Cinema: “Human” di Yann Arthus-Bertrand

Presentato allo scorso Festival del Cinema di Venezia, “Human” del regista e fotografo ambientalista francese Yann Arthus-Bertrand è da ieri  nelle sale italiane in veste di  evento speciale fino a domani 2 marzo. Basta il titolo per spiegare di cosa parla questo film che dura tre ore e un quarto,  realizzato con esclusivi filmati aerei e storie raccontate in prima persona davanti ad una macchina da presa. Girato in 60 paesi, Arthus-Bertrand ha intervistato 2.020 persone in tre anni, realizzando una carrellata di umanità così varia da restarne stupefatti. Dall’Alaska, all’Equador, dall’entroterra americano, all’estremo Oriente, passando per gli indigeni delle più remote zone della terra, uomini e donne, ragazzi e ragazze  guardano dritto nella telecamera e si raccontano in 63 lingue diverse, rispondendo alle domande (gli intervistatori non compaiono mai, né si fa sentire la loro voce) che gli vengono poste. Quaranta quesiti sulla libertà, sul significato dell’esistenza,  sulle esperienze più dure che si sono dovute affrontare,  sull’omosessualità, sulla guerra, sulla condizione della donna, sul lavoro, sull’immigrazione. Volti diversi dicono la loro versione dei fatti, “costringono” gli spettatori ad un incontro con l’altro in forma massiccia, intervallati da stupefacenti riprese aeree che mostrano la natura incontaminata o file di persone che, con fatica, percorrono deserti o una folla umana che festeggia un evento.
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Non uno sguardo superficiale, ma coinvolgente abbastanza per far capire che all’altro capo del mondo esistono persone che condividono con noi valori e sentimenti. E che quindi tanto diversi non sono. Un’opera imponente necessaria nella nostra era globale dove il lontano è sempre più vicino e conoscerlo meglio ci aiuta a capirlo.  Soprattuto in questo periodo in cui grandi masse si accalcano alle frontiere per sfuggire a guerre e carestie. Ogni individuo con il suo dramma quotidiano, come i cittadini delle periferie di Mombay costretti a trasferirsi in città per non morire di sete e lì venire sfruttati per costruire grattacieli dove l’acqua viene usata per riempire le piscine. Qualcuno condivide la propria felicità di avere una vita serena. Dice la sua anche Pepe Mujica, capo di stato uruguaiano dal 2010 al 2015, noto per il suo sobrio stile di vita (tratteneva per sé solo una piccola parte del suo stipendio),  che lo ha fatto denominare il “presidente più povero del mondo”: “Abbiamo inventato una montagna di consumi superflui. Bisogna buttare, comprare, buttare. Ciò che sperperiamo veramente è la nostra vita”.
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Clara Martinelli
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Cinema da non perdere: “Bella e perduta” di Pietro Marcello

02-bella-e-perduta“Bella e perduta” di Pietro Marcello è un film dove realtà e fiction si confondono. Il protagonista è il pastore Tommaso Cestrone, detto l’Angelo della Reggia di Carditello perché, a sue spese, faceva il custode dell’edificio borbonico, completamente abbandonato a se stesso dallo Stato. Faceva perché proprio durante le riprese, la notte di Natale del 2013, è morto tra le vecchie mura che aveva cercato di salvare.  Tommaso, oltre alla reggia, si stava occupando anche di un bufalo trovato nel bosco, caduto da un camion diretto al macello. Dall’aldilà  Pulcinella, che ascolta i morti per parlare con i vivi, riceve l’incarico di accudire l’animale, chiamato Sarchiapone,  e insieme vanno alla ricerca di un nuovo padrone. Dopo un lungo viaggio, visto con gli occhi e commentato con le parole dell’animale (la voce è quella di Elio Germano), arrivano nella campagna della Tuscia, dove il pastore Gesuino prende in custodia il bufalo.  Una salvezza solo momentanea, perché il destino ha in serbo per lui una fine tragica. La “Bella e perduta” del titolo è  la bell’Italia abbandonata, quella dei monumenti destinati a sparire lentamente per trascuratezza. Ma anche della natura deturpata e distrutta dalle mire egoistiche dell’uomo. Il film è una denuncia come ammette Pietro Marcello, sulla “malasorte che si è scagliata sulla Terra di Lavoro, diventata in anni recenti Terra dei Fuochi, una terra che fu fertilissima e che oggi è stretta d’assedio da tre discariche”. La Reggia stessa, fatta costruire da Carlo di Borbone nel ‘700 come “fattoria modello, negli anni passati era diventata luogo di latitanza dei Casalesi e base per il traffico d’armi.

Bella-e-perduta_noEffect_slide00 L’idea per il progetto del film è venuta a Pietro Marcello, già molto apprezzato per il suo “La bocca del lupo”, seguendo le tracce di un libro di Piovene che parlava di un viaggio nella penisola. Cominciando proprio ad esplorare il luogo d’origine del regista, la Campania, venne fuori la figura di Tommaso Cestrone, salvatore della Reggia e dei bufali maschi, poco interessanti per l’industria perché non producono latte. La sua vicenda sarebbe dovuta diventare uno degli episodi del film, ma proprio durante le riprese fu stroncato da un infarto. E’ sembrato quasi un segno del destino che da quel racconto rimasto sospeso dovesse prendere vita la storia di “Bella e perduta”, in un incontro stilistico tra narrazione documentaristica e favola contemporanea.  La sceneggiatura, scritta insieme a Maurizio Braucci, è stata modificata, introducendo il personaggio di Pulcinella, in una sorta di passaggio del testimone con Tommaso. L’attore che interpreta la maschera napoletana si chiama Sergio Vitolo,  che nella vita di mestiere fa il fabbro, ma che si è prestato bene al ruolo.  Di “Bella e perduta” restano impressi, oltre che la narrazione poetica, la dimensione onirica della fotografia fuori dal tempo, lo sguardo azzurro e sereno di Tommaso, il suo viso forte e “vissuto”, la bellezza della natura dirompente, l’umiltà e la saggezza del bufalo, l’attenzione e la cura di Pulcinella con la quale svolge il suo compito. Un mix alchemico che ha già colpito la sensibilità di molti spettatori che lo hanno visto nei numerosi festival che lo hanno ospitato, tra i quali ricordiamo quelli di Locarno,  Toronto e Torino.

Clara Martinelli

 

Armonia verde

(Claude Monet, Lo stagno delle ninfee, armonia verde, 1899)Claude_Monet-Waterlilies

Gli animali

Gli animali sono, assai più di noi, soddisfatti per il semplice fatto di esistere; le piante lo sono interamente; gli uomini lo sono secondo il grado della loro stupidità. […] Questa dedizione totale al presente, propria degli animali, è la precipua causa del piacere che ci danno gli animali domestici.

Arthur Schopenhauer, Parerga e Frammenti postumi

Le piccole cose… secondo Anna Ferrara

” Il mio pensiero è andato subito al Feng Shui

http://www.fengshuicasa.it/psicologiaabitare.php

e qualche consiglio pratico (che mi rileggerò attentamente…..)

Sgomberare
Feng Shui

Una camera da letto in disordine, cassetti traboccanti e un luogo di lavoro caotico possono bloccarci. Sgomberi la sua abitazione con l’aiuto del Feng Shui e il suo Chi potrà riprendere a fluire liberamente!

Iniziare in piccolo

Quando si tratta di rimettere in ordine, la cosa più difficile è iniziare. Se in casa si sono già accumulate molte cianfrusaglie, è consigliabile iniziare in piccolo. Cominci con una stanza o con un determinato tema e proceda dall’interno verso l’esterno. Decida sul momento e valuti se quel particolare oggetto è ancora utile o meno.
Spazi abitativi

Nel soggiorno, i tavoli e i divani devono essere tenuti liberi. Non lasci riviste sparse qui e là sul tavolo da pranzo. Preveda piuttosto ad es. una vetrinetta che funga da mobile contenitore.

In cucina, il Feng Shui riveste un ruolo fondamentale, poiché questa stanza è simbolo di benessere. Organizzi in modo funzionale la cucina disponendo le spezie, gli utensili, ecc. in modo tale che tutto sia a portata di mano.

Nella camera da letto, il disordine può provocare problemi di sonno. Eviti dunque che cianfrusaglie ingombrino la zona attorno o sotto il letto. Non lasci i vestiti sparsi nella stanza e tenga liberi i comodini. Inoltre, cambi le lenzuola una volta alla settimana.
Luogo di lavoro

Un luogo di lavoro caotico può impedire di lavorare in modo produttivo; al contrario, una scrivania ordinata lascia spazio alle idee. Si disfi dei foglietti di appunti sparsi e svuoti regolarmente il cestino della carta. Altre piccole cianfrusaglie o addirittura generi alimentari non hanno nulla a che vedere con la scrivania.
Cantina e soffitta

In cantina e in soffitta si accumulano spesso notevoli quantità di cianfrusaglie. In questi locali dovrebbe essere riposto solo ciò che può veramente tornare utile, ad es. oggetti stagionali come sci o addobbi natalizi. La cantina e la soffitta dovrebbero essere ben organizzate in modo tale da poter trovare senza difficoltà ciò che serve.
Pulizia

Anche lo sporco e la polvere sprigionano energie negative. Per questo, è bene pulire le stanze regolarmente una volta alla settimana. Le stanze che vengono utilizzate più spesso, come la cucina e il bagno, dovrebbero essere pulite più di frequente.

si ringrazia:homegate.ch”

L’Aquila e i suoi cani

Venerdì 7 settembre 2012, entro nel recinto proibito delle macerie di L’Aquila, deserta da tre anni. Sto con Emergency che ha deciso di tenere qui il suo incontro annuale. Tre cani ci accompagnano durante la ricognizione. Tre cani di solida razza bastarda, che qualcuno nutre, che qualcuno abbandonò durante l’evacuazione forzata. Visitiamo il silenzio di una città proibita, scortati da tre cani che hanno resistito al decreto di espulsione e continuano a dimostrare la loro volontà di residenza. Hanno fornito esempio a nome di tutti. A loro dovrà un monumento la nuova città che risorgerà. Perché L’Aquila risorgerà e accanto al suo nome di nobile creatura dei cieli , ci saranno tre cani a fare da guardia perché nessuno la spopoli di nuovo.
 
Erri De Luca

Le pietre che dovremmo ascoltare

Le grandi pietre dell’Isola di PasquaRapa Nui – sono un enigma e un monito, testimoni, secondo i ricercatori, di un ecocidio che ci devrebbe far riflettere molto…

15 Moai fanno la guardia ad Ahu Tongariki, la più grande piattaforma rituale dell’isola