Da “Il mito della normalità. Intervista a Gabriele La Porta”, in vendita su Amazon.it

D. Secondo James Hiilman le nostre nevrosi e la nostra cultura sono inseparabili. Dopo le fumisterie verbali della politica, i gergalismi e il pentagonese, dopo lo scientismo sociologico ed economico, l’abuso mediatico della parola e tutte le altre violenze inflitte si son prosciugate le parole del loro sangue e chi lavora nel campo della psicologia ha smarrito la fede nella potenza della parola. Come “guarire” il nostro linguaggio? Basterà perorare il ritorno alla parola piena di senso e di materia, un po’ come accadeva ai testi alchemici? Confucio sosteneva che la terapia della cultura parte dalla rettificazione del linguaggio e Hillman sostiene che la psicologia alchemica offre spunti per questa possibilità di rettificazione. Che ne pensa?

R. Per me vale  molto di più James Hillman che l’opinione di innumerevoli cosiddetti esperti in camice paludato. Questo è il tempo del mutamento. Non capire la cateratta psichica è come rinunciare allo scandaglio mentale e costringersi ad una dolorosa prigionia”.

lanzaro

http://www.amazon.it/della-normalit%C3%A0-Intervista-Gabriele-Porta-ebook/dp/B017AT0N00/ref=sr_1_4?ie=UTF8&qid=1446484673&sr=8-4&keywords=lanzaro

Annunci

6 Risposte

  1. L’ho letto! Sto meditando sull’interazione tra la chimica dell’anima e l’interiorità di una pillola nelle malattie croniche. Come il diabete, per esempio. La giusta dose corrisponde alla giusta percezione del proprio corpo: si dimentica di averlo perchè funziona tutto bene. Vediamola così: il richiamo del proprio corpo non dovrebbe essere il campanello di allarme di una dipendenza, ma il segno che l’ora di prendere la pastiglia è stata introiettata (ne discutevo con mio padre!). Continuare a curarsi con il cibo, poi, perde il significato di lotta stressante e puntuale contro la morte.
    Grazie.

  2. Il corpo segue gli aspetti meccanicistici ed abitudinari a tal punto che seguendo la prescrizione di un medico, da quattro soldi, ad una certa ora reagirebbe alla stessa stregua tanto alla sicura dannosa chimica di una pillola come anche ad una sostituzione con uno zuccherino che viene somministrato con la convinzione che sia la pillola. Mille volte meglio sarebbero le cure Omeopatiche che usano le stesse sostanze organiche che produce il corpo.

  3. E’ proprio un mito l’Io omeopata di se stesso che, nel mentre usufruisce di ciò che produce il suo intelletto, è costretto a separarsene per doverlo testimoniare come una ridicolezza, una finzione… A chi (dei due) converrebbe combattere contro una finzione, quando ci se ne rendesse conto?

  4. Spesso, inconsapevolmente, come anche intuitivamente combattiamo ciò che non vogliamo che (ci) succeda, misconoscendo che il nostro vero regista interiore ha pianificato tutto di ogni cosa di quella nostra parte esistenziale che accettiamo o non accettiamo. Qualcuno l’ha definito destino, io la identifico come “dinamica programmazione”. Dinamica in quanto è sempre concesso all’attore di uscire fuori del copione per interagire attraverso il proprio osservatore / spettatore con il proprio indefinibile divino regista, con il proprio SE’ superiore, che è il vero artefice di ogni trama.

  5. … Sì, già me lo vedo, il topo, che scende dalla ruota e in un impeto di coscienza guarda dritto negli occhi lo scienziato per dirgli:
    – Mò devi venire qui, e non dopo, ‘che ti devi impersonalizzare; salta giù, che ti tocca girare con me sulla ruota e magari impazzirvi sopra al posto mio. Così finalmente ci capirai qualcosa ma soprattutto “percepirai” quello che ti manca per essere veramente superiore! –
    Sì, sì così… qualche ritocchino ai toni e la penetrazione del fenomeno è perfetta!

    (Liberamente ispirata da Federico Sollazzo)

  6. Quello che ci “manca” è una caratteristica predominante non del solo ingenuo sincero topo di turno, ma di tutta questa nostra dormiente addomesticata (intellettualizzata o meno) martoriata schiavizzata (da parte degli arcontici massonoci satanisti religiosi) “umanità”.

    (liberamente ispirata da Raffaele Zaccà)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...