Male supremo del nostro tempo

Certamente il fascismo e’ stato già sconfitto una volta, ma siamo ben lungi dall’aver sradicato definitivamente questo male supremo del nostro tempo: le sue radici sono infatti profonde e si chiamano antisemitismo, razzismo, imperialismo.”

Hanna Arendt, “La banalità del male”

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5 Risposte

  1. Sono perplessa: ergo rifletto… Ma poi parlo, perchè “tacere nella crisi è esaltare il conformismo”.

    Banalità, per la Arendt, significa “senza radici”, “non radicato nei motivi cattivi”… La banalità del male è nel pericolo della irriflessività di coloro che, indipendentemente dalla loro intelligenza, commettono atti atroci considerandoli normali, perchè questi sono diventati regole di comportamento e valori socialmente accettabili. Sta di fatto che riflettere sui propri pregiudizi non è mai stato né attraente, né spirituale e che quindi confondere la realtà con la verità sta alla radice della “tentazione” dei totalitarismi a costruire una realtà basata sulla menzogna. Invece il nazismo è andato oltre perchè è riuscito a costruirla su una “proiezione” in assenza di “riflessione”…
    In un trattato scritto per un dibattito su “Eichmann a Gerusalemme” nel Collegio Hofstra nel 1964, la Arendt afferma, infatti: “la mia opinione è che il male non è mai ‘radicale’, ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare a radici e, nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua banalità… solo il bene ha profondità e può essere integrale.”

  2. Mentre tutto nella natura sensibile o soprasensibile dei mondi inferi come anche nei mondi superiori con i loro nove sottopiani di coscienza è COMPENETRATO da puro LIBERO ANIMISMO che oltrepassa le concezione del bene e del male, in questo amato martoriato mondo di mezzo tutto è ricaduto nel più profondo buio di un assurdo MATERIALISMO. Campo di facile controllo per le forze Arimaniche che esercitando il loro nefasto potere attraverso le paure indotte ed il dio denaro si manifestano come egrecore malvagie che in superficie si mostrano come antisemitismo, razzismo, imperialismo o come apparente comunismo, socialismo o illusoria demograzia.

  3. Antisemitismo, razzismo, imperialismo…mali che non hanno tempo perchè connaturati alla dimensione umana. Mali che hanno radice nella paura dell’altro, del diverso, del non conosciuto.
    Ma cosa c’é di più sconosciuto all’uomo se non la propria vera identitá.

  4. “Il mondo contemporaneo vive un aperto conflitto tra bene e male. C’è una frattura che impedisce di considerare male e bene alla stessa stregua. ..” – Stefano Baratta

  5. Paradosso di sempre.

    Siamo (i nostri pensieri in atto) e, allo stesso tempo, non siamo (quello che avremmo voluto o dovuto fare). Soltanto il nostro istinto fa la differenza, dislocandoci al di qua o al di là delle abitudini radicate nella coscienza, ma che non ci connotano dall’interno, all’interno di un gruppo (di regole di comportamento). La verità, che è in ognuno di noi, è che siamo baluginii e la libertà è nella capacità di apparire e scomparire quando meno ce lo aspettiamo. Questo noi siamo. Quando ci tiriamo fuori dal dialogo con noi stessi. Ma che vogliamo? In un lampo non si può decidere di prendersi la responsabilità di essere – ciò che non avremmo mai pensato – e allo stesso tempo di non essere – quello che si era creduto di essere.
    Così viviamo: tirandocene fuori per osservarci da lontano. Nel mezzo scorre la Storia. Matrigna. Nessun parente gay a cui affidare gli orfani che lasciamo. Ma non possiamo giurarlo.

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