Il silenzio

 Ascolta, figlio, il silenzio.
È un silenzio ondulato,
un silenzio,
dove scivolano valli ed echi
e che piega le fronti
al suolo.

Federico Garcia Lorca

(Salvator Dalì, Faccia)

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Il silenzio

Dietro suggerimento di  Valentina De Vincenti, pubblichiamo anche un altra opera di Johann Heinrich Füssli, “Il silenzio”, realizzata dall’artista tra il 1799 e il 1800. La nostra amica ha usato l’immagine per la copertina di un suo percorso di ricerca intitolato “Angoscia e solitudine”. Cosa ne pensate? Un abbraccio. Gabriele

“silenziosamente” Pietro e poi Beatrice…

Pietro

C’è stato un tempo in cui ho cercato la folla per stare solo andandomi a sedere al tavolino di un bar nella piazza principale.
Un giorno arrivò una mia amica e mi chiese cosa stessi facendo da solo ed in silenzio. Le risposi che cercavo la solitudine. Si mise a ridere chiedendomi come mai cercassi la solitudine in mezzo alla gente. Non seppi rispondere. Pensai che la mia paura del silenzio e della solitudine, se da una parte mi attraeva, dall’altra mi induceva a cercare la folla quasi come opportunità di salvezza.
Stefan George scriveva: “Cuori danzanti, che ammiro e cerco / Volentieri umiliandomi, per non frenare le vostre danze / Voi che mi commovete, voi leggeri – e mi appagate – / Voi che io venero, così che voi stessi – sorridendo – ne restate sorpresi / Voi che mi cingete nei vostri balli amici / Mai saprete come solo il mio travestimento vi assomiglia / Cuori che giocate, che mi abbracciate come amico / Come siete lontani dal mio cuore che batte.”

Beatrice
Non è un luogo comune, ma io penso che delle volte il silenzio possa esprimere un sentimento, un’emozione, un disappunto in modo assai migliore di tante inutili parole. Amalia parla di due livelli di silenzi, ed anche io vedo due tipologie di silenzio, ma sotto un’ottica diversa.
In primo luogo vorrei porre l’accento sul silenzio che ha anch’esso una propria forma di espressione. Delle volte il nostro silenzio e quello che esso nella sua mutezza vorrebbe esprimere, viene magistralmente espresso dal nostro sguardo. Quindi anche in una baraonda di urlatori o in una più tranquilla conversazione si può tacere, ma esprimere pensieri o emozioni con lo sguardo. Credo che con il loro assordante silenzio, i nostri occhi e le multiforme e sempre diverse sfumature che essi possono assumere, spesso esprimono noi stessi e i nostri pensieri meglio di qualsiasi altro mezzo espressivo.
In secondo luogo credo esista un altro tipo di silenzio: quello di quando noi stessi compiamo, o per lo meno tentiamo di compiere, un viaggio negli abissi della nostra anima. Questo è un viaggio in cui, secondo me, il silenzio è comuqne solo apparente, perchè se è vero che noi non articoliamo gli organi preposti alla parola orale, tuttavia apriamo un dialogo con la nostra parte anima. Quindi chi dall’esterno ci osserva pensa che noi siamo smeplicemente silenti/muti, in realtà noi in quel momento portiamo avanti uno dei discorsi più formativi per il nostro essere umani, quello con noi stessi e con il nostro inconscio. Questo è quello che io chiamo il silenzio apparente.
Tanti baci a tutti, Bea.