece lo ha detto, prestandosi ad affastellare i luoghi comuni che Socrate si è poi fatto bello a smontare. Erissimaco, il medico: a lui si deve l’illuminazione sull’amore umano come riflesso di quello eterno (fuori dal tempo) che è la struttura della realtà. Aristofane, che con la sua favola sugli uomini spaccati in due alla ricerca della metà perduta ha illustrato ironicamente la dottrina platonica dell’Uno e della Diade. Agatone, il padrone di casa, che ha saziato l’uditorio di aggettivi nel tentativo di definire l’indefinibile: l’amore, un’energia che non si può ingabbiare dentro le parole, ma solo sentire con il linguaggio muto dell’intuizione. E la sacerdotessa Mantinea, evocata da Socrate, che ci ha concesso di passeggiare nel santuario di Eros, apprendendo misteri che non andrebbero più dimenticati.

A giudicare dai commenti ricevuti, ce n’è uno che ha colpito i lettori di questa pagina in modo particolare: chi ama è un creatore. Se ama con il corpo genererà un figlio. Se ama con la mente genererà un’opera dell’intelletto. E se ama con il cuore, oltre ai figli e alle opere, genererà i frutti del proprio talento: perché tutti ne hanno uno, anche chi si è convinto (o è stato convinto) del contrario. Ecco il messaggio immortale di Platone: ogni essere umano viene al mondo per creare qualcosa attraverso l’amore. Basta che si svegli, si sciacqui il viso e vada incontro con la passione curiosa di un Socrate alla giornata che nasce.

Simposio di Platone (IV sec. A.C.)

Epilogo