C’era

L’agnello belava dolcemente.
L’asino, tenero, si allietava
in un caldo chiamare.
Il cane latrava
quasi parlando alle stelle.
Mi svegliai…Uscii. Vidi orme
celesti sul terreno
fiorito
come un cielo capovolto.
Un soffio tiepido e soave
velava l’alberata:
la luna andava declinando
in un occaso d’oro e di seta
apersi la stalla per vedere se Egli
era là
C’era.

Juan Ramon Jimenez

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A proposito di baci III

Sopra: Gustav Klimt, “Il bacio”, 1907-08

Col nuovo mattino,
il mondo mi bacia
sulla tua bocca, donna.

Juan Ramόn Jimenez , “Fusione”, in  “POESIA D’AMORE DEL NOVECENTO”, a cura di Antonello Satta Centanin, Crocetti Editore, Milano 1996.

Vedi: “A proposito di baci I”; “A proposito di baci II”

Amarezza

Amarezza.

Ma detta la parola

lentamente e senza fine, con nuova onda

sempre, come in un fiume

senza sorgente e senza sponde.

Amarezza…

Juan Ramon Jiménez

Io non sono io

Io non sono io.

Sono colui

che cammina accanto a me senza che io lo veda;

che, a volte, sto per vedere,

e che, a volte, dimentico.

Colui che tace, sereno, quando parlo,

colui che perdona, dolce, quando odio,

colui che passeggia là dove sono,

colui che resterà qui quando morirò.

Juan Ramòn Jiménez

Immortalità della passione

Rinascerò fatto onda,

donna, e t’amerò ancora.

Rinascerò fatto fuoco,

 donna, e t’amerò ancora.

Rinascerò fatto uomo,

donna, e t’amerò ancora.

Juan Ramón Jiménez

 

Invito a riflettere

Vi propongo una lirica di Juan Ramon Jimenez per sapere che emozioni avvertite:

Col nuovo mattino,

il mondo mi bacia

sulla tua bocca, donna.

Un abbraccio, Gabriele.

Il mio corpo si perde

Il mio corpo si perde,
da vivo, nella mia anima,
come il raggio dell’ultimo sole
nel primo raggio della luna.

Juan Ramòn Jiménez