Auguri per un 2016 luminoso!

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(Caravaggio, Vocazione di San Matteo, 1599-1600)

Carissimi,

che una nuova luce illumini il vostro percorso. Tanti auguri a tutti!

Gabriele

Filostrocca di capodanno

Filastrocca di capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

Gianni Rodari

Per nessun altro…

Per nessun altro, amore, avrei spezzato
questo beato sogno.
Buon tema per la ragione,
troppo forte per la fantasia.
Sei stata saggia a svegliarmi. E tuttavia
tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi.
Tu così vera che pensarti basta
per fare veri i sogni e storia le favole.
Entra tra queste braccia. Se ti sembrò
più giusto per me non sognare tutto il sogno,
ora viviamo il resto.

Come un lampo o un bagliore di candela
i tuoi occhi, non già il rumore, mi destarono.
Così (poichè tu ami il vero)
io ti credetti sulle prime un angelo.
Ma quando vidi che mi vedevi in cuore,
che conoscevi i miei pensieri meglio di un angelo,
quando interpretasti il sogno, sapendo
che la troppa gioia mi avrebbe destato
e venisti, devo confessare
che sarebbe stato sacrilegio crederti altro da te.

Il venire, il restare ti rivelò: tu sola.
Ma ora che ti allontani
dubito che tu non sia più tu.
Debole quell’amore di cui più forte è la paura,
e non è tutto spirito limpido e valoroso
se è misto di timore, di pudore, di onore.
Forse, come le torce
sono prima accese e poi spente, così tu fai con me.
Venisti per accendermi, vai per venire. E io
sognerò nuovamente
quella speranza, ma per non morire.

John Donne

Cinema da non perdere: “Dio esiste e vive a Bruxelles” di Jaco Van Dormael

 

immagine-nuovo-testamento-e1448487623803«Dio esiste e vive a Bruxelles. Appartamento tre camere con cucina e lavanderia, senza una porta di entrata e di uscita. Si è parlato molto di suo figlio, ma poco di sua figlia… sua figlia sono io». Chi parla è Ea (la promettente Pili Groyne), una bambina di dieci anni, che ha un padre veramente fuori della norma,  anzi, lui è il Padre per eccellenza: il Padre Eterno. Ma Dio (interpretato da Benoit Poelvoorde) non è come comunemente lo immaginiamo misericordioso e benevolo. Tutt’altro: è odioso e antipatico e passa le giornate davanti al computer, abbrutito in vestaglia e pantofole, a rendere miserabile l’esistenza degli uomini.  E’ collerico e violento anche con la figlia e la moglie (Yolande Moreau), ridotta all’obbedienza più assoluta, nonostante sia anche lei una Dea. Dopo l’ennesimo litigio con il Padre, Ea scende tra gli uomini per scrivere un nuovo Nuovo Testamento, che dia la possibilità alle persone di cercare la felicità. Ma, prima di andarsene, usa il computer di Dio,  inviando a ciascun essere umano un sms con la data della propria morte, creando scompiglio e incertezza tra gli abitanti della terra. Grazie ad un passaggio che dall’oblò della lavatrice la porterà direttamente tra la gente, Ea vagherà per Bruxelles alla ricerca dei sei nuovi apostoli, da aggiungere ai dodici già esistenti, per arrivare al numero di una squadra di baseball, sport preferito da sua madre e da suo fratello Gesù, che la bimba chiama JC. Il Padre la inseguirà in una rocambolesca caduta sulla terra, lasciando campo libero alla moglie che “rifiorirà” letteralmente, dando vita ad una sorta di religione della Grande Madre, dove tutto il mondo vive in armonia. dio-esiste-e-vive-a-bruxelles-deneuve-van-dormael
Candidato all’Oscar per il Belgio come miglior film straniero, “Dio esiste e vive a Bruxelles” di Jaco Van Dormael è diventato l’esordio dell’anno tra le uscite d’essai della stagione, grazie all’entusiasmo che il pubblico italiano gli ha dimostrato con un fortissimo passaparola.  Jaco Van Dormel fa di questa pellicola  un inno al matriarcato (il regista nella stesura della sceneggiatura, scritta con Thomas Gunzig, ha analizzato i testi apocrifi e il ruolo delle donne che in essi è rilevante), con situazioni surreali che si tingono di rosa, come la ricca  e annoiata Martine (un’ironica Catherine Deneuve) che, trascurata dal marito, si invaghisce di un gorilla rinchiuso in uno zoo, che la ricambia con passione. O ancora un aspirante serial killer, stanco di un finto matrimonio, s’innamora di una ragazza molto bella, alla quale manca un braccio. Un bambino, massacrato dalle ossessioni della madre,  vuole diventare femminuccia e va a scuola con un vestito rosso. Un frequentatore di nightclub, fissato con il sesso ma ancora vergine, troverà finalmente la donna giusta. Un impiegato lascia il suo lavoro per inseguire gli sciami degli uccelli migratori, trovando la sua vera personalità. Tutti, conoscendo il giorno e l’ora della propria morte, si sentono in dovere di fare qualcosa per loro stessi, inseguendo i sogni e le passioni, assecondando la propria natura autentica. Ea li recluterà per essere i nuovi apostoli e ognuna delle loro esperienze sarà scritta nel suo Nuovo Testamento. “Dio esiste e vive a Bruxelles” unisce  il grottesco ad immagini d’immensa poesia, scandite dalla musica di sottofondo, utilizzata per restituire l’interiorità dei personaggi.

 

Clara Martinelli

“Tutto può succedere”, la nuova serie family in onda questa sera su Rai 1 alle 21,00

tutto può succedere“Tutto può succedere”, diretta da Lucio Pellegrini, è la nuova serie family  in onda a partire da questa sera su Rai 1 in prime time. Prodotta da Rai-Fiction e Cattleya, è il primo remake di “Parenthood”, serie TV americana di grande successo, ideata da Jason Katims. Riadattarla per il pubblico italiano ha richiesto un notevole sforzo da parte degli sceneggiatori Filippo Gravino, Guido Iuculano e Michele Pellegrini, che hanno tenuto a mantenere un’impostazione formale della narrazione, più consona agli spettatori nostrani, senza eccedere in conflitti melodrammatici e vicende romanzesche, come succede nella serie da cui prende spunto.  Quindi via a dialoghi naturalistici, poca retorica dei sentimenti  e tanto calore umano, tutto cadenzato da un ritmo serrato. Di cosa si  parla in “Tutto può succedere”.  Ovviamente di una famiglia, una grande famiglia, i Ferraro. I genitori sessantenni Ettore e ed Emma, interpretati da Giorgio Colangeli e Licia Maglietta, vivono in una casa con giardino fuori Roma. Hanno quattro figli grandi, due maschi e due femmine.  Il maggiore è Alessandro (Pietro Sermonti), riveste il ruolo del “fratellone”, che cerca di aiutare gli altri e al quale tutti si rivolgono. Sposato con Cristina (Camilla Filippi), hanno due figli, l’adolescente irrequieta Federica e il piccolo Massimiliano, affetto dalla sindrome di Asperger. La secondogenita dei Ferraro è Sara (Maya Sansa) che, andata via di casa giovanissima, si trova costretta a tornarci perché abbandonata dal suo compagno Elia con Ambra e Denis, i figli adolescenti. Giulia (Ana Caterina Morariu) e Carlo (Alessandro Tiberi), infine, sono i “piccoli” della famiglia. Lei, brillante e benestante avvocato, è sposata con il collega Luca (Fabio Ghidoni),  disoccupato che si è adattato molto bene a fare il “mammo” alla loro bambina di tre anni. Carlo è il classico Peter Pan. A trentatré ha l’eterna fidanzata che lo mette in crisi quando gli dice di volere un figlio, vive in un barcone sul Tevere sopra al suo locale, il Major Tom, dove organizza concerti. Ma il destino lo aiuterà a cambiare vita con l’arrivo di Robel, un bambino nato cinque anni prima, da una relazione occasionale con Feven, una violinista di origini eritree. rai-uno-fiction-tutto-puo-succedere

Una famiglia e tre generazioni a confronto per un affresco contemporaneo dell’Italia di oggi. Tanti personaggi con sfumature diverse, molte storie che si intrecciano tra loro, unite da un centro solido e sicuro, quello del capofamiglia Ettore che, seppure ingombrante, è granitico e presente. Gli fa da spalla Emma, la moglie un po’ svampita, che comprende più di quel che sembra, regalando affetto ai suoi figli smarriti o delusi dagli imprevisti della vita. Gli attori, tutti bravissimi, rendono “vivi” sullo schermo i personaggi  che interpretano e la regia dà spazio alla spontaneità e alla verità della recitazione. “Tutto può succedere”  alterna momenti di commedia a momenti drammatici, mettendo in evidenza i meccanismi di connessione che lega tutti i componenti della famiglia che, come tutte quelle reali ha momenti felici e problemi quotidiani da affrontare.

Clara Martinelli



Le persone più belle…

Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio. Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore. Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate”.

Elisabeth Kübler-Ross

Buon Natale a tutti!

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Norman Percevel Rockwell (New York, 3 febbraio 1894 – Stockbridge, 8 novembre 1978)