Edipo e la Sfinge

(Gustave Moreau, Edipo e la Sfinge,1864)

Edipo e la Sfinge

(Gustave Moreau, Edipo e la Sfinge, 1864)

Carissimi, questa immagine rappresenta una delle tappe nella “battaglia” contro l’Ombra personale verso il raggiungimento del Sé. Cosa ne pensate? Un abbraccio. Gabriele

Il San Giorgio di Gustave Moreau

Carissimi, vi propongo un’altra versione di “San Giorgio e il drago”, dipinta da Gustave Moreau nel 1889. Cosa ne pensate?

Un abbraccio.

Gabriele

Gustave Moreau, Edipo e la Sfinge, 1864

Questa immagine rappresenta il momento della “battaglia” con l’Ombra personale.

Lo sguardo di Edipo fisso sulla Sfinge rappresenta il tentativo disperato dell’Io cosciente di osservare i contenuti incomprensibili dell’inconscio, simbolizzati dalla Sfinge. Il mito racconta della vittoria di Edipo che, proprio in seguito a questo successo, finirà per accoppiarsi inconsapevolmente con la madre e, quindi, procurerà a se stesso un destino di disperazione che culminerà nell’autoaccecamento. A dimostrazione del fatto che l’Io non potrà mai, da solo, vincere sull’Ombra, a meno che non venga a patti e tenga conto della sua forza immane. La Sfinge qui ha tutte le caratteristiche del femminile-lunare che solo in apparenza può essere sottomessa dal maschile. L’Ombra non va messa in vincoli e negata, bensì osservata in tutta la sua potenza ed una volta presa la consapevolezza di tale energia psichica, bisogna tentare di stabilire un contatto. Questa “impresa” è “fare anima”, nel senso in cui lo intendono James Hillman, Luigi Zoja, Francesco Donfrancesco e Carla Stroppa, ovvero la “coltivazione” di quel territorio intermedio tra conscio e inconscio.