Gratitudine

Ci sono solo due errori che si possono fare nel cammino verso il vero:
non andare fino in fondo e non iniziare.

Buddha

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Poeta, nel tramonto

Nuda è la terra, e l’anima
ulula contro il pallido orizzonte
come lupa famelica. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?

Amaro camminare, perché pesa
il cammino sul cuore. Il vento freddo,

e la notte che giunge, e l’amarezza
della distanza… Sul cammino bianco,
alberi che nereggiano stecchiti;

sopra i monti lontani sangue ed oro…
Morto è il sole… Che cerchi,
poeta, nel tramonto?

Antonio Machado

Un sepolto in me canta

 M’esilio; si colma
ombra di mirti
e il sopito spazio m’adagia.

Né amore accosta
silvani accordi felici
nell’ora sola con me:
paradiso e palude
dormono in cuore ai morti.

E un sepolto in me canta
che la pietraia forza
come radice, e tenta segni
dell’opposto cammino.

Salvatore Quasimodo

Non abbandonarmi mai

un illusorio libero arbitrio

Beatrice…

Alessandro, prof. e amici cari,

io penso che tutto, o quasi sia fato, credo l’uomo abbia solo un illusorio libero arbitrio.
Tuttavia credo anche che possa capitare che i nostri desideri, quelli che desideriamo con tutto noi stessi, quelli che che fanno la differenza, possano in qualche modo avverarsi. Condivido le riflessioni di Marina a tal proposito. Ritengo possibile che desiderare tanto una cosa, un avvenimento o un incontro possa trasformare quel sogno in vivida realtà.
In questo credo Zolla dica parole emblematiche:
“… Si pensa ad una persona e quella compare: il momento riceve una sua modesta consacrazione ,
dalla realtà ordinaria si è slittati via, si è provato uno stupore puro…”.
Insomma credo che forse di tanto in tanto gli angeli, forse sentendo con quanta forza chiediamo quella cosa o convinti che questa in qualche modo posa cambiare per il meglio la nostra vita, esaudiscano i nostri desideri.
Con sincerità a me è capitato più di una volta di pensare, come dice il grande maestro, ad una persona con tanta intensità e poco dopo di alzare gli occhi e di trovarmela sul mio cammino. Lo stupore e la meraviglia erano indescrivibili, ma anche la gioia provata in quel momento è unica e irripetibile. Quindi credo che il destino a volte esaudisca i nostri desideri riservandoci inspiegabili e meravigliose “coincidenze miracolose”. E deco anche dire che spesso quel determinato incontro in quel determinato momento si è rivelato “provvidenziale” o per me o per l’altra persona….
Un grande abbraccio a tutti amici, Bea.

Legàmi. (Senza spazio e con molto tempo)

Scrive Beatrice in risposta al post di Massimiliano:

“Ciao Massimiliano,

molto particolare la storia del libro che ha legato inconsapevolmente te e la tua amica. Il destino gioca degli “strani” scherzi. Ancora più affascinante il fatto che, guarda guarda, il libro che vi lega all’incontro abbia in qualche modo a che fare con l’argomento “coincidenze”. Il vostro incontro probabilmente è stato voluto dal “fato”, magari ha voluto farvi ritrovare affinché con il vostro affetto vi poteste reciprocamente sostenere nel superare i momenti critici cui accennavi.
Sei fortunato a avere un’amica che ti comprenda nell’anima e con cui condividere la vita. In questo nostro mondo fatto di tanti singoli atomi in cui ognuno viaggia su un proprio binario pensando solo a se stesso ed alla realizzazione delle proprie egoistiche ambizioni personali e rimane freddamente incurante di quello che accade nella locomotiva che viaggia parallelamente, trovare un vero Amico significa a mio avviso trovare una merce molto molto rara e di impareggiabile valore!
È anche bello sapere che esistono dei legami affettivi così profondi e così veri che non conoscono le barriere temporali: il fatto che tu e la tua amica vi siete ritrovati dopo del tempo e l’affetto era rimasto immutato, è davvero una cosa straordinaria.
Dall’esterno vedo come un segnale, perdona l’azzardo, sembra come se il destino vi abbia offerto una nuova opportunità di riprendere la vostra amicizia dal punto in cui, tempo prima, l’avevate lasciata per viverla pienamente nel presente e nel futuro.
Nella tua storia rivedo alcuni riflessi della mia, quella sopra raccontata. Forse sia io che te avevamo bisogno di ritrovare queste persone per sollevarci dal dolore e nello stesso tempo riportare nel nostro cammino un’amicizia importante, profonda e vera accidentalmente smarrita o dimenticata.
Baci baci”.

Vincenzo, mio amico e mio Maestro, è stata una persona che avevo perso.

Lo giudicavo troppo ossessivo. Poi l’ho incontrato per caso a Villa Borghese, a Roma. Io correvo. Lui mi aveva insegnato a correre. Ci siamo salutati. Lui si è commosso. Non ci eravamo mai allontanati