Alla Luna

Un tramonto per EMILY DICKINSON V

Anna Ferrara dona due tramonti in musica alla nostra poetessa:

E’ proprio Emily mentre realizza il suo sogno. Vorrei accompagnarla con le note e le immagini di “Due tramonti” di Ludovico Einaudi.

E più ti amo…

Il mantello e la spiga

Sotto l’ombra sospiravi
pastore di ombre e di sotterranei segreti
parlavi di una vita trascorsa.
Come sempre le foglie cadono d’autunno.
Intona i canti dei veggenti
cedi alla saggezza
alle scintille di fuochi ormai spenti,
regolati alle temperature e alle frescure delle notti:
lascia tutto e seguiti.
Guarda le distese dei campi, perditi in essi
e non chiedere altro.
Lasci un’orma attraverso cui tu stesso
ti segui nel tempo e ti riconosci.
Correvi con la biga nei circhi.
E fosti pure un’ape delicata,
il gentile mantello che coprì le spalle di qualcuno.
Lascia tutto e seguiti.
I tuoi occhi dunque trascorrono svagati
ed ozi come una spiga.
Come sempre le foglie cadono d’autunno.

Franco Battiato

I due alberi

Il dolce canto degli angeli…

(William-Adolphe Bouguereau, Il Cantico degli Angeli, 1881)

Primavera

Stabat Mater

Niente è come sembra

Le sacre sinfonie del tempo

Ricordando Giuni Russo

La quiete dopo un addio

Non mi abbandonare mai…

Inneres Auge

Come in una favola…

Cantando con gli angeli

Buongiorno!

Halleluja

Battiato mistico

Battiato e le “impressioni di settembre”

La cura

(Mary Cassat, Il bagno, 1875)

“[…] Perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te… io sì, che avrò cura di te”.

Inno all’Amore

Sopra: Michelangelo Merisi da Caravaggio, “Amor Vincit Omnia”, 1602-03, Staatliche Museen di Berlino

Tu me fais tourner la tête…

Cari amici, sento sullo sfondo della nostra Saffo di Francia, anche quando canta pezzi allegri, un pianto, sottile, ineffabile, continuo…

“Concierto de Aranjuez”

Sopra: i giardini del Palazzo Reale di Aranjuez

I’ te vurria vasà

Ah! Che bell’aria fresca…
Ch’addore ‘e malvarosa…
E tu durmenno staje,
‘ncopp’a sti ffronne ‘e rosa!
‘O sole, a poco a poco,
pe’ stu ciardino sponta…
‘o viento passa e vasa
stu ricciulillo ‘nfronte!

I’ te vurría vasá…
I’ te vurría vasá…
ma ‘o core nun mmo ddice
‘e te scetá…
‘e te scetá!…
I’ mme vurría addurmí…
I’ mme vurría addurmí…
vicino ô sciato tujo,
n’ora pur’i’…
n’ora pur’i’!…

Il Napoletano in-canto è uno struggimento continuo. Aspetto le vostre emozioni.

Il crepuscolo degli dei

Sopra: la scultura di Ramsund, pietra runica svedese, X-XI sec.

“Je veux vivre dans ce reve”

Va, Tosca!

Il diabolico Scarpia, dove la RATIO dilaga e incontra la parte oscura:

“Madamina, il catalogo è questo”

Eh! Consolatevi;
non siete voi, non foste, e non sarete
né la prima, né l’ultima. Guardate:
questo non picciol libro è tutto pieno
dei nomi di sue belle:
ogni villa, ogni borgo, ogni paese
è testimon di sue donnesche imprese.
Madamina, il catalogo è questo
Delle belle che amò il padron mio;
un catalogo egli è che ho fatt’io;
Osservate, leggete con me.
In Italia seicento e quaranta;
In Almagna duecento e trentuna;
Cento in Francia, in Turchia novantuna;
Ma in Ispagna son già mille e tre.
V’han fra queste contadine,
Cameriere, cittadine,
V’han contesse, baronesse,
Marchesine, principesse.
E v’han donne d’ogni grado,
D’ogni forma, d’ogni età.
Nella bionda egli ha l’usanza
Di lodar la gentilezza,
Nella bruna la costanza,
Nella bianca la dolcezza.
Vuol d’inverno la grassotta,
Vuol d’estate la magrotta;
È la grande maestosa,
La piccina è ognor vezzosa.
Delle vecchie fa conquista
Pel piacer di porle in lista;
Sua passion predominante
È la giovin principiante.
Non si picca – se sia ricca,
Se sia brutta, se sia bella;
Purché porti la gonnella,
Voi sapete quel che fa.
(Leporello)

Ascoltate le parole, invece, di Casanova:

il seduttore di professione, che fa del sedurre un progetto, è invece un uomo abominevole, sostanzialmente nemico dell’oggetto su cui ha posto gli occhi: è un vero criminale che, se possiede le qualità necessarie per sedurre, se ne rende indegno usandole per sedurre una donna.

Vesti la giubba

Amore e tragedia…

Recitar! Mentre preso dal delirio,
non so più quel che dico,
e quel che faccio!
Eppur è d’uopo, sforzati!
Bah! sei tu forse un uom?
Tu se’ Pagliaccio!

Vesti la giubba,
e la faccia infarina.
La gente paga, e rider vuole qua.
E se Arlecchin t’invola Colombina,
ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto
in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor, Ah!

Ridi, Pagliaccio,
sul tuo amore infranto!
Ridi del duol, che t’avvelena il cor!

Giochi proibiti

Regina della Notte

Karl Friedrich Schinkel, “Apparizione della Regina della notte”.
Gouache per una scenografia (1815) de “Il flauto magico”

Non si può toccare l’alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.

(Kahlil Gibran)

“No, non rimpiango niente”

Cari amici,
vi deidico questa meravigliosa opera d’arte di quella che per me è la Saffo della canzone francese. E voi, cosa rimpiangete?

“Non, Je Ne Regrette Rien”

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Ni le bien, qu’on ma fait
Ni le mal tout ça m’est bien égal!

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
C’est payé, balayé, oublié,
je me fous du passé.

Avec mes souvenirs,
j’ai allumé le feu,
mes chagrins, mes plaisirs,
je n’ai plus besoin deux!
Balayés les amours,
et tous leurs trémolos,
balayés pour toujours,
je repars à zéro.

Non, rien de rien
Non, je ne regrette rien.
Car ma vie, car mes joies,
aujourd’hui
ça commence avec toi.