“Il Sé è padrone del Sé”

Ognuno è padrone di se stesso: quale altro padrone ci dovrebbe essere? Avendo domato se stesso si acquista un padrone difficile da conquistare”.

Buddha

 

Gratitudine

Ci sono solo due errori che si possono fare nel cammino verso il vero:
non andare fino in fondo e non iniziare.

Buddha

Un cuore grato

C’è sempre qualcosa di cui essere grati. Non essere così pessimista se ogni tanto le cose non vanno come vorresti. Sii sempre riconoscente per gli affetti e le persone che già hai vicino a te. Un cuore grato ti rende felice.

Buddha

Coerenza

“L’unico vero fallimento nella vita è non agire in coerenza con i propri valori”.

Buddha

Rabbia e rancore

“Trattenere la rabbia e il rancore è come tenere in mano un carbone ardente con l’intento di getterlo a qualcun altro: sei tu quello che viene bruciato”

Buddha

Bene e male

“Si affretti l’uomo verso il bene, custodisca la mente dal male. Di chi fa il bene fiaccamente, la mente si delizia nel male”.

“Se qualcuno commette un male, non lo faccia di nuovo e di nuovo, non consenta ulteriorermente al male. Il Dolore è cumulo di peccato”.

Buddha

Legge eterna

“Mai, invero, si placano quaggiù gli odii con l’odiare: col non-odiare si placano. Questa è legge eterna”.

Buddha

L’odio

(Ideogramma cinese che rappresenta l’odio)

“Egli mi ha ingiuriato, egli mi ha battuto, egli mi ha vinto, egli mi ha derubato”: coloro che non accolgono tali pensieri, in costoro si placa l’odio”.

Buddha

Bene

Se qualcuno compie il bene, lo faccia di nuovo e di nuovo in esso si diletti. La Felicità è cumulo di bene.

Buddha

Mancanze altrui

Chi scorge sempre le mancanze altrui ed è sempre pronto ad irritarsi, di costui crescono le passioni ed egli è ben lungi dalla loro distruzione.

Buddha

L’uomo giusto

Colui che guida gli altri spassionatamente, secondo la stessa legge, che è custode del diritto, intelligente, costui si dice un uomo giusto.

Non è saggio un uomo perché parla molto: ma quando è paziente, pacifico, intrepido,, allora lo si chiama saggio.

Buddha

Il saggio

Un uomo non è giusto perché si occupa di una questione con violenza, ma quel saggio che discrimina fra le due cose: ciò che è reale e ciò che è irreale.

Buddha

Biasimo e lode

Non c’è mai stato , non ci sarà, né c’è adesso un uomo che sia sempre biasimato o un uomo che sia sempre lodato.

Buddha

Il viaggio

Chi viaggia in compagnia degli stupidi si affligge lungamente sul cammino: la compagnia degli stupidi cagiona sempre dolore, come lo stare con un nemico: lo stare con un saggio cagiona felicità, come l’incontrarsi con un parente.

Buddha

Distrazione

Chi si applica alla distrazione e non si soggioga nella meditazione, avendo abbandonato l’utile per il diletto, invidierà coloro che si concentrano in se stessi.

Buddha

Bene

Si affretti l’uomo verso il bene, custodisca la mente dal male. Di chi fa il bene fiaccamente, la mente si delizia nel male.

Buddha

Attaccamento

Non ti attaccare a ciò che è piacevole e neppure mai a ciò che è sgradevole. Il non vedere ciò che è piacevole causa dolore, come pure vedere ciò che è sgradevole.

Buddha

Pensieri sufi

Vi è un solo Dio, l’Eterno, l’Essere Unico non esiste altri che Lui.
Il Dio dei Sufi è il Dio di tutti i credi, il Dio di tutti. I nomi non hanno alcuna importanza per i sufi. Allah, Dio, Khuda o Bhagwan, tutti questi nomi e altri ancora sono i nomi del suo Dio e tuttavia per lui Dio è al di sopra dei limiti di un nome. Egli vede il suo Dio nel sole, nel fuoco, negli idoli adorati da alcune
sette e Lo riconosce in tutte le forme dell’universo pur consapevole che è al di sopra di tutte le forme; Dio è in tutto e tutto è in Dio, essendo Lui il Visibile e l’Invisibile, l’Essere Unico…
In Dio il sufi vede la perfezione di tutto ciò che è alla portata della percezione umana e tuttavia Lo riconosce come essere al di sopra della percezione umana. Lo considera come l’amante considera la sua amata e accetta tutte le cose della vita come provenienti da Lui, con perfetta rassegnazione. Il nome sacro di Dio è
per lui come la medicina per il malato. Il pensiero divino è la bussola con la quale egli dirige il suo scafo verso le rive dell’Immortalità. L’ideale di Dio è per il sufi come un ascensore con il quale egli si innalza fino al Fine Eterno, il raggiungimento del quale è il solo scopo di vita.
Vi è un solo Maestro, lo Spirito-Guida di tutte le anime, che costantemente
conduce i suoi seguaci verso la Luce.

Il sufi comprende che benché Dio sia la sorgente di ogni sapere, di ogni ispirazione e di ogni guida morale, è un essere umano che Dio sceglie per comunicare la Sua saggezza al mondo. Egli la comunica per mezzo di colui che è umano agli occhi del mondo, ma Dio nella sua coscienza. È l’anima matura che attira
le benedizioni del Cielo e Dio parla attraverso di essa. Benché Dio parli continuamente per mezzo di tutte le cose, tuttavia è necessario, per colpire coloro fra noi che fanno orecchie da mercante, che Egli parli per mezzo di un uomo. Lo si è visto in tutte le epoche della storia dell’umanità, Shiva, Buddha, Rama, Krishna
da un lato, Abramo, Mosè, Cristo e Maometto dall’altro – poi altri ancora, noti o ignoti al mondo, sono stati gli esempi di un Maestro che vive la vita di Dio sotto forma umana. In altre parole:
le loro forme umane erano come i mantelli, i differenti abiti portati dalla stessa persona che solo per questo sembrava differente ma che tuttavia era pur sempre la stessa persona….
Vi è un solo Libro, il sacro manoscritto della natura, la sola Scrittura che possa veramente illuminare il lettore.
Il sufi, quando gli occhi della sua anima si sono aperti e la sua vista si è schiarita, legge nel sacro manoscritto della natura la Legge Divina che i Maestri dell’Umanità hanno sempre attinto dalla stessa fonte e insegnato ai loro discepoli. Benché il linguaggio non sia sufficiente per esprimere la Verità interiore, tuttavia quel poco che può essere detto con le parole è stato scritto a mano e trasmesso di tanto in tanto alla posterità sotto la forma di Sacre Scritture. Gli uomini hanno combattuto e si sono disputati sull’autenticità di questi libri, non volendo accettare che un altro libro fosse simile al loro. Attaccandosi così alla lettera e perdendo
di vista lo spirito, essi hanno creato le differenti sette. In tutti i temi il sufi ha rispettato tutti questi Libri ed ha ritrovato nel Vedanta, nello Zend Avesta, nella Kabbala, nella Bibbia, nel Corano e negli altri testi sacri, la stessa Verità che egli legge nell’incorrutibile manoscritto sacro della natura. Agli occhi del veggente, ogni foglia d’albero è una pagina del Libro Santo che contiene la Rivelazione divina e in ogni momento della sua vita egli è continuamente ispirato leggendo e comprendendo il Testo Sacro della Natura.

Hazrat Inayat Khan

Hazrat Inayat Khan (1882-1927) fu un musicista di grande valore che rinunciò a una brillante carriera in campo musicale per dedicarsi completamente alla diffusione del Messaggio Sufi in Occidente. La traduzione del testo è tratta dal Bollettino del Centro Sufi Italiano del 1981.

Esterno e Interno

Mentre l’Occidente sente il bisogno di comprendere il mondo, l’Oriente lotta per comprendere l’anima, distaccandosi dal mondo e dall’esistenza (Buddha). A parer mio, tutti e due hanno ragione. Gli occidentali sembrano soprattutto degli estroversi, gli Orientali degli introversi. I primi proiettano il loro bisogno di comprendere negli oggetti, i secondi lo sentono in se stessi. Ma il vero significato è nello stesso tempo all’esterno ed all’interno

Carl Gustav Jung