Stringiti a me

Stringiti a me, abbandonati a me, sicura.
Io non ti mancherò e tu non mi mancherai.
Troveremo, troveremo la verità segreta su cui il nostro amore potrà riposare per sempre,
immutabile.
Non ti chiudere a me, non soffrire sola,
non nascondermi il tuo tormento!
Parlami, quando il cuore ti si gonfia di pena.
Lasciami sperare che io potrei consolarti.
Nulla sia taciuto fra noi e nulla sia celato.
Oso ricordarti un patto che tu medesima hai posto.
Parlami e ti risponderò sempre senza mentire.
Lascia che io ti aiuti, poiché da te mi viene tanto bene!

Gabriele D’Annunzio


 

Il giardino e la Cerimonia del Tè.

Il giardino è il luogo della perfezione, è il bisogno di pace, di immutabile.

La cerimoia del Tè avveniva di sera, per questo motivo nei giardini giapponesi troviamo le lanterne di pietra. La Cerimonia del tè rappresentava il congiungimento tra mondo divino e mondo umano. I movimenti di chi prepara iltè, di chi lo versa e di chi lo beve sono archetipici degli dei.

Il giardino è quindi la perfezione in terra, immutabile nella sua armonia e si rinnova incessantemente.

Il giardino e la cerimonia del tè rappresentano un muoversi nell’immutabilità. Corrispondono al bisogno dell’uomo di rassicurarsi della sua caducità.

Il tempo viene scandito,  lentissimamente, fino a tramutarsi in un non-tempo, tanto diaradato, quanto irraggiungibile. Nel giardino perfetto regna l’illusione della lontananza dalla decomposizione. Movimenti e fiori diventano archetipi di se stessi.

Costellazioni ideali su cui finalmente riposarsi.