Cinema: l’amicizia improbabile tra un bambino e un burbero pensionato nel film “St. Vincent”

  •  L’amicizia improbabile tra un bambino e un burbero pensionato nel film “St. Vincent” La trama. Maggie (Melissa McCarthy), una madre single, si trasferisce a Brooklyn insieme al figlio dodicenne Oliver (Jaeden Lieberher). Obbligata a lavorare fino a tardi, affida suo malgrado Oliver alle cure del loro nuovo vicino di casa, Vincent (Bill Murray), un pensionato eccentrico con un tropismo peculiare per l’alcool e le scommesse. Tra i due si sviluppa presto un’autentica amicizia e, insieme a una spogliarellista incinta di nome Daka (Naomi Watts), frequentano tutti i luoghi amati dall’improvvisato babysitter, luoghi “non proprio adatti ad un bambino”. Al di là delle apparenze Oliver comincia a vedere in Vincent qualcosa che nessun altro è in grado di riconoscere: un uomo sottovalutato e insospettabilmente pieno di anima. Bill Murray, dopo un periodo trascorso tra un cameo e l’altro in film peraltro anche rilevanti, ha trovato per se il ruolo da protagonista in questo film di nicchia, minimalista ma pieno di belle trovate.

    Massimo Lanzaro

Amicizia

(…) Lo splendore dell’Amicizia è l’ispirazione spirituale quando scopriamo che qualcuno crede in noi ed è disposto a fidarsi di noi.  (R.W. Emerson)

Amicizia

Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
però posso ascoltarli e dividerli con te

Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro
Pero’ quando serve staro’ vicino a te

Non posso evitarti di precipitare,
solamente posso offrirti la mia mano
perche’ ti sostenga e non cadi

La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei
Pero’ gioisco sinceramente quando ti vedo felice

Non giudico le decisioni che prendi nella vita
Mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi

Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
Pero’ posso offrirti lo spazio necessario per crescere

Non posso evitare la tua sofferenza,
quando qualche pena ti tocca il cuore
Pero’ posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.

Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere
Solamente posso volerti come sei ed essere tuo Amico.

Jorges Luis Borges

Amicizia

L’amicizia è una comunione, ed il sentimento che si ha per sé stessi, si ha anche per l’amico: la coscienza della propria esistenza è desiderabile, e lo è per conseguenza anche quella dell’amico; ma questa coscienza è in atto nel vivere insieme, cosicché è naturale che a questo si tenda… volendo vivere insieme, gli amici fanno e mettono in comune le cose in cui secondo loro consiste la vita… quindi l’amicizia degli uomini cattivi risulta perversa (infatti mettono in comune cose cattive, e diventano più perversi rendendosi sempre più simili gli uni agli altri); l’amicizia degli uomini virtuosi invece è virtuosa, e cresce col loro frequentarsi.

Aristotele

Amico…

“Non ho bisogno che un amico cambi quando cambio io ed annuisca quando io annuisco:
la mia ombra lo fa molto meglio”
(Plutarco)

Amicizia

“Si decide in fretta di essere amici, ma l’amicizia è un frutto che matura lentamente”.

Aristotele

A proposito di amicizia II

Così in pieno deserto,
sulla nuda scorza del pianeta,
in una solitudine da primordi
del mondo, abbiamo costruito
un villaggio d’uomini…
Sei o sette uomini, che al mondo
non possedevano più
nient’altro che i loro ricordi,
spartivano ricchezze invisibili.

Antoine de Saint-Exupéry, “Terra degli uomini”

…a proposito di amicizia I

Provavo il bisogno di sentire più solidi e più durevoli
di me stesso coloro dei quali avevo bisogno per orientarmi.
Per conoscere o ritornare.
Per esistere.

Antoine de Saint-Exupéry, “Lettera a un ostaggio”

Felicità e amicizia

Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un’esistenza felice,
la più grande è l’amicizia”

Epicuro

 

da “Balla coi lupi”

Non è il tuo amore che domando

Non è il tuo amore che domando.
Si trova adesso in un luogo conveniente.
Stanne pur certo, lettere gelose
non scriverò alla tua fidanzata.
Però accetta dei saggi consigli:
dalle da leggere i mie versi,
dalle da custodire i miei ritratti,
sono così cortesi i fidanzati!
E conta più per queste scioccherelle
assaporare a fondo una vittoria
che luminose parole di amicizia,
e il ricordo dei primi, dolci giorni…
Ma allorché con la diletta amica
avrai vissuto spiccioli di gioia
e all’anima già sazia d’improvviso
tutto parrà un peso,
non accostarti alla mia notte trionfale.
Non ti conosco.
E in cosa potrei esserti d’aiuto?
Dalla felicità io non guarisco.

Anna Achmatova

Il viaggio di Hirrâli

Sopra: Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, “Amicizia”, 1907 (particolare)

Cari amici, iniziamo questa discesa con il grande poeta persiano Hirrâli:

Dopo esserci allontanati da te, quell’anno, siamo discesi verso
un mare, e la riva di quel mare è una dimora.
E un sole al di sopra di quella dimora si levava all’orizzonte. Il
tramonto di quel sole è in noi, ed è da noi che sorgeva la
sua aurora.
Le nostre mani hanno toccato le sue gemme da cui le nostre
anime son nate, e in quell’istante siamo divenuti gemme.
Dicci, cos’è dunque questo sole, quale il suo senso e il suo
segreto, e quale è questa perla del mare?
Siamo discesi in un universo il cui nome per noi è il vuoto,
troppo stretto per contenerci, ma che a noi è dato
contenere.
Abbiamo lasciato dietro noi mari tumultuosi. Come fare a
sapere verso chi siamo diretti?

Non ci si incontra per caso

“L’Albero degli Amici”

Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un passo e l’altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno
dei nostri amici. Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma,
che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il
nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non
sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene,
sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell’anima si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra,
salti ai nostri piedi. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un’ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento
soffia appaiono sempre tra una foglia e l’altra.
Il tempo passa, l’estate se ne va, l’autunno si
avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono
l’estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando
incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace
amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre… semplicemente perché ogni persona che
passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e
la prova evidente che due anime non si incontrano
per caso.

Paul Montes
Missionario Sud-Americano.

Amicizia danzante

Sopra: Henri Matisse, “La danza”, 1909-10

L’amicizia percorre danzando la terra, recando a noi tutti l’appello di destarci e dire l’uno all’altro:
felice!

Epicuro, “Sentenze e frammenti“, 138, da “Scritti morali“, edizione a cura di Giuseppe Serra, BUR, Milano, 2004

Sophia e Amicizia

Di quanto la saggezza prepara alla beatitudine di tutta la vita, la cosa senza confronto più grande è l’amicizia.

Epicuro, “Massime Capitali“, XXVII, da “Scritti morali“, edizione a cura di Giuseppe Serra, BUR, Milano, 2004

Addio

(Cromolitografia, Amicizia, amore e verità, pubblicata da Currier & Ives, 1874)

Il mondo si addormenta… Son qui in piedi e aspetto il mio amico…

Lo aspetto per dargli l’ultimo addio. O Amico, ardo dal desiderio

Di godere accanto a te la bellezza di questa sera. Dove sei?

Mi lasci così a lungo sola! Vago avanti e indietro con il mio liuto

Sui morbidi sentieri erbosi. O bellezza! O d’amore-e-vita eterni

Inebriato mondo!

Gustav Mahler

Consolatoria a se stesso

Ma se non posso comunicare anche a te tutte le cose che ho detto a me stesso, dopo d’aver avuto certezza del tuo inevitabile allontanamento, allora non dubiterò d’essere lungi dal consolarmi, mio caro amico; anzi, di più, penserò di non trovare per me davvero nulla che mi riesca di sollievo, nessun argomento, se non te ne renda partecipe. Dopo d’aver messo in comune fra noi tante occasioni di pena e tante di dolcezza, così nelle opere come nelle parole,  nelle cose private e in quelle pubbliche, nella pace della casa e nei campi delle milizie, anche bisogna che noi, in comune, c’inventiamo un salutare rimedio al presente stato di cose, quale ch’esso sia.
Sembra difatti che piacere e dolore stiano appesi allo stesso capo e volta a volta s’inseguano e si convertano l’uno nell’altro: fra gli eventi, che sopraggiungono, anche i più gravosi, dicono i saggi, recano all’uomo di senno non minore motivo di rallegrarsi che di dolersi. Non altrimenti l’ape, dall’erba più amara, quale nasce attorno al monte Imetto, estrae un dolce liquore e diviene artefice del miele.

Giuliano il Grande, detto l’Apostata, “Consolatoria a se stesso per la partenza dell’eccellente Salustio”.

Amicizia

Riprendi l’amico in segreto e lodalo in palese.

L’amico ritrovato

Tratto da l’ Amico ritrovato di Fred Uhlman:

“Ho esitato un po’ prima di scrivere che “avrei dato volentieri la vita per un
amico”, ma anche ora, a trent’anni di distanza, sono convinto che non si trattasse di
un’esagerazione e che non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma l’avrei
fatto quasi con gioia. Così come davo per scontato che fosse dulce et decorum pro
Germania mori, non avevo dubbi sul fatto che morire pro amico sarebbe stato lo
stesso. I giovani tra i sedici e i diciotto anni uniscono in sé un’innocenza soffusa di
ingenuità, una radiosa purezza di corpo e di spirito e il bisogno appassionato di una
devozione totale e disinteressata. Si tratta di una fase di breve durata che, tuttavia, per
la sua stessa intensità e unicità, costituisce una delle esperienze più preziose della
vita. ”

Lui pensa di aver perso un amico per trent’ anni e dopo trent’ anni lo ritrova morto, che ha dato la sua vita per lui, per un amico…
Anche quando pensiamo che un ‘ amicizia sia perduta per sempre non possiamo mai saperlo fino in fondo, anche se la nostra delusione è al massimo e il dolore sconfinato, non è detto.
Può essere che quell ‘ amicizia ci abbia lasciato molto più di quello che pensiamo…
L’ amicizia in qualsiasi caso, per me, è comunque un dono prezioso.

(ringraziando Giulio Bianchi)

Sull’amicizia

E un adolescente disse:
Parlaci dell’Amicizia.

E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E’ il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E’ la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte ?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Kahlil Gibran