Sole senz’ombra

Sole senz’ombra su virili corpi
abbandonati. Tace ogni virtù.
Lenta l’anima affonda – con il mare –
entro un lucente sonno. D’improvviso
balzano – giovani isolotti – i sensi.

Ma il peccato non esiste più.

Sandro Penna

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Sole senz’ombra

Sole senz’ombra su virili corpi
abbandonati. Tace ogni virtù.
Lenta l’anima affonda – con il mare –
entro un lucente sonno. D’improvviso
balzano – giovani isolotti – i sensi.

Ma il peccato non esiste più.

Sandro Penna

Solitudine

La solitudine è come la pioggia.
Si alza dal mare verso sera;
dalle pianure lontane, distanti,
sale verso il cielo a cui da sempre appartiene.
E proprio dal cielo ricade sulla città.

Piove quaggiù nelle ore crepuscolari,
allorché tutti i vicoli si volgono verso il mattino
e i corpi, che nulla hanno trovato,
delusi e affranti si lasciano l’un l’altro;
e persone che si odiano a vicenda
sono costrette a dormire insieme in un letto unico:

è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi.

Rainer Maria Rilke

Insonnia

La Luna nello specchio del comò
guarda milioni di miglia lontano
(e forse con orgoglio, a se stessa,
ma non sorride, non sorride mai)
via lontano lontano oltre il sonno,
o forse è una che dorme di giorno.
Se l’Universo volesse abbandonarla,
lei gli direbbe di andare all’inferno,
e troverebbe una distesa d’acqua
o uno specchio, sul quale indugiare.
Tu dunque metti gli affanni in un sacco
di ragnatele e gettalo nel pozzo
nel mondo alla rovescia dove
la sinistra è sempre la destra,
dove le ombre in realtà sono corpi,
dove restiamo tutta la notte svegli,
dove il cielo ha tanto poco spessore
quanto è profondo il mare e tu mi ami d’amore.

Elizabeth Bishop

A cui devo la gioia palpitante

A cui devo la gioia palpitante

Che tiene desti i miei sensi nella veglia,

E il ritmo che governa il riposo nel sonno,

Il respiro comune

Di due che si amano, e i corpi

Profumano l’uno dell’altro,

Che pensano uguali pensieri

E non hanno bisogno di parole

E si sussurrano uguali parole

Che non hanno bisogno di significato.

L’irritabile vento dell’inverno non potrà gelare

Il rude sole del tropico non potrà mai disseccare le rose

Nel giardino di rose che è nostro ed è nostro soltanto

Ma questa dedica è scritta affinché altri la leggano

Sono parole private che io ti dedico in pubblico.

Thomas Stearns Eliot

Il sonno del corpo desta l’Anima

Ogni giorno Tu affranchi i nostri spiriti dai corpi
rendendoli lisci come tavole piallate.
Ogni notte apri agli spiriti la loro gabbia,
senza che dominino o che vengano dominati.
Di notte il recluso ignora la sua prigione,
così come di notte il re non sa d’essere sovrano.
Nessuno si cura di quel che perde o di quel che guadagna,
nessuno pensa a questo oppure a quell’altro.

Simile è lo stato del sapiente, anche da sveglio.
Dio dice: “Pensi ch’egli sia sveglio,e invece dorme.”
Quanto alle cure mondane, egli dorme notte e giorno,
e scorre come penna in mano allo scrittore.
La mano che verga lo scritto neppure la vede.
Colui che non vede la mano mentre muove la penna
suppone che sia il moto della penna a causare lo scritto.

Se il sapiente divulgasse i dettagli di questo stato
la gente comune sarebbe privata in perpetuo del sonno.

La sua anima vaga in un deserto che non ha eguali:
sia l’anima che il corpo trovano una pace perfetta.
Non desidera più nè bere, nè mangiare,
come un uccello sfuggito alla gabbia e alla catena.

Quando però lo riattaccano alla catena
è allora che chiede aiuto all’Onnipotente.
Jalaluddin Rumi

 

L’anima

L’anima costruì nel mondo alcuni corpi come statue di dei, altri come case di uomini, altri ancora per altri Esseri. Che altro poteva mani nascere dall’anima se non cose per la cui creazione essa avesse il potere?

Plotino