Riva del Garda: “DELL’AMORE E DI ALTRE MERAVIGLIE”

Locandina Riva del Garda

IMPORTANTE: A CAUSA DI IMPREVISTI E PROBLEMI LOGISTICI E TECNICI L’EVENTO È SPOSTATO A DATA E LUOGO DA DESTINARSI

L’Amore protagonista della terza edizione del festival di Arte di Essere.
Una tre giorni sull’Amore, sulle sue molteplici sfaccettature, sfumature, suggestioni; sulle sue voci, le sue melodie, i suoi silenzi… Tra i gli antichi miti e la Natura, tra il Mistero che incarna, e le molteplici energie che diffonde. Un’onda stimolante, che invita i partecipanti a fluttuare oltre ai propri spazi abituali, oltre al proprio “Aldilà personale”. 
Oltre.
Uno Spazio di condivisione e trasformazione, fatto di parole, emozioni, gioco, musica, teatro, seminari.
La suggestiva cornice dell’Astoria Park Hotel farà da culla a questa intensa esperienza interamente dedicata a quella prorompente forza che tutto abbraccia e tutto muove. Quella forza da cui tutto parte e a cui tutto ritorna.

In questo contesto sarò, con Egidio Senatore, il 17 ottobre per tenere, alle ore 16:20, l’appuntamento “AMOR OMNIA…”. Lascio a voi completare questo inno!

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Voi, che per gli occhi mi passaste il core

Voi, che per gli occhi mi passaste il core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia
che sospirando la distrugge Amore.

E’ ven tagliando di sì gran valore
che’ deboletti spiriti van via,
riman figura sol’ en segnoria
e voce alquanta che parla dolore.

Questa vertù d’amor che m’ha disfatto
da’ vostr’occhi gentil presta si mosse;
un dardo mi gittò dentro dal fianco.

Si giunse ritto ‘l colpo, al primo tratto,
che l’anima tremando si riscosse,
veggendo morto ‘l cor nel lato manco.

Guido Cavalcanti

La pena d’amore

Lo strepitare di un passero alle gronde
La luna che risplende e il cielo latteo,
E l’armonia solenne delle foglie avevano
Cancellato l’immagine e il grido dell’uomo.

Una fanciulla sorse con le rosse labbra
Dolorose e sembrò la grandezza
Di tutto il mondo in lacrime,
Dannata come Ulisse, le navi infaticabili, fiera
Come Priamo assassinato insieme alla sua gente;

Sorse, e all’istante le gronde clamorose, e la luna
Che arrampicava sopra un cielo vuoto, e tutto
Quel lamento di foglie non poterono
Che ricomporre l’immagine e il grido dell’uomo.

William Butler Yeats

Cinema: “Una storia sbagliata” di Gianluca Maria Tavarelli parla di amore e di guerra

una storia sbagliata“Una storia sbagliata” di Gianluca Maria tavarelli è un film drammatico, che si muove tra un amore tormentato e una guerra ancora più complicata. Il conflitto è quello iracheno, a causa del quale le vite di Stefania (Isabella Ragonese) e Roberto (Francesco Scianna), giovani sposi, con il desiderio di avere un figlio,  si dividono. Vivono a Gela, lei è infermiera, partecipa attivamente alla protesta contro l’inquinamento ambientale generato dall’industria, che ha provocato tumori e malformazioni nella popolazione infantile. Lui è un militare in missione a Nassirya. Pensano entrambi ad un’esistenza come tante divisa tra lavoro, famiglia e una nuova casa. Fino a quando Stefania non nota in Roberto un cambiamento, che si fa sempre più evidente ogni volta che il marito ritorna dalla missione. Ha uno strano presentimento e lo implora di non partire più per quei posti che tanto lo inquietano e non lo fanno più essere lo stesso. Ma Roberto non riesce a stare nella quotidianità che Gela e Stefania gli offrono e decide di tornare in Iraq ancora una volta. Sarà l’ultima, perché resterà  coinvolto in un attentato. Stefania allora, alla ricerca di una verità che non riesce ad accettare, decide di andare coi Medici di Emergenza Sorrisi a Nassiriya (un’associazione che esiste realmente) per operare i bambini iracheni con il labbro leporino. Vuole sapere chi realmente fosse l’attentatore e conoscere la sua famiglia. Agisce,  in gran segreto, aiutata da un giovane iracheno. Una donna, quindi, e il suo dolore che la rende dura e strategica. Stefania, al termine del suo viaggio, comprenderà aspetti di sé che non aveva mai considerato, chiusa nell’ambiente provinciale di Gela. Per la protagonista è un aprirsi al mondo con coraggio e determinazione, misurandosi con qualcosa che è più grande di lei (la seconda guerra del Golfo e le sue conseguenze) e con un mondo, quello arabo, diverso dal suo, ma con un elemento in comune:  le opinioni, le sensazioni delle donne contano poco. Roberto non ascolta Stefania quando gli dice di non partire e anche la moglie dell’attentore non avrà neppure interpellato la sua prendendo la decisione di farsi esplodere.

Clara Martinelli

Motivo dimenticato

Piove su tutte le strade
e piove nel fondo al mio cuore:
non so, non so da dove
giunge questo languore.

Sonoro bruir della piova
per le zolle, sopra le ardesie;
a un cuor che dolce s’accora
oh dolce bruir della piova!

Questo pianger da dove mi viene?
Inganno? E quale? Nessuno.
Eppure nel cuore che geme
da dove, da dove mi viene?
E come duole un dolore
senza radice alcuna.

Odio non c’è, non c’è amore:
e tanta è la pena del cuore.

Paul Verlaine

Prima di venire

Prima di venire
Portami tre rose rosse
Prima di venire
Portami un grosso ditale
Perché devo ricucirmi il cuore
E portami una lunga pazienza
Grande come un telo d’amore
Prima di venire
Dai un calcio al muro di fronte
Perché li dentro c’è la spia
Che ha guardato in faccia il mio amore
Prima di venire
Socchiudi piano la porta
E se io sto piangendo
Chiama i violini migliori
Prima di venire
Dimmi che sei già andato via
Perché io mi spaventerei
E prima di andare via
Smetti di salutarmi
Perché a lungo io non vivrei.

Alda Merini

 

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che tu venga all'ospedale o in prigione
nei tuoi occhi porti sempre il sole.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
questa fine di maggio, dalle parti d'Antalya,
sono così, le spighe, di primo mattino;
i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
quante volte hanno pianto davanti a me
son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi,
nudi e immensi come gli occhi di un bimbo
ma non un giorno han perso il loro sole;
i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che s'illanguidiscano un poco, i tuoi occhi
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo
del mio amore.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
così sono d'autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà un giorno, mia rosa, verrà un giorno
che gli uomini si guarderanno l'un l'altro
fraternamente
con i tuoi occhi, amor mio,
si guarderanno con i tuoi occhi.

Nazim Hikmet