Le mani

Se dai uno schiaffo
ti resta sulle mani la sporcizia della cattiveria;
se fai una carezza ti resta sulle mani
il profumo della dolcezza.

(Alessia S. Lorenzi)

Dalla soglia di un sogno…

Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…
Era la buona voce, amata voce.
– Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore.
– Sempre con tè… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.

Antonio Machado

 

 

Dalla soglia di un sogno mi chiamarono

Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…
Era la buona voce, amata voce.
– Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore.
– Sempre con tè… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.

Antonio Machado

Canzone dell’amore perduto

Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole
“Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”,
vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
così per noi
l’amore che strappa i capelli è perduto ormai,
non resta che qualche svogliata carezza
e un po’ di tenerezza.
E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano,
li rimpiangerai
ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.
E sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d’oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

Fabrizio De André

Foglie bianche

Foglie bianche,
ornano il sentiero,
pallide come questi miei passi stanchi,
ricamano il mio passaggio,
quasi ad indicarmi la via.
Queste foglie di platani
che non hanno più la forza di svolazzare
sembrano esistenze vinte,
somigliano alla mia anima stanca,
avvilita,
sconfitta.
Tutta l’energia della primavera
è ormai lontana;
come la mia vita
rappresentano un passato energico,
vigoroso,
resistente.
Chi siamo adesso,
compagne occasionali di questa mia solitaria passeggiata?
Chi siamo più noi?
Neppure più la folata del vento ci accompagna,
il calore del sole sa di gelida carezza,
il frullo tra i rami è ormai voce morta,
il fischio dei merli melodia lontana,
il canto dei rosignoli
concerto ormai finito.
Ed io penso a te, voce mia spenta,
che non carezzi più neppure il mio cuore
con la tua voce lontana.

Salvatore Armando Santoro

Se ti capita

Se ti capita

Preparai per te un dolce bacio:
lo immaginai di tuono
ma ti sfiorai la guancia.
Allora pensai ad un abbraccio,
che potesse accoggliere la tua stanchezza,
ma al tuo ritorno abbassai lo sguardo e la guardia
e mi riproposi di darti invece una carezza:
Non te l’ho mai data, in verità,
perchè la verità è che
non penso di amarti poco
e che forse sarebbe più originale
non dirti nemmeno un “ti amo”.
La prossima volta che ti incontrerò, Amore,
stammi a sentire, ti prego,
dammi un bacio,
fammi una carezza,
stringimi forte senza dirmi niente.
Fallo prima che io abbassi lo sguardo
e mi metta a piangere
oppure non riesca a fare più nemmeno quello.
Semplicemente nutrimi di amore
senza darmi il tempo di pensare che mi stai amando
e che potrei non vederti più
fino al prossimo incontro.
Se passerai di quà
mi raccomando
di ricordarti tutto quello che ti ho detto
e di farlo velocemente,
con la velocità di un addio
con la stessa rapidità con cui mi hai tradito
l’ultima volta che ti ho conosciuto.

Valeria D.A

Malinconia

Una madre bugiarda. Una madre che nega il suo essere madre. Una madre che non gli ha mai dato una carezza, che ha ignorato la sua infanzia. Dobbiamo stupirci se il glorioso Enea adulto conserva sempre un fondo di malinconia?

Luigi Zoja