Newton

Carissimi,
vi chiedo, oggi, di riflettere insieme su questa famosa illustrazione del visionario William Blake, che, come sempre, nasconde profondi messaggi e simbolismi.

Buona giornata!

 

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Il genio

(William Blake, Ancient of days, 1794)blake.jpg

I tempi son tutti eguali, ma il genio è sempre al di sopra del suo tempo”.

William Blake

A Milano, Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau

mostra_-Alfons_Mucha_art_nouveauE’ in corso, fino al 20 marzo, nelle sale di Palazzo Reale di Milano, la mostra “Alfons Mucha e le atmosfere Art Nuoveau”. In un percorso ricco e variegato, l’esposizione mira a ricostruire  il gusto dell’epoca proponendo le creazioni di Alfons Mucha (1860-1939), uno dei maggiori esponenti del periodo, e gli arredi d’arte decorativa di artisti e manifatture europei. Il nucleo principale della mostra  si articola in 220 opere, delle quali 149 sono  pannelli decorativi e affiches di Mucha, provenienti dalla Richard Fuxa Foundation. Le  immagini femminili belle e potenti che occupano i suoi manifesti ai tempi erano molto diffuse e popolari, tanto che lo hanno reso eterno simbolo dell’Art Nouveau. Il suo stile artistico spaziò in diversi contesti, dalle decorazioni di interni ai poster, dalle pubblicità di alcune tipologie di prodotti fino alle illustrazioni, dalle produzioni teatrali a quello che è il design di gioielli fino alle opere architettoniche. Dopo Milano, la mostra, dal 30 aprile al 18 si sposterà a Palazzo Ducale di Genova.

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(Princess Hyacinth, 1911)

 

Fortezza e temperanza

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(Perugino, Fortezza e Temperanza sopra sei eroi antichi, 1497-1500)

Botero, la sua “Via Crucis” in mostra a Roma al Palazzo delle Esposizioni fino al 1 maggio

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Dopo essere stata ospitata in diversi Paesi tra l’America e l’Europa, “La Via Crucis” di Fernando Botero è approdata anche a Roma nelle sale del Palazzo delle Esposizioni e vi resterà fino al primo maggio. La mostra, che racconta la Passione di Cristo, è composta da 63 opere, di cui 27 dipinti a olio e 34 opere su carta. Realizzate dall’artista colombiano tra il 2010 e il 2011, sono state donate da Botero stesso al Museo di Antioquia di Medellin nel 2012, in occasione del suo ottantesimo compleanno. Ispirati ai pittori del passato come Piero della Francesca, Paolo Uccello,Peter Paul Rubens, Diego Velázquez, Paul Cézanne e Pablo Picasso , ne “La Via Crucis”emerge la tematica presente in Botero sin dalla sua infanzia e gioventù, in Colombia, immersa nell’abbondanza d’immagini religiose, tanto nell’ambito pubblico che in quello privato.

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L’opera di Fernando Botero offre molteplici livelli di lettura. Botero ha costruito sempre mondi sensuali, popolati da esseri colmi di un piacere immenso e felice, attraverso quell’abbondanza tranquilla e suntuosa delle forme che trova la sua maturità verso la fine degli anni ‘70. C’è qui un crocevia nel quale i ricordi della sua città,  del suo Paese, vengono attraversati fortemente da pratiche religiose profondamente radicate nella propria cultura e iconografia. Le dolci sembianze, le idee e le forme che sembrano così stabili, vengono attraversate da quello sconvolgimento in cui dolore e tragedia si plasmano, impiegando il linguaggio figurativo che caratterizza l’artista colombiano senza abbandonare il suo particolare sguardo deformante.

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Si dovrebbe considerare queste opere, nelle quali il drammatico fa la propria incursione, come una nuova dimostrazione in cui si identificano trasformazioni interne che arricchiscono e amplificano il suo lavoro. Il tono ironico viene sostituito dal compassionevole per riflettere intorno alla poesia e al dramma, all’intensità e alla crudeltà della Passione di Cristo.

Il colore e la chiarezza: l’arte del Maestro Paolo Salvati si esprime in uno sguardo nitido sul mondo, in pennellate in grado di raccontare un’infinita storia cromatica.

24 Montagna Blu 2003 - 50x70 olio su tela(Montagna blu, 2003)

“C’è una logica colorata: il pittore non deve che obbedire a lei, mai alla logica della mente”.
Così dichiarava Paul Cézanne i cui cromatismi rappresentavano l’impronta, unica ed indelebile, della sua poetica pittorica. Dal colore e dalle sue suggestioni, il Maestro Paolo Salvati (febbraio 1939 – giugno 2014) si è sempre lasciato sedurre e la sua arte ha seguito costantemente il richiamo del cuore e dei suoi bagliori colorati, come dimostrano le numerose opere che ne attestano l’estro e il talento.

Maestro Paolo Salvati

(Il Maestro Paolo Salvati)

Nell’anniversario della sua nascita (il 22 febbraio) il ricordo di questo artista viene celebrato ripercorrendo le tappe più significative della sua carriera, una carriera che si è declinata non soltanto nelle arti figurative ma anche nel ritratto, nel disegno, nella miniatura spaziando anche nella musica – nel progetto di una serie di chitarre classiche da concerto – e nell’attività di liutaio.
Note musicali e note colorate quindi. Non a caso il blu è anche una delle tinte dominanti dei suoi quadri. Simbolo di chiarezza, esso nei mandala tibetani sta ad indicare il superamento del turbine delle passioni e la raggiunta consapevolezza di una coscienza che può osservare (al)le cose con sguardo nitido.
Il Maestro sapeva, infatti, catturare i sogni e le sensazioni e restituirle in pennellate di brillante lucentezza, come nelle sue marine che richiamano i tocchi poderosi di Turner e, nel contempo, lasciano che le onde si infrangano con un ritmo melodico che sembra ricordare la musicalità di un verso di una poesia o il brano di un romanzo.

38 Marina - Tempera su carta 21x48 - 1980
(Marina, tempera su carta, 1980)

L’arte a tutto tondo, infatti, è presente nelle opere di Salvati che, per vent’anni (dal 1973 al 1993) è stato uno dei personaggi di spicco a Piazza Navona, spazio artistico per eccellenza che ha vissuto appieno la Golden Age della creatività e, ancora oggi, resta un’area di “libertà” (come amava definire la piazza il Maestro) di grande suggestione.
La vita di Paolo Salvati non è stata facile ma improntata alla passione autentica per il suo lavoro, al cesello dell’ispirazione e alla realizzazione (tangibile) della materia impalpabile dei sogni.
I suoi quadri raccontano una storia umana di grande profondità, fatta di emozioni e di riflessioni ma, soprattutto, di colori.
Ad essi, infatti, l’artista demandava il compito di esprimere il suo genio in grado di narrare, in punta di pennello, racconti di vita vissuta, di sogni avverati o desideri ancora da realizzare.
Del resto, “vivere di arte” – come lui stesso dichiarò – “è un atto di coraggio… e l’opera compiuta è il dono che l’artista fa alla comunità, per il bene comune”.
Ciò che il Maestro ha prodotto è, infatti, patrimonio di tutti, a conferma che tale ricchezza appartiene a chiunque abbia voglia di godere della generosità d’animo di chi la realizza.

 

Emanuela Santoro

Oggi a Roma il pittore Angelo Colazingari inaugura “Sequenze” al Micro

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