Creatura complicata è l’uomo

Creatura complicata è l’uomo: sa tanto di tante cose, ma conosce davvero pochissimo se stesso.
Il problema di cosa sia l’uomo è sempre l’ultimo che ci poniamo.
L’uomo è anche ciò che né lui né gli altri sanno di lui; si è contenti di non conoscere se stessi, perché niente più di questo disturba il roseo bagliore delle illusioni.
L’incontro con se stessi è una delle esperienze più sgradevoli alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante.
L’uomo dovrebbe prima di tutto sforzarsi di conoscere sé stesso, per poi vivere in armonia con la propria verità.
Chi è in condizione di vedere la propria ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito’.

Carl Gustav Jung

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2 Risposte

  1. Accettare di pensarla come la propria ombra è un’esperienza che può destabilizzare, perchè mette nella scomoda posizione di ascolto.

    Tristia

    Io so la scienza dei commiati, appresa
    fra lamenti notturni e chiome sciolte.
    Stan ruminando i buoi, dura l’attesa:
    ultim’ora di veglia delle scolte
    cittadine; e mi piego al rito della notte
    dei galli, quando – in spalla il carico di strazio
    del viaggio – guardavano lontano umidi occhi,
    e pianto di donne al canto si univa delle muse.

    Chi, alla parola commiato, sa quale
    distacco giungerà per noi fra poco,
    che cosa presagisce lo strepito dei galli
    mentre la fiamma arde sull’acropoli,
    e perché all’alba di una vita nuova,
    mentre il bue rumina pigro nell’andito,
    il gallo, araldo della vita nuova,
    sulla cinta muraria sbatte le ali?

    E amo il filato, amo la tessitura:
    il fuso ronza, va su e giú la spola.
    Guarda: scalza, leggera come fosse peluria
    di cigno, Delia già incontro ti vola.
    O gramo ordito del vivere nostro,
    che povera è la lingua della gioia!
    Tutto fu in altri tempi, tutto sarà di nuovo;
    solo ci è dolce l’attimo del riconoscimento.

    Ma cosí sia: giace in un lindo piatto
    d’argilla una traslucida figura,
    come una pelle stesa di scoiattolo,
    e a scrutare la cera una ragazza è curva.
    Non sta a noi trarre auspici sul greco Erebo:
    la cera è per le donne ciò ch’è il bronzo per l’uomo.
    Noi sfidiamo la sorte dei guerrieri;
    destino è ch’esse traendo auspici muoiano.

    Osip Ėmil’evič Mandel’štam

    1918

    (Tentata da una rapida fruizione, mi è piaciuta la traduzione trovata in questo sito, che ringrazio: https://poesiainrete.wordpress.com/2015/11/19/tristia-osip-emilevic-mandelstam/ )

  2. “La coscienza interviene continuamente ad aiutare, correggere e negare, e in ogni caso non è capace di lasciare che il processo psichico si svolga indisturbato” (Jung)

    creando un vuoto mentale si consente alle immagini dell’inconscio di emergere (prima fase dell’immaginazione attiva);
    …talvolta le immagini sono tanto forti da assorbire l’energia dello sperimentatore e provocarne il sonno…
    un bel guaio…..
    è sempre una questione di coscienza e di energia sufficiente a mantenerla..

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