“Ricorda, corpo”

Sopra: Egon Schiele, “Nudo maschile seduto”, 1909

Carissimi amici, oggi lasciamo parlare il corpo grazie alla memoria palpitante di Costantino Kavafis (1863-1933):

“Ricorda, corpo…”

Ricorda non solo quanto fosti amato, corpo,
non solo i letti sopra cui giacesti,
ma anche quei desideri che per te
brillavano negli occhi apertamente,
tremavano nella voce – resi vani
da qualche impedimento casuale.
Ora che tutto è parte del passato,
è come se ti fossi concesso
anche a quei desideri – ricorda il brillare
negli occhi volti verso te,
tremare nella voce, per te,
ricorda, corpo.