Sono nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini

7 Risposte

  1. Forse prega per Kore, per ricongiungersi con se stessa.

  2. L’una non sa e l’altra non può sapere… Ma chi delle due? Forse Proserpina prega per Kore, di cui ha bisogno per ricongiungersi con se stessa. Forse è Kore che aspetta Proserpina. Aspettate prima di dire che non ci sarà tempesta…

  3. Quell “aprire le zolle” mi suona come la capacità di scavare, guardare in profondità. Forse la poetessa aveva questo dono… dono che ha i suoi risvolti “negativi”…da pagare…

  4. Solo quando si tiene per sé, il dono resta una “zolla”, una torsione difensiva che costa cara all’intero equilibrio: “aprire zolle” o sciogliere nodi, come aprire ostriche e pulire perle, comporta una condivisione che muta in energia positiva quel “corpo estraneo”, come viene percepito il dono. Vestire la poesia per non avvitarsi.

  5. Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera.

    La verità non è venuta nuda al mondo,ma è venuta celandosi nei simboli e nelle immagini archetipali . Il mondo materiale non la poteva supportare e neanche ricevere o contenere altrimenti. C’è una risurrezione ma E’ UNA RISURREZIONE FIGURATA / SIMBOLICA. 😀

    E’ in verità necessario che in molti risorgano grazie all’immagine, ma per capire di qual natura è la risurrezione è necessario che si superi l’immagine grazie all’auto osservazione introspettiva dell’immagine riflessa. Cosa che spesso produce grande dolore e turbamento per la propria immagine che si pensava che fosse solo l’unico tramite😀

    E’ necessario che l’immagine dello sposo divino, del Cristo interiore che risiede nei cieli dei chakras superiori e l’immagine che rappresenta la divina sposa, la divina madre che risiede nel profondo del proprio cuore affinché attraverso l’immagine riflessa da dentro e di fuori entrino nella verità che è la necessaria ricostituzione o riconciliazione degli aspetti unitari che per l’immagine medesima si erano separate. 😀

    Il simbolo della festa occidentale della Pasqua è posto, quindi, tra l’inverno che si conclude, e la Primavera che sta per iniziare. 😀

    La Pasqua nei primi secoli era officiata ogni domenica ed in seguito una volta all’anno al plenilunio dei mesi di marzo / aprile in coincidenza con la festa che ricordava l’esodo degli ebrei dall’Egitto e quindi la salvezza della “schiavitù”. (Anche se la vera storia della pasqua non è per il ricordo dell’esodo, ma un simbolismo molto assai più antico che si perde nella notte dei tempi passati) Appena nel sesto secolo, fu stabilita la data mobile della Pasqua che deve cadere una domenica dopo il plenilunio di primavera. 😀

    H.P. Blavatsky nel suo articolo “II carattere esoterico del Vangelo” con riferimento alla festività scrive:

    “La venuta di Cristo significa la presenza di Christos in un mondo rigenerato, non già la venuta nel corpo di Cristo-Gesù. Questo Cristo non si deve cercare nel deserto o nelle “camere inferiori” e neppure nel santuario di qualche tempio o Chiesa costruiti dall’uomo, poiché il Cristo il vero Salvatore esoterico – non è un uomo, bensì RISVEGLIO / COSCIENZA / CONSAPEVOLEZZA il PRINCIPIO DIVINO CHE E’ CELATO IN OGNI ESSERE UMANO. 😀

    Chi lotta per far risorgere lo spirito crocifisso dalle sue passioni terrene e seppellito profondamente nel “sepolcro” della sua carne peccaminosa, chi ha la forza di rovesciare la pietra della materia dall’uscio del suo santuario interiore, fa risorgere il Cristo in lui…”. 😀

    Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle,
    aprire le zolle potesse scatenar tempesta.

    Quando avviene questa indefinibile riconciliazione tra la materica immagine riflessa e lo spirito divino che la informa e la anima; ecco che l’ispirazione come il pensiero consapevole, come per magia, può camminare sulle acque o governare e trasmutare gli elementi.

    Con questa citazione RITRASMETTO I SINCERI AUGURI PASQUALI A TUTTI GLI AMICI E LE AMICHE AFFINCHE’ POSSA RISORGERE QUEL DIVINO CHE IN INCOGNITO E’ DENTRO E FUORI DI VOI.😀

  6. Trasformare il granello di sabbia in perla richiede uno sguardo “altro”, di cui la poesia si veste, ma la “tempesta” scatenata nell’intimo necessita forse di preghiera, come dire : un senso di devozione al divino…

  7. Nella poesia di Alda Merini è tutto così… Immaginale: l’Io, le erbe, i frumenti gentili, la pioggia. Tutto è rituale e “soccorre” ad un bisogno e tutto concorre a rendere consapevole quell’Io di quel “dono”; la consapevolezza è mutazione di energia. Continuerò a sbagliare, ma seguirò l’istinto: quell’aprire le zolle è intermedio tra la follia sacerdotale e la follia profetica, trasformando, quel “pregare”, ogni cosa in “archetipo di se stessa”.

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