IL PICCOLO PRINCIPE – Il dialogo tra la volpe e il piccolo principe

Il deserto e il pozzo

Ciò che rende bello il deserto, disse il piccolo principe, è che da qualche parte nasconde un pozzo».

Antoine de Saint-Exupéry

Stelle

Le stelle sono illuminate purché ognuno possa un giorno trovare la sua.
Antoine de Saint Exupéry

Nostalgia per il mare vasto ed infinito

Se vuoi costruire una barca,
non radunare uomini per tagliare legna,
dividere i compiti e impartire ordini,
ma insegna loro la nostalgia
per il mare vasto ed infinito.

Antoine de Saint-Exupéry

A proposito di amicizia II

Così in pieno deserto,
sulla nuda scorza del pianeta,
in una solitudine da primordi
del mondo, abbiamo costruito
un villaggio d’uomini…
Sei o sette uomini, che al mondo
non possedevano più
nient’altro che i loro ricordi,
spartivano ricchezze invisibili.

Antoine de Saint-Exupéry, “Terra degli uomini”

…a proposito di amicizia I

Provavo il bisogno di sentire più solidi e più durevoli
di me stesso coloro dei quali avevo bisogno per orientarmi.
Per conoscere o ritornare.
Per esistere.

Antoine de Saint-Exupéry, “Lettera a un ostaggio”

Le Petit Prince

Perchè bevi?” chiese il Piccolo Principe. “Per dimenticare”, rispose l’ubriacone.
“Per dimenticare che cosa?” s’informò il piccolo principe che cominciava già a compiangerlo.
“Per dimenticare che ho vergogna”, confessò l’ubriacone abbassando la testa.
“Vergogna di che?”
“Vergogna di bere..”

il Maestro, Antoine de Saint-Exupéry

Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro … dalle tre io comincerò ad essere felice.

da “Il Piccolo Principe”

“…NON SI VEDE BENE CHE COL CUORE”

Oggi Melusina/Antoine de Saint-Exupéry “addomestica” i nostri cuori:

“CHE COSA VUOL DIRE ADDOMESTICARE ?”
(…)
“È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe.

“Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.
(…)

La volpe tacque e guardò a lungo il Piccolo Principe:
“PER FAVORE… ADDOMESTICAMI”, DISSE.

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(Anche la rosa è stata addomesticata)

“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice:

NON SI VEDE BENE CHE COL CUORE. L’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI”.
“L’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI”,

ripetè il Piccolo Principe, per ricordarselo.
“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.

“È il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurrò il Piccolo Principe per ricordarselo.

“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”

Io sono responsabile della mia rosa…” ripetè il Piccolo Principe per ricordarselo.

Guarda dentro di te per capire il significato della vita

Ogni uomo dovrebbe guardare dentro di sè per imparare il significato della vita. Non è qualcosa che si scopre: è qualcosa che si deve modellare.

Antoine de Saint Exupéry

Creare

Creare forse significa sbagliare quel passo nella danza. Significa dare di traverso quel colpo di scalpello nella pietra.

Antoine de Saint-Exupery

L’essenziale è invisibile agli occhi

Porto XXIII

Lo hanno definito «mago di Hollywood» e di certo non hanno torto. Ma forse su quel «mago» dovremmo riflettere un po‘, anche se il suo cognome ci ricorda la tragica fortezza in cui scrisse Silvio Pellico.

Nativo di Cincinnati, Ohio, classe 1947, Steven Spielberg è un mago moderno e barbuto che usa l’obiettivo per i suoi incantesimi e, parlando ai più piccoli, svela ai grandi verità altrimenti insopportabili.

Il mito non lo preoccupa, il sogno lo avvince suggerendogli un linguaggio praticabile sullo schermo e la storia che ha scelto di narrare nei suoi film è sempre la stessa: quella di una creatura inseguita in fuga nel tempo. Una creatura che non vuole crescere perché teme di perdere il bambino che ha in sé. Un po’ come Il piccolo principe regalatoci da un altro «mago» di questo secolo, Antoine de Saint-Exupéry.