Vestire un’opera d’arte

Nino La Barbera
e la corporeità del Bello
di Valeria Arnaldi

Uscire dai confini della tela per portare l’arte nel
quotidiano, contaminando l’orizzonte in tutte le sue
superfici. Liberarsi degli spazi riservati all’opera, che di
fatto la imprigionano limitandone effetto, comunicazione e
soprattutto compartecipazione, per diventare linguaggio
concreto, materico, materiale ma al contempo concettuale,
e conquistare l’aggiuntiva dimensione del movimento –
morbido, sensuale, naturale – usando come primo
supporto il corpo a metafora dell’universo, possente nella
sua naturalezza, magico nella sua interpretazione e
costruzione. Sono protesta e proposta a incontrarsi nel
nuovo lavoro di Nino La Barbera che, stanco dell’attuale
“stasi” dell’arte, gravata da una concezione retrò – non
necessariamente classicista – comunque abusata
dell’immaginario creativo, trasporta il suo stile e le sue
figure su nuove “tele” da indossare, portando pennelli e
colori sugli abiti femminili a rendere più intimo il rapporto
tra pittore, modella o musa e opera, celebrando la
femminilità nelle sue diverse accezioni, da Eva a Venere,
senza dimenticare Minerva. La donna, seduttrice per
vocazione e tradizione, diventa così strumento di
diffusione di fantasia e fantastico, per risvegliare
attenzione e sensibilità, più ancora emozione e riflessione,
su una contemporaneità distratta che, spesso, non ha
tempo né desiderio di prendere coscienza di sé. Le forme
pittoriche, passibili di più letture tra estetica e simbolismo,
si animano sotto gli occhi dell’osservatore, irrompendo
nella sua quotidianità per costringerlo a prendere atto del
Bello come categoria filosofica. Eva medita su se stessa e
la sua vanità di individuo finito per acquisire attraverso la
riflessione di Minerva la consapevolezza dell’infinitudine
del genere, conquistando così, tra cielo e terra, l’energia di
una novella Venere capace di sovvertire l’ordine del
cosmo con e per amore della Vita nelle sue manifestazioni,
dalla danza di una foglia che lotta strenuamente contro
l’inclemenza dell’autunno fino alla vertigine dell’uomo
demiurgo che appone la sua firma sull’orizzonte,
semplicemente esistendo.

—————

ABITI DIPINTI da Nino La Barbera
(Mi onoro di esserne amico, avendone assoluta stima e considerazione umana e professionale)
Gabriele
 
Per chi volesse contattarlo:
(nino.labarbera@gmail.com) (rosainblu@gmail.com)

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...