Agonia

Morire come le allodole assetate
sul miraggio

O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia

Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato.

Giuseppe Ungaretti

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Il vergine, il vivace e il bell’oggi

Il vergine, il vivace e il bell’oggi d’un colpo
d’ala ebbra quest’obliato, duro
lago ci squarcerà, sotto il gelo affollato
dal diafano ghiacciaio dei non fuggiti voli!
Un cigno d’altri tempi si ricorda di sé
che si libra magnifico ma senza speranza
per non avere cantato l’aerea stanza ove vivere.
quando splende la noia dello sterile inverno
Scuoterà tutto il suo collo quella bianca agonia
dallo spazio all’uccello che lo rinnega inflitta,
non l’orrore del suolo che imprigiona le piume.
Fantasma che a questo luogo dona il suo puro lume
s’immobilizza al gelido sogno di disprezzo
di cui si veste in mezzo all’esilio inutile il Cigno.
 
Stephane Mallarmé

Gazzella dell’amore imprevisto

 Nessuno capiva il profumo
Dell’oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che martirizzavi
Un colibrì d’amore fra i tuoi denti.

Mille cavallini persiani dormivano
Sulla piazza con la luna della tua fronte,
Mentre per quattro notti io stringevo
La tua vita, nemica della neve.

Fra i gessi e i gelsomini, il tuo sguardo
Era un pallido ramo di sementi.
Cercai, per darti, nel mio cuore
Le lettere d’avorio che dicono sempre

Sempre, sempre: giardino della mia agonia,
Il tuo corpo fuggitivo per sempre,
Il sangue delle tue vene nella mia bocca.
La tua bocca senza luce per la mia morte.

Federico Garcia Lorca

Agonia

Morire come le allodole assetate
sul miraggio 

O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia  

Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato.

Giuseppe Ungaretti

Agonia

Morire come le allodole assetate
sul miraggio
O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia
Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato.
Giuseppe Ungaretti