Indizi

Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l’amore dal dolore
lungo tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l’amore dal lontano
di chi mi è accanto.

Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.

Vandalo in un’aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.

Riconosco l’amore dal boato
– dal trillo beato –
lungo tutto il corpo!

Maria Cvetaeva (1892 – 1942)

Lettera

Questo silenzio fermo nelle strade,
questo vento indolente che ora scivola
basso tra le foglie morte o risale
ai colori delle insegne straniere…
forse l’ansia di dirti una parola
prima che si richiuda ancora il cielo
sopra un altro giorno, forse l’inerzia,
il nostro male più vile… La vita
non è in questo tremendo, cupo, battere
del cuore, non è pietà, non è più
che un gioco del sangue dove la morte
è in fiore. O mia dolce gazzella,
io ti ricordo quel geranio acceso
su un muro crivellato di mitraglia.
O neppure la morte ora consola
più i vivi, la morte per amore?

Salvatore Quasimodo

Croce e delizia

Mi ridestava la voce
del giovane operaio che cantava
dentro la stanza vuota.
O mia vita felice cui confido
ogni mia dolce pazzia solitaria.
E’ bello lavorare
nel buio di una stanza
con la testa in vacanza
lungo un azzurro mare.
Forse la giovinezza è solo questo
perenne amare i sensi e non pentirsi.
I tuoi calmi spettacoli. La vita.
L’amore che li lega. Sole sul colle.
E più tardi la luna. Aiuto, aiuto!
E’ nel dolce scompiglio del tuo viso
l’amore della folla. Quanti amici
per un amico qui confuso e solo.
Ma che grazia di sole e d’acque sporche
ci separò d’un tratto la mattina.
Amore, amore
lieto disonore.
Appena entrato, il vino
gentile della pioggia, in acqua sporca
si muta
Solo un fanciullo ascolta la mia voce.
E di me parla il mondo: arido bene

Sandro Penna

Riva del Garda: “DELL’AMORE E DI ALTRE MERAVIGLIE”

Locandina Riva del Garda

IMPORTANTE: A CAUSA DI IMPREVISTI E PROBLEMI LOGISTICI E TECNICI L’EVENTO È SPOSTATO A DATA E LUOGO DA DESTINARSI

L’Amore protagonista della terza edizione del festival di Arte di Essere.
Una tre giorni sull’Amore, sulle sue molteplici sfaccettature, sfumature, suggestioni; sulle sue voci, le sue melodie, i suoi silenzi… Tra i gli antichi miti e la Natura, tra il Mistero che incarna, e le molteplici energie che diffonde. Un’onda stimolante, che invita i partecipanti a fluttuare oltre ai propri spazi abituali, oltre al proprio “Aldilà personale”. 
Oltre.
Uno Spazio di condivisione e trasformazione, fatto di parole, emozioni, gioco, musica, teatro, seminari.
La suggestiva cornice dell’Astoria Park Hotel farà da culla a questa intensa esperienza interamente dedicata a quella prorompente forza che tutto abbraccia e tutto muove. Quella forza da cui tutto parte e a cui tutto ritorna.

In questo contesto sarò, con Egidio Senatore, il 17 ottobre per tenere, alle ore 16:20, l’appuntamento “AMOR OMNIA…”. Lascio a voi completare questo inno!

Voi, che per gli occhi mi passaste il core

Voi, che per gli occhi mi passaste il core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia
che sospirando la distrugge Amore.

E’ ven tagliando di sì gran valore
che’ deboletti spiriti van via,
riman figura sol’ en segnoria
e voce alquanta che parla dolore.

Questa vertù d’amor che m’ha disfatto
da’ vostr’occhi gentil presta si mosse;
un dardo mi gittò dentro dal fianco.

Si giunse ritto ‘l colpo, al primo tratto,
che l’anima tremando si riscosse,
veggendo morto ‘l cor nel lato manco.

Guido Cavalcanti

Motivo dimenticato

Piove su tutte le strade
e piove nel fondo al mio cuore:
non so, non so da dove
giunge questo languore.

Sonoro bruir della piova
per le zolle, sopra le ardesie;
a un cuor che dolce s’accora
oh dolce bruir della piova!

Questo pianger da dove mi viene?
Inganno? E quale? Nessuno.
Eppure nel cuore che geme
da dove, da dove mi viene?
E come duole un dolore
senza radice alcuna.

Odio non c’è, non c’è amore:
e tanta è la pena del cuore.

Paul Verlaine

Prima di venire

Prima di venire
Portami tre rose rosse
Prima di venire
Portami un grosso ditale
Perché devo ricucirmi il cuore
E portami una lunga pazienza
Grande come un telo d’amore
Prima di venire
Dai un calcio al muro di fronte
Perché li dentro c’è la spia
Che ha guardato in faccia il mio amore
Prima di venire
Socchiudi piano la porta
E se io sto piangendo
Chiama i violini migliori
Prima di venire
Dimmi che sei già andato via
Perché io mi spaventerei
E prima di andare via
Smetti di salutarmi
Perché a lungo io non vivrei.

Alda Merini