Gustave Moreau, Edipo e la Sfinge, 1864

Questa immagine rappresenta il momento della “battaglia” con l’Ombra personale.

Lo sguardo di Edipo fisso sulla Sfinge rappresenta il tentativo disperato dell’Io cosciente di osservare i contenuti incomprensibili dell’inconscio, simbolizzati dalla Sfinge. Il mito racconta della vittoria di Edipo che, proprio in seguito a questo successo, finirà per accoppiarsi inconsapevolmente con la madre e, quindi, procurerà a se stesso un destino di disperazione che culminerà nell’autoaccecamento. A dimostrazione del fatto che l’Io non potrà mai, da solo, vincere sull’Ombra, a meno che non venga a patti e tenga conto della sua forza immane. La Sfinge qui ha tutte le caratteristiche del femminile-lunare che solo in apparenza può essere sottomessa dal maschile. L’Ombra non va messa in vincoli e negata, bensì osservata in tutta la sua potenza ed una volta presa la consapevolezza di tale energia psichica, bisogna tentare di stabilire un contatto. Questa “impresa” è “fare anima”, nel senso in cui lo intendono James Hillman, Luigi Zoja, Francesco Donfrancesco e Carla Stroppa, ovvero la “coltivazione” di quel territorio intermedio tra conscio e inconscio.

Il RE-BIS (Il libro della santa Trinità, 1415-19)

Il Re-bis è il perfetto equilibrato fra uomo e donna, tra conscio e inconscio, tra caos e ordine, tra istinto e razionalità.
E’ l’altissimo androgino. E’ sopratutto quello che Jung chiama il Sè, ovvero il Verdeggiante della 18a Sura del Corano.
 E’ il Cristo ermetico. E’ il “centrato” ovvero colui che sta al mezzo della caverna iniziatica, l’Utero della Grande Madre, dei due fiumi, dei due mari, dei due mondi.
E’ il realizzato

Intervista a Gabriele La Porta – Inconscio e Magia

Il mio ultimo testo si intitola “Dizionario dell’Inconscio e della Magia“. Entrambi, l’Inconscio e la Magia, hanno lo stesso serbatoio, ed è la profondità di Anima. Inconscio è uno dei modi in cui si chiama Anima. La Magia, che sarebbe la filosofia ermetica, e l’Inconscio condividono come un lago oscuro che è dentro ciascuno di noi. Quel lago oscuro è la nostra parte inconsapevole. L’Inconscio custodisce questo lago.

L’Inconscio e la Magia hanno in comune, inoltre, l’interiorità dell’uomo e della Donna. L’Inconscio è il contenitore, la Magia è lo strumento che studia il contenitore. L’Inconscio contiene tutti i nostri complessi, tutti i motivi irrisolti, ma anche tutta una simbologia profonda che dall’Inconscio affiora verso la parte cosciente, il Conscio. La Magia è la filosofia ermetica: decodifica i simboli. Ovverosia è lo strumento con il quale noi riusciamo a guardare i simboli che dalla nostra parte non cosciente, non consapevole entrano nella nostra sfera consapevole, mediante i sogni. Perché i sogni sono il veicolo. La filosofia ermetica vede quei simboli, li studia e dà loro significato. La filosofia junghiana, da qui l’incrocio, ha fatto di se stessa la disciplina che studia e approfondisce simboli e archetipi. Gli archetipi sono simboli ancora più potenti: prima c’è lo sfondo dell’archetipo e dagli archetipi poi nascono come figli i simboli. La Magia è lo strumento che guardando affiorare nei sogni di tutto questo riesce a dare un significato razionale e una logica che noi possiamo comprendere. L’uno non può fare a meno dell’altro. L’Inconscio è indispensabile alla Magia e viceversa. Questo dizionario vuole essere uno strumento utile per chi voglia approfondire la propria parte nascosta.