Nell’Interiorità di Anima – “Bellezza”

Bellezza (13)

I vecchi, però, sono capaci di riconoscere la bellezza che all’occhio normale rimane nascosta, e non perché essi ne abbiano viste così tante in vita loro, ma perché la lunga vita li ha obbligati allo sguardo eccentrico… Io posso benedire le mie virtù celate nei miei vizi, ho bisogno di un occhio allenato ed esperto di sofferenze.

James Hillman, La forza del carattere, pag. 78

Bellezza (14)

Socrate, infatti, si sottrae a una relazione che imprigionerebbe senza scampo l’anima nell’esteriorità: “Quale irresistibile bellezza – dice ad Alcibiade – non hai potuto scorgere in me, diversa da quella giovanile avvenenza che costituisce il fiore della tua vita! Sta un po’ attento: hai veduto la mia bellezza e cerchi d’averne parte con me scambiando con la mia bellezza la tua… Cerchi d’acquistare, in cambio di questa tua apparente, una vera e propria bellezza” (218-e). Platone accenna… alla distinzione possibile quando… non è vissuta radicalmente la differenza fra la fonte interiore della bellezza e il suo tramite esteriore.

Francesco Donfrancesco, Nello specchio di Psiche, Moretti e Vitali, 1996, pag. 138

Bellezza e bruttezza

La definizione che Plotino dà di bruttezza e bellezza ha un’utilità immediata per la psicologia. “Anche noi, quando siamo belli, è perché siamo conformi a noi stessi, mentre siamo brutti allorché trapassiamo in un’altra natura” (Enneadi, V, 8, 13). […] Quando ci sentiamo contratti, pieni di risentimento, non di armonia, vuol dire che siamo trapassati in una natura diversa, e siamo caduti […] lontano dall’anima.

James Hillman, L’anima del mondo e il pensiero del cuore, Adelphi, 2002, pag. 98

Bellezza e immaginazione

La massima: “il mondo è il luogo del fare-anima” viene, come è noto, da Keats, ed è stato Keats a dire, inoltre, che Bellezza è Verità, e a dire: “Di niente sono certo se non delle affezioni del Cuore e della verità dell’Immaginazione”.

James Hillman, L’anima del mondo e il pensiero del cuore, Adelphi, 2002, pag. 99

Bellezza psichica

La bellezza dell’anima, che sola supera il fascino di Afrodite, si rivelerà un’immaginazione estetica della psiche e nell’ammaliante potere delle sue immagini. Si rivelerà nei modi in cui la psiche dà forma ai propri contenuti – ad esempio, nella maniera in cui l’anima contiene l’erotico. Ma, soprattutto, la bellezza della psiche si riferisce al significato del bello in rapporto agli eventi psicologici. Quando siamo toccati, mossi, e aperti dalle esperienze dell’anima, scopriamo che ciò che vive in essa non soltanto è interessante e significativo, necessario e accettabile, ma è anche attraente, amabile e bello.

James Hillman, Il mito dell’analisi, Adelphi, 1984, pagg. 112-113