Le anime affini

Quelli che si amano e che sono nati gli uni per gli altri,
si incontrano facilmente:
le anime affini
si salutano già da lontano.

Arthur Schopenhauer

C’è la crisi? Tornano gli antichi mestieri…

Questo articolo, tratto da La Repubblica, l’ho trovato molto interessante e mi auguro che questo ritorno al passato, riporti anche al recupero di  “Anima”. Al riscoprire una concezione dell’esistenza basata sull’Essere…
Buona lettura….
Gabriele

UN’INDAGINE CONDOTTA DALL’OSSERVATORIO DI OPENJOBMETIS DIMOSTRA UN’INVERSIONE DI TENDENZA VERSO LE PROFESSIONI ARTIGIANALI TRAMANDATE DI PADRE IN FIGLIO: COSÌ CRESCE LA RICHIESTA DI MACELLAI, PASTICCERI FALEGNAMI E CALZOLAI

di Luca Palmieri

Milano In molti pensano che la crisi economica di questi anni e la difficoltà a trovare una via d’uscita porteranno presto ad un autentico ritorno al passato nel mondo del lavoro. Un segnale in tal senso arriva da un’indagine condotta dall’Osservatorio dell’Agenzia per il Lavoro Openjobmetis. I dati registrati nel corso di questi mesi estivi registrano infatti una significativa inversione di tendenza verso le professioni più tradizionali, con una richiesta crescente di quelle antiche professioni artigianali, tramandate di padre in figlio che sono sempre stata un punto di eccellenza del nostro paese e negli ultimi anni erano state un po’ accantonate. Era il famoso sistema Italia grazie al quale c’è stata una significativa spinta durante il boom degli anni Sessanta e che aveva già retto in maniera vigorosa durante lo choc della crisi petrolifera. Adesso la storia sembra tornare al suo punto di partenza e ripartire in maniera forse inattesa da molti eppure in modo inconfutabile. Sicuramente la crisi economica ed occupazionale ha un suo peso su questa situazione, ma le cause della sorprendente situazione sono molteplici, come spiega l’amministratore delegato di Openjobmetis Rosario Rasizza. «Il mercato del lavoro — sottolinea — è tutt’altro che saturo di tutte quelle figure legate alla tradizione manifatturiera e produttiva italiana. Infatti, accanto ai profili più tecnici, sempre molto ambiti dalle aziende nostrane — come tornitori, fresatori e saldatori — stiamo registrando su tutto il territorio italiano una crescente richiesta di macellai, pasticceri, falegnami e calzolai. Mestieri, questi, che le generazioni più giovani raramente decidono di approcciare, ma che oggi registrano un maggiore dinamismo rispetto al recente passato». Il cambiamento è tanto significativo da indurre l’amministratore delegato di Openjobmetis ad importanti riflessioni: «Forse stiamo assistendo a un cambio di mentalità, ad una riscoperta delle nostre radici. Quello che è indubbio è che in un contesto economico come quello attuale, emergono prima di tutto le eccellenze: per questo, sono i profili specializzati ad avere maggiori chance di trovare un posto di lavoro». I dati dell’osservatorio Openjobmetis sono quelli segnalati dalle centotrenta filiali dell’agenzia per il lavoro dislocate in tutta Italia. Le richieste provengono ovviamente dalle zone dove storicamente è concentrata una tradizione artigiana che negli ultimi decenni ha perso buona parte della sua forza lavoro a vantaggio di professioni apparentemente più moderne. Ecco così venire richiesto in Abruzzo un numero importante di falegnami nella Val di Sangro e di fabbri a Roseto degli Abruzzi, mentre c’è bisogno di calzolai in aree tradizionali come Empoli in Toscana e Civitanova Marche. Il calzolaio è comunque uno dei mestieri più ricercati, dal momento che sono richiesti anche in altre due località toscane come Pontedera e Monsummano Terme. Un’altra eccellenza della Toscana è da sempre quella legata alla pelletteria e i suoi artigiani specializzati sono richiesti in due cittadine storiche del settore come Prato ed Empoli. Nelle Marche Civitanova è una vera e propria capitale artigianale, dal momento che, oltre ai calzolai, ha bisogno anche di sarti mentre sono richiesti macellai ad Ascoli Piceno. In Veneto, c’è necessità di carpentieri a Castelfranco Veneto e ad Oderzo operai addetti alla levigatura legno. Per quanto riguarda Milano, nel capoluogo lombardo la richiesta più alta è quella di maître. C’è invece carenza di panettieri e panificatori nel Basso Piemonte, in particolar modo ad Alessandria. Accanto a questo ritorno al passato, l’osservatorio realizzato da Openjobmetis conferma anche la richiesta di alcune professioni estremamente specializzate che non hanno più di tanto sofferto il momento di grande crisi economica. Tra i profili più richiesti negli ultimi mesi vengono infatti segnalati anche ingegneri meccanici ed elettronici e periti tecnici, tutti rigorosamente con voto di laurea alto e, nel caso dei periti, un’elevata specializzazione. E quest’ultima forse è la caratteristica più importante e che abbraccia sia le nuove professioni quanto i vecchi mestieri. Le imprese richiedono infatti quasi esclusivamente profili estremamente specializzati, a dimostrare che la qualità negli studi e l’esperienza professionale sono qualità che non tramontano mai. Le richieste di antichi mestieri provengono dalle zone dove storicamente è concentrata una tradizione artigiana che negli ultimi decenni ha perso buona parte della sua forza

L’Azzurro

Del sempiterno azzurro la serena ironia
Perséguita, indolente e bella come i fiori,
Il poeta impotente di genio e di follia
Attraverso un deserto sterile di Dolori.

Fuggendo, gli occhi chiusi, io lo sento che scruta
Intensamente, come un rimorso atterrante,
L’anima vuota. Dove fuggire? E quale cupa
Notte gettare a brani sul suo spregio straziante?

Nebbie, salite! Ceneri e monotoni veli
Versate, ad annegare questi autunni fangosi,
Lunghi cenci di bruma per i lividi cieli
Ed alzate soffitti immensi e silenziosi!

E tu, esci dai morti stagni letei e porta
Con te la verde melma e i pallidi canneti,
Caro Tedio, per chiudere con una mano accorta
I grandi buchi azzurri degli uccelli crudeli.

Ed ancora! Che senza sosta i tristi camini
Fùmino, e di caligine una prigione errante
Estingua nell’orrore dei suoi neri confini
Il sole ormai morente giallastro all’orizzonte!

-Il cielo è morto. – A te, materia, accorro! Dammi
L’oblio dell’Ideale crudele e del Peccato:
Questo martire viene a divider lo strame
Dove il gregge degli uomini felice è coricato.

Io voglio, poiché infine il mio cervello, vuoto
Come il vaso d’unguento gettato lungo il muro,
Più non sa agghindare il pensiero stentato,
Lugubre sbadigliare verso un trapasso oscuro…

Invano! Ecco trionfa l’Azzurro nella gloria
Delle campane. Anima, ecco, voce diventa
Per più farci paura con malvagia vittoria,
Ed esce azzurro angelus dal metallo vivente!

Si espande tra la nebbia, antico ed attraversa
La tua agonia nativa, come un gladio sicuro:
Dove andare, in rivolta inutile e perversa?
Mia ossessione. Azzurro! Azzurro! Azzurro! Azzurro!

Stéphane Mallarmé

Anima

Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazzione e debolezza.

Hermann Hesse

Anima libera

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.

Charles Bukowski

Se quell’alto mondo…

Se quell’alto mondo, oltre il nostro,
Ci è caro perché amore sopravvive,
Se il cuore amato là serba tenerezza
E l’occhio è uguale, ma non ha più lacrime,

Come gradite quelle intatte sfere!
Come dolce morire anche in quest’ora!
Dalla terra innalzarsi e vedere ogni timore
Perso nella tua luce, Eternità!

Così deve essere: non è per noi che tanto
Tremiamo sulla sponda, e nello sforzo
Di varcare l’abisso ci afferriamo
Ancora al debole anello dell’Esistenza.

Oh credere che ogni cuore in quel futuro
Resti col cuore amato, insieme
Bere alle acque immortali, sempre uniti
Oltre la morte, l’anima nell’anima!

Lord Byron

Una virgola di luce

Una virgola di luce,
sul quaderno della mia mente.
La signora dello spazio,mi alluna
l’anima. piccolo satellite,nel cielo
nuvoloso della vita.

Gina Tota

L’arte

L’arte, quella vera, quella che viene dall’anima, è così importante nella nostra vita. L’arte ci consola, ci solleva, l’arte ci orienta. L’arte ci cura. Noi non siamo solo quello che mangiamo e l’aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentato da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato.

Tiziano Terzani

Intuire ed essere

«una stessa cosa, intuire ed essere»

Parmenide, fr. 28B 3 DK

Sole senz’ombra

Sole senz’ombra su virili corpi
abbandonati. Tace ogni virtù.
Lenta l’anima affonda – con il mare –
entro un lucente sonno. D’improvviso
balzano – giovani isolotti – i sensi.

Ma il peccato non esiste più.

Sandro Penna

Invito a riflettere (2)

“Carissimi,
il cavaliere che vuole conoscere Anima deve mutare la propria aggressività in comprensione. Difficilissimo. Qualcuno di voi, ci è riuscito anche in piccola parte?
(Nota a margine: Come mai ci sono più genitori disposti ad adottare, di quanti siano i bambini soli? E come mai la stragrande maggioranza di bimbi continua a rimanere in orfanotrofio? C’è qualcosa che non mi torna.)

Gabriele

Invito a riflettere

“Carissimi,
dobbiamo dedicare attenzione all’infanzia abbandonata. Si stanno compiendo atrocità in ogni parte del mondo. Vi racconterò, nei prossimi giorni, una storia vera. Dovrà divenire il nostro manifesto insurrezionale a favore delle fanciulle e dei fanciulli indifesi. Noi siamo quei cavalieri che aspirano ad Anima.”

Gabriele

La dura prova

La dura prova è ormai alla fine:
mio cuore, sorridi al domani.

Son passati i giorni angosciosi,
quando ero triste fino al pianto.

Anima mia, ancora un poco,
non stare a contare gli istanti.

Ho letto le parole amare,
e ho bandito le oscure chimere.

Gli occhi non possono vederla
a causa di un dovere doloroso,

l’occhio è ansioso di ascoltare
le note d’oro della sua voce tenera,

tutto il mio essere e il mio amore
acclamano il giorno felice

in cui,unico sogno, unico pensiero,
ritornerà da me la fidanzata.

Paul Verlaine

Sole senz’ombra

Sole senz’ombra su virili corpi
abbandonati. Tace ogni virtù.
Lenta l’anima affonda – con il mare –
entro un lucente sonno. D’improvviso
balzano – giovani isolotti – i sensi.

Ma il peccato non esiste più.

Sandro Penna

Dalla soglia di un sogno mi chiamarono

Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…
Era la buona voce, amata voce.
– Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?…
Una carezza mi raggiunse il cuore.
– Sempre con tè… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.

Antonio Machado

Ah, tu pensavi che…

Ah, tu pensavi che anch’io fossi una
che si possa dimenticare
e che si butti, pregando e piangendo,
sotto gli zoccoli di un baio.

O prenda a chiedere alle maghe
radichette nell’acqua incantata,
e ti invii il regalo terribile
di un fazzoletto odoroso e fatale.

Sii maledetto. Non sfiorerò con gemiti
o sguardi l’anima dannata,
ma ti giuro sul paradiso,
sull’icona miracolosa
e sull’ebbrezza delle nostre notti ardenti:
mai più tornerò da te.

Anna Achmatova

Alla vita

Non prenderai il mio rossore
intenso – come le piene dei fiumi!
Sei il cacciatore, ma io non cederò,
sei l’inseguimento, ma io sono la fuga.

Non prenderai la mia anima viva!
Così, nel galoppo delle cacce –
si china – e morde
una vena il cavallo
arabo.

Marina Ivanovna Cvetaeva

Se un varco senti liberar brezze

Se un varco senti
Di vita nel petto
Liberar brezze,
Vènti, tempeste,
L’anima a stormi
Sappi menarvi,
Di verno in verno,
Com’è dettato,
L’anima a stormi,
All’Infinito,
Come un uccello
A una spola legato,
Che ovunque voglia
Non possa restar.

Luigi Roscigno

Chimica della Psiche

Non si riuscirà tanto presto a tradurre in formula chimica i fatti psichici così complessi; per il momento, dunque, il fattore psichico, deve ex hypothesi esser considerato una realtà autonoma di carattere enigmatico, e ciò soprattutto perché secondo ogni esperienza effettiva esso appare essenzialmente diverso dai processi fisico-chimici.

Se è vero che noi in definitiva ignoriamo quale sia la sua sostanzialità, ciò vale anche per I’oggetto fisico, per la materia. Quindi, se consideriamo lo psichico come un fattore per sé sussistente, dobbiamo concludere che c’è un’esistenza psichica sottratta all’arbitrio della manipolazione e dell’elucubrazione cosciente.
Se dunque aleggia sullo psichico un carattere di imprecisione, superficialità, vaghezza, di futilità insomma, ciò vale soprattutto per lo psichico-soggettivo, ossia per i contenuti della coscienza, non però per lo psichico-oggettivo, I’inconscio, il quale rappresenta una condizione a priori della coscienza e dei suoi contenuti.

Dall’inconscio emanano effetti determinanti che, indipendentemente dal modo in cui sono trasmessi, garantiscono in ogni singolo individuo la somiglianza, I’uguaglianza stessa dell’esperienza e dell’attività immaginativa. Una delle prove principali di ciò è data dal parallelismo per così dire universale dei motivi mitologici, da me denominati per la loro natura di immagini primordiali “archetipi”.

C. G. Jung,  “GLI ARCHETIPI E L’INCONSCIO COLLETTIVO.
SULL’ARCHETIPO, CON RIGUARDO AL CONCETTO DI ANIMA”,
da “Opere”, vol. 9*

Non è il tuo amore che domando

Non è il tuo amore che domando.
Si trova adesso in un luogo conveniente.
Stanne pur certo, lettere gelose
non scriverò alla tua fidanzata.
Però accetta dei saggi consigli:
dalle da leggere i mie versi,
dalle da custodire i miei ritratti,
sono così cortesi i fidanzati!
E conta più per queste scioccherelle
assaporare a fondo una vittoria
che luminose parole di amicizia,
e il ricordo dei primi, dolci giorni…
Ma allorché con la diletta amica
avrai vissuto spiccioli di gioia
e all’anima già sazia d’improvviso
tutto parrà un peso,
non accostarti alla mia notte trionfale.
Non ti conosco.
E in cosa potrei esserti d’aiuto?
Dalla felicità io non guarisco.

Anna Achmatova

Il cerchio magico

Sopra: John William Waterhouse, “Il cerchio magico”, 1886

[…]

La mappa del cielo non è più un quadro ben proporzionato di corpi fisicamente determinati, in posizioni e distanze misurabili, in rapporti numerati, con radiazioni che si assommano o si elidono, che agiscono variamente secondo gli angoli d’incidenza, o le intensità. Ci avvolge un padiglione meraviglioso e terribile, da cui esseri demoniaci, divinità maligne o benevole, con i loro sterminati corteggi, dardeggiano influssi d’ogni sorta, esiziali e vitali. Perfino il «dolce» Petrarca canta: «hec supra horrificis diversa animalia passim / vultibus et variis cernuntur[…] figuris». E qui, nel mondo, bisogna giostrare per neutralizzare, o sviare e trasformare le radiazioni cosmiche, ora facendole convergere e concentrare, se benefiche, ed ora disperdendole, o attenuandole, se malefiche, con l’aiuto di pietre, di anelli, di sigilli, e così via. Non solo: bisogna esorcizzare dèmoni e pregare dèi; bisogna imprigionarli in immagini ingannevoli e seducenti – bisogna entrare, insomma, nel cerchio magico degli spiriti.

Eugenio Garin, “Lo zodiaco della vita “, Laterza, Roma-Bari 1976

Canzone d’aprile

 Fantasma tu giungi,
tu parti mistero.
Venisti, o di lungi?
Ché lega già il pero,
fiorisce il cotogno
laggiù.
Di cincie e fringuelli
risuona la ripa.
Sei tu tra gli ornelli,
sei tu tra la stipa?
Ombra! Anima! Sogno!
Sei tu…?
Ogni anno a te grido
con palpito nuovo.
Tu giungi: sorrido;
tu parti: mi trovo
due lagrime amare
di più.
Quest’anno… oh! Quest’anno,
la gioia vien teco:
già l’odo, o m’inganno,
quell’eco dell’eco;
già t’odo cantare
Cu… cu.

Giovanni Pascoli

L’anima e la scatola

 
“Chiudere un’anima in uno scatolone buio non è giusto. E’ quello che accade quando muori, ma finché vivi, finché ti resta dentro un po’ di energia, hai l’obbligo verso te stesso e verso tutto quanto c’è di più sacro al mondo di non cedere a queste umiliazioni”.
 

Edvard Munch, “Sera sul viale Karl Johan”, 1892

La sofferenza

La profonda sofferenza rende nobili… e talvolta la follia stessa è la maschera per un sapere infelice troppo certo

Friedrich Nietzsche, “Al di là del bene e del male”, 270

Ancora su “Il libro rosso”

Cari viaggiatori sulle ali di Psiche,
vi chiedo, ancora, di riflettere su questa immagine dell’immenso Carl Gustav Jung, tratta dal suo “Libro rosso” , pubblicato dalla Bollati Boringhieri!
Chi è il protagonista?

Vi chiedo scusa ma, purtroppo, ho dovuto eliminare l’immagine… (diritti riservati)

 

Sizigia

Anima è una nozione puramente empirica, il cui unico scopo è di dare un nome a un gruppo di fenomeni analoghi o correlati.

…chi non conosce la diffusione e il significato universali del “motivo della sizigia” (motivo dell’accoppiamento) nella psicologia dei primitivi, nella mitologia, nella scienza comparata delle religioni, nella storia della letteratura, difficilmente può partecipare a una disamina del concetto di Anima.

C. G. Jung, “SULL’ARCHETIPO, CON RIGUARDO AL CONCETTO DI ANIMA”

 

Se è il dolore che abita il mondo

Se è il dolore che abita il mondo, se è la sofferenza, come possiamo immaginare il nostro procedere oltre in vista di un cambiamento, di un miglioramento, senza assumere questo peso sino a farcene compagni, senza volgerci a noi stessi?

Se non mentissimo a noi stessi, potremmo accorgerci che è proprio la conoscenza di sé ad accompagnarci di momento in momento nel corso della nostra vita, di compito in compito, chiedendoci ogni volta di andare oltre, sino a divenire sempre più indispensabile per la continuazione di questa stessa vita nella vecchiaia.

Carl Gustav Jung, “Opere”, vol. 8

Stravaganza per eremiti e solitari…

Lo sforzo introspettivo rimane, dunque, una impresa impopolare anche in quanto viene giudicata come una sorta di rifiuto irritante della strada maestra, una inutile eccentricità che non giova in alcun modo ai nostri legami, una stravaganza per eremiti e solitari.

Osservare se stessi, occuparsi di sé, diviene un’eventualità giudicata con grande sfavore. Ben altro ci chiede il mondo a cui apparteniamo: esso assorbe tutta la nostra attenzione, ci chiama a compiacere e ad assecondare e da ciò otteniamo sostegno e protezione: la nostra persona prospera a prezzo di noi stessi.

…proprio questa avversione così profondamente radicata a saperne di più di sé che, a mio avviso, rende ragione del fatto che, di contro a tutto il progresso esteriore, non si sia verificato nei nostri tempi un corrispondente sviluppo e miglioramento interiore.

Ora, mi domando, come è possibile che qualcuno veda chiaro quando non vede nemmeno se stesso, né quelle ombre che egli stesso proietta in ogni sua azione?

Carl Gustav Jung, “Opere”, vol. 8

Minaccia interiore?

L’esperienza interiore, o forse dovremmo dire l’avventura dello spirito, è estranea a molti di noi, quasi fosse associata a un pericolo o a una minaccia. A questa minaccia è peraltro assai difficile dare un volto preciso.

Carl Gustav Jung, “Opere”, vol. 8

Fuga da Psiche

…sono convinto, ogni giorno di più, che quando si tratti di esperienza interiore, cioè di tutto ciò che riguarda il nucleo della nostra propria personalità, molti sono coloro che si sentono assaliti da un inspiegabile timore e altrettanti che si volgono indietro e ne fuggono via.

Carl Gustav Jung, “Opere”, vol. 8

…l’acqua degli addii

Sopra: Auguste Rodin, “Orfeo ed Euridice”, 1893 (part.)

…come se il rivo in cui scorre l’acqua degli addii avesse sempre forma di spirale; e come se, benché il passato sia alle nostre spalle, la sua ombra ci aspettasse sempre più avanti.

Luisa Colli, “La morte e gli addii”

Demone della Felicità

Felicità è vivere in armonia con il proprio demone.

Rollo May, “L’amore e la volontà”, Astrolabio, 1971, pag. 124

Le vie di Psiche

Tutte le vie dello spirito partono dall’anima, ma nessuna vi ritorna.

Robert Musil, “L’uomo senza qualità”

Memory

Sopra: Elihu Vedder , “Memory”, 1870

 

Spia interiore

L’anima è per se stessa un imperiale amico, o la più angosciante spia che un nemico possa mandare.

Emily Dickinson, “Poesie”

…arbore fatto per amore

Così si pensa che l’anima è un arbore fatto per amore, e però non può vivere altro che d’amore. E vero che, se ella non ha amore divino di perfetta carità, non produce frutto di vita ma di morte.

 Santa Caterina da Siena, “Libro della divina dottrina”

Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, “Gemelli”, 1907

Care amiche e cari amici,

continuo a con-dividere con voi questi dipinti del grande artista lituano. Vi confesso che uso queste opere anche in alcune delle mie lezioni univesitarie. Oggi entraimo nello “zodiaco” di Mikalojus Konstantinas Čiurlionis.

Buon sabato!

Animula

Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, “Tranquillità”

Amici carissimi,

voglio con-dividere con voi questo dipinto che trovo colmo di emozione e di sensazioni latenti… è di un artista lituano che amo moltissimo: Mikalojus Konstantinas Čiurlionis. Buona serata!