L’amore è congenito all’anima

“L’amore è congenito all’anima: perciò Eros è nuzialmente unito alle anime persino nelle pitture e nei miti. Poiché essendo l’anima qualcosa di diverso dal dio e tuttavia derivante da lui, essa è necessariamente innamorata di lui e, finché è lassù, è colma di amore celeste, mentre, quaggiù, è piena d’amore volgare; lassù è infatti Afrodite celeste, ma quaggiù essa diventa, simile a una cortigiana, Afrodite volgare”.

Plotino

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“Quartine”

Oggi parliamo con Abou Said (968-1048), celebre poeta persiano di cui si hanno poche notizie certe. Autore di poesie mistiche, divenenne il precursore di una infinita serie di imitatori:

“Quartine”

Nessuno ripone vanamente le sue speranze nella tua grazia.
Il tuo eletto non conosce che felicità eterna.
Che il tuo amore sfiori un istante qualche atomo:
quell’ atomo vale più di un migliaio di soli.

٭

Il mio cuore non segue che il cammino del tuo amore,
non vuole che il tormento che gli verrà da te.
Il tuo amore prosciugò il deserto del mio cuore,
affinché nessun altro amore vi fiorisse mai.

“L’artista”

“L’artista”

Sono artista e pittore, faccio idoli ogni istante,
poi li spezzo tutti ai Tuoi piedi!

Suscito cento visioni e vi infondo lo spirito
ma quando vedo la Tua visione, le scaglio nel fuoco!

Il coppiere degli ebbri sei Tu, sei Tu il nemico della sobrietà?
Sei Tu Chi distrugge ogni casa che erigo?

L’anima in Te si dissolve, si mescola con Te:
io carezzo la vita soltanto perché profuma di Te!

Ogni goccia di sangue che sgorga da me, dice alla Tua polvere:
ho il colore del tuo amore, sono il fedele della Tua passione.

Nella casa d’acqua e d’argilla il cuore è distrutto senza di Te:
entra nella casa, Amato, o io la lascerò.

Rûmî in “La poesia del mondo. Lirica d’Occidente e d’Oriente“, a cura di Conte, G. , Parma, Ugo Guanda Editore, 2003.

Dio e l’uomo

“Orme sulla sabbia”

Carissimi naviganti,

il nostro caro Emanuele ci ha donato questa lirica di un anonimo brasiliano. Buona lettura!

“Orme sulla sabbia”

Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che camminavo sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.

Ho guardato indietro e ho visto che
per ogni giorno della mia vita,
apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.

Così sono andato avanti, finché
tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti
c’era solo un’orma…
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
maggiore paura e maggior dolore…

Ho domandato allora:
“Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
peggiori della mia vita?”

Ed il Signore rispose:
“Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te durante tutta il tuo cammino
e che non ti avrei lasciato solo
neppure un attimo,
e non ti ho lasciato…
i giorni in cui tu hai visto solo un’orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio”.

Colui che amo

Dio e Terra

Amiche e amici carissimi,
vi propongo di riflettere su questa illuminazione di Angelus Silesius (Johann Scheffler, 1624-1677):

Uomo, in quel che ami sarai trasmutato.
Dio diventerai se ami Dio, e terra se ami la terra.

Tratto dal “Pellegrino cherubico”, in “LA POESIA DEL MONDO. Lirica d’Occidente e d’Oriente”, a cura di Giuseppe Conte, Ugo Guanda Editore, Parma 2003