L’esercito silenzioso

Caro Gabriele, ecco alcune delle foto scattate al “gattaro”. Anche se abbiamo parlato tante volte, io e lui, il suo nome mi sfugge costantemente e sembra voler ribadire, in tal modo, la sua non appartenenza a questo mondo frettoloso e indifferente.
Lui appartiene ad un mondo fatto di intuizioni, premonizioni che corrono sul filo degli odori e nessuno ha mai pensato che accanto alla chiaroudienza e alla chiaroveggenza possa esistere un’altra forma di dialogo sovrasensibile.
Il “gattaro” è alto poco più di un metro, minuto, vestito sempre con abiti rattoppati alla buona. Lo vedo sbucare a sera da qualche vicoletto, con la sua bici carica di buste contenenti il mangiare per i gatti. Un impegno che porta avanti da anni. Quando a sera si incontra con il “suo” piccolo popolo, il suo volto acquista una particolare nobiltà e la sua solitudine è ripagata appieno dalle effusioni di quegli animali selvatici dalla “grazia scontrosa” che difficilmente si avvicinano agli altri personaggi delle nostre strade.
Sappiamo il numero delle guerre che oggi si combattono nel mondo, il numero di quanti ogni giorno muoiono di fame, ma non conosciamo il numero dell’esercito silenzioso che ogni giorno si occupa degli altri. Volontari, gattari o anziani che con le mani tremanti distribuiscono mangime per i piccioni.
Anche loro, per dirla con le parole di Borges, stanno salvando il mondo.

Nicola

Chiedo “scusa” a Nicola ed a voi tutti per la qualità delle fotografie ma, non avendo lo scanner, ho dovuto rifotografarle con il cellulare.
Gabriele