Domani è un altro giorno

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Carpe diem

O Giulio, che a nessuno degli amici
sei secondo, se valgono qualcosa
una lunga fiducia, un patto antico,
ormai t’è presso il sessantesimo anno
e la tua vita tuttavia non conta
che pochi giorni  veri. Non fai bene
a differire ciò che la fortuna
potrebbe poi, lo vedi, rifiutarti;
stima tuo solo quello che hai goduto.
Dolori e affanni senza tregua incalzano;
le gioie non si fermano, ma passano
fuggiasche a volo. Lesto lesto afferrale
con l’una e l’altra mano, al petto stringile
con tutta la tua forza: anche così
sgusciando via leggere si sottraggono
spesso nell’abbraccio più tenace. Credimi:
dire “Vivrò” non è da saggio: vivere
domani è troppo tardi: vivi oggi.

Marco Valerio Marziale

FOTOGRAFIA E GIORNALISMO: LE IMMAGINI PREMIATE NEL 2014

  • Domani, 30 aprile,  alle ore 18.00, si inaugura a Roma, presso il Museo di Roma in Trastevere, la mostra World Press Photo 2014. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico dal 2 al 23 maggio. La mostra è promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Contrasto e la World Press Photo Foundation di Amsterdam. L’organizzazione e i servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.
    Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del Fotogiornalismo. Ogni anno, da 57 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata a esprimersi su migliaia di domande di partecipazione provenienti da tutto il mondo, inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste. Tutta la produzione internazionale viene esaminata e le foto premiate, che costituiscono la mostra, sono pubblicate nel libro che l’accompagna. Si tratta quindi di un’occasione per vedere le immagini più belle e rappresentative che, per un anno intero, hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo. Per questa edizione, le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo sono state 98.671, inviate da 5.754 fotografi professionisti di 132 diverse nazionalità. Anche quest’anno la giuria ha diviso i lavori in nove diverse categorie: Spot News, Notizie Generali, Storie d’attualità, Vita quotidiana, Volti (Ritratti in presa diretta e Ritratti in posa), Natura, Sport in azione e Sport in primo piano. Sono stati premiati 53 fotografi di 25 diverse nazionalità: Argentina, Australia, Azerbaijan, Bangladesh, Bulgaria, Cina, Repubblica Ceca, El Salvador, Finlandia, Francia, Germania, Iran, Italia, Giordania, Messico, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Polonia, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti. La Foto dell’anno 2013 è dell’americano John Stanmeyer di VII Photo Agency. L’immagine mostra dei migranti africani con i cellulari sulla spiaggia di Gibuti nel tentativo di prendere un segnale telefonico gratuito dalla confinante Somalia, un collegamento con i parenti lontani. Gibuti è una tappa consueta per i migranti in transito da paesi come la Somalia, l’Etiopia e l’Eritrea, in cerca di una vita migliore in Europa e in Medio Oriente. La foto è anche vincitrice del Primo Premio nella categoria Storie di attualità ed è stata realizzata per il National Geographic. Jillian Edelstein, membro della giuria, ha così commentato l’immagine vincitrice: “È una foto collegata a tante altre storie – apre la discussione sui temi della tecnologia, della globalizzazione, dell’emigrazione, della povertà, della disperazione, dell’alienazione e dell’umanità. Si tratta un’immagine molto sofisticata, potentemente sfumata. È così sottilmente realizzata e in modo così poetico, sebbene sia piena di significato, da trasmettere questioni di grande gravità e preoccupazione nel mondo di oggi.” Quest’anno sono tre i fotografi italiani premiati: Bruno D’Amicis, Alessandro Penso e Gianluca Panella. La mostra World Press Photo non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo carattere internazionale, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.

    Massimo Lanzaro

Ventaglio

Quasi usando per sua parola
Null’altro che un battito al cielo,
Il futuro verso s’invola
Dall’avorio che in sé lo cela.
Ala piano corra all’orecchio
Questo ventaglio se esso è
Quello per cui qualche specchio
Risplendette dietro di te
Chiaro (dove ritorna a scendere
Inseguita in ogni frammento
Un po’ d’invisibile cenere
Unica a rendermi lamento)
Ed appaia uguale domani
Tra quelle tue agili mani.

Stéphane Mallarmè

La casta Lisa

La giornata è stata lunga
È passata finalmente

Domani sarà come oggi
E laggiù sulla montagna
La sera cala sul castello incantato
Siamo stanchi stasera
Ma la casa ci aspetta
Con la buona zuppa fumante
E dall’alba domani
La dura fatica
Ci riprenderà con sé
Ahimè
Brava gente.

Guillame Apollinaire

 

Vivere oggi

Esistono solo due giorni nell’anno che nulla può essere fatto. Uno si chiama ieri e l’altro si chiama domani, pertanto oggi è il giorno sicuro per amare, credere, fare e principalmente vivere”.

Dalai Lama

Il dono

Il dono eccelso che di giorno in giorno
e d’anno in anno da te attesi, o vita
(e per esso, lo sai, mi fu dolcezza
anche il pianto), non venne: ancor non venne.
Ad ogni alba che spunta io dico: “È oggi”:
ad ogni giorno che tramonta io dico:
“Sarà domani”. Scorre intanto il fiume
del mio sangue vermiglio alla sua foce:
e forse il dono che puoi darmi, il solo
che valga, o vita, è questo sangue: questo
fluir segreto nelle vene, e battere
dei polsi, e luce aver dagli occhi; e amarti
unicamente perché sei la vita.

Ada Negri