Vorrei aprirmi il cuore

Vorrei aprirmi il cuore con un coltello, metterti
dentro di esso e subito tornare a chiudere il mio petto,

perché tu vi restassi e non abitassi in un altro, sino al
giorno della resurrezione e del giudizio finale.

Cosí vivresti dentro di esso durante la mia vita, e,
alla mia morte, dimoreresti nell’involucro del cuore
nelle tenebre del sepolcro.

Ibn Hazm

Inconscio e Magia – Psiche: “L’amante perfetto”

Care e cari, ci occuperemo ad Inconscio e Magia – Psiche, per due puntate, di poesia araba e persiana, presentando alcuni tra i maggiori poeti-sapienti del periodo medievale, in particolare del Sufismo, a partire da questa notte alle ore 3:00 circa su Rai 1.
Entriamo ora nell’atmosfera e nelle fragranze perdute della Cordova omayyade con questa lirica del grande Ibn Hazm (994-1064). Nato nella città andalusa, scrisse circa quattro volumi di storia, teologia, logica e arte poetica, ed è noto soprattutto per una sua opera giovanile, Il collare della colomba, che ispirò la trattatistica erotica medievale e sfondo platonico. Ascoltate, ascoltate, che incanto. Buona giornata!

Amore

I

Se parlo di lui, circondato da questa fragranza di ambra,
com’è dolce il parlare.

Quando discorre, odo solo la sua voce alle voci dei miei
commensali sordo.

Anche se il Principe dei Credenti in persona fosse con me,
non riuscirebbe da lui farmi allontanare.

Se son costretta ad accomiatarmi da lui, mentre mi allontano
passo dopo passo gli lancio un ultimo sguardo.

I miei occhi sono fissi su di lui, come il naufrago nelle profondità
abissali si volta a guardare la terraferma, quando il mio
corpo è distante.

Soffoco di quest’acqua se penso alla sua lontananza come chi
sbadiglia in mezzo alla polvere e al fuoco rovente.

A chi mi domanda: Credi forse di poter raggiungere il cielo?
Rispondo: Certo, poiché so dove si trova la scala che vi
conduce.