Cinema: Gabriele Muccino commuove con “Padri e figlie”

padri-e-figlie-gabriele-muccino“Padri e figlie”, uscito nelle sale italiane il 1 ottobre, è il quarto film americano di Gabriele Muccino. Dopo “La ricerca della felicità”, “Sette anime” e “Quel che so dell’amore”, il regista italiano, che da anni ormai vive negli Stati Uniti, con questo lungometraggio torna a parlare di emozioni e di rapporti umani come solo lui sa fare. La storia si svolge su due piani narrativi. Il primo è ambientato negli anni ’80, quando la ragazza protagonista Katie Davis (Kylie Rogers) ha otto anni e vive con il papà famoso scrittore Jake Davis (Russell Crowe),  che dopo la morte della moglie in un incidente automobilistico, da lui stesso involontariamente causato,  è caduto in rovina. Dopo la tragedia,  si trova a dover  combattere contro  un serio disturbo mentale. Costretto a curarsi in una clinica per qualche mese, Jake affida la figlia alla sorella della moglie, sposata con un avvocato benestante. Quando va a riprenderla, gli dicono di voler adottare Katie, motivando la loro richiesta per le sue condizioni economiche e di salute poco stabili. Lui ovviamente rifiuta e porta via la figlia. Il loro quotidiano diventa una lotta continua per andare avanti, fatto però anche di bei momenti che la bambina ricorderà sempre con grande affetto, compreso l’ultimo libro scritto dal padre intitolato “Padri e figlie”, che parla proprio della loro vita insieme. Il secondo piano narrativo è ambientato negli anni attuali. Katie (Amanda Seyfried) è una bellissima ragazza che vive a Manhattan, studia psicologia per aiutare i bambini che hanno subito traumi psicologici. Non ha legami fissi e va a letto con chiunque le possa piacere o che le dà la sensazione di averlo sedotto. Lo fa per riempire il vuoto affettivo lasciato dal padre e per non lasciarsi andare a rapporti sentimentali per la paura dell’abbandono. Fino a che non incontrerà un ragazzo che vuole fare sul serio e la costringerà ad affrontare i suoi demoni. Padri-e-figlie-1La classica paura d’amare fa fuggire Katie, ma è la forza dell’amore a farla tornare sui suoi passi. “Padri e figlie” racconta  della faticosa “ricerca della felicità” e Muccino ne fa un esempio con la corsa finale della ragazza che, lasciata dal suo fidanzato, percorre diversi chilometri per raggiungerlo e dirgli finalmente, con vera convinzione: “Ti amo”.  Perché nella vita non bisogna mollare mai, qualunque cosa succeda. Lo dimostra Jake a Katie quando, oppresso da mille problemi, si arma di forza e tenacia per poter tenere la bimba con sé. Scrive un libro che non va bene, non vende e la critica lo massacra. Chiede un prestito e a va avanti. Ne scrive un altro ed è un capolavoro. Solo il destino che non dipende da lui, riesce a fermarlo. “Padri e figlie” nasce da una sceneggiatura di Brad Desch che, notata da alcuni produttori, cercava un regista che la trasformasse in un film. A Muccino è piaciuta subito: “Era una delle migliori che avessi mai letto. E’ commovente, coinvolgente, c’è la vita vera”. Il regista che usa “riscrivere” le storie che si accinge a girare, ha aggiunto anche qui qualcosa di suo, come la visita al museo naturale di Jake e Katie il giorno del compleanno della bambina, una delle scene più toccanti del film. Un cast stellare e la regia di Muccino rendono “Padri e figlie” un vero melodramma d’autore.

Clara Martinelli

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