Cinema: “Much Loved” di Nabil Ayouch, film scandalo vietato dalle autorità marocchine

much loved

Già applaudito al Festival di Cannes e al Toronto International Film,  “Much Loved”, scritto e diretto dal regista franco-marocchino Nabil Ayouch, è assolutamente da non perdere. Il titolo, che tradotto significa “Troppo amate”, è ovviamente ironico perché narra le storie di quattro prostitute di Marrakesh che amate non lo sono affatto. Durante la notte, Randa, Noha, Soukaina e Hlima, insieme ad altre colleghe, offrono il loro corpo a chiunque ne faccia richiesta per mantenere se stesse e le proprie famiglie d’origine.  Preferiscono vendersi, per convenienza, soprattutto ai ricchi arabi che le trattano però come oggetti, forse anche peggio degli altri clienti, umiliandole. Le quattro amiche si fanno coraggio per superare insieme le difficoltà, un aiuto reciproco che rivela una grande forza d’animo e che fa emergere l’allegria e la spensieratezza in un mondo spietato. Un universo che Nabil Ayouch descrive senza mezzi termini, con un linguaggio crudo e immagini realistiche: feste orgiastiche, giri nei locali notturni, incontri “obbligati” con la polizia corrotta sono un vero pugno nello stomaco. In realtà è vero che queste donne vivono nel disprezzo generale (anche da parte delle famiglie stesse che aiutano a non vivere nella miseria), ma godono di una libertà che le altre nel loro paese non hanno.  “Per girare il film ho intervistato più di duecento donne marocchine che lavorano nel mercato del sesso e ho scoperto che sono donne indipendenti e combattive”, ha spiegato il regista che ha sfidato la censura per realizzare  “Much loved”. Ritenuto offensivo per i valori morali del paese, il film non uscirà nelle sale  del Marocco perché le autorità lo hanno censurato senza neanche vederlo. Il regista e le attrici sono costretti a vivere sotto scorta, perché hanno ricevuto minacce di morte. La comunità cinematografica internazionale ha lanciato un appello di solidarietà nei loro confronti.  In Italia, il film è distribuito da Cinema, la nuova etichetta di Valerio De Paolis dedicata al cinema d’autore, che ha già portato nelle sale italiane Taxi Teheran di Jafar Panahi.

 

“Non amo…”

Non amo il nuovo tipo di civiltà borghese, in cui mi tocca vivere, non amo l’applicazione della scienza, questo serrato, inesorabile, ciclo di produzione e consumo, non amo l’uomo trasformato in consumatore”.

Pier Paolo Pasolini

Qui vive il serpente

Qui vive il serpente, l’incorporeo.
D’aria è la testa. Sotto la punta a notte
Occhi s’aprono e ci fissano in ogni cielo.

O è un altro dimenio da dentro l’uovo,
Un’altra immagine in fondo alla caverna,
un altro incorporeo dopo che il corpo s’è spogliato?

Qui vive il serpente. Questo il nido,
I campi, le colline, le distanze sfumate,
E i pini sopra e lungo e accanto al mare.

Questa è la forma che s’ingozza avida d’informe,
Pelle che lampeggia su bramate sparizioni
E il corpo del serpente che lampeggia senza pelle.

Questa è l’altezza che monta e la sua base,
Queste luci alla fine forse giungeranno a un polo,
Nel bel mezzo della notte, per trovare lì il serpente,

In un altro nido, il signore del labirinto
Di corpo e d’aria e forme e immagini,
implacabile nel possesso della felicità.

Questo è il suo veleno: che anche a questo
Non credessimo. Le sue meditazioni tra le felci,
quando si muoveva appena per assicurarsi del sole,

Ci fecero di lui non più sicuri. Vedevamo nella testa,
Perla nera contro la roccia, l’animale screziato,
L’erba mossa, l’indiano nella prateria.

Wallace Stevens (Aurore d’autunno, Adelphi)

La musica di Nicola Gelo in “Un’altra domenica”, opera del filmaker Ricky Farina

Da un’improvvisazione ispirata a “Quando” di Pino Daniele…

Inviato da Nicola Gelo: “L’antica terra mediterranea…”

L’antica terra mediterranea aveva prodotto ancora una volta un modello perfetto di sapienza e di umanità. E per comprendere pienamente perché Gentile fu così e perché fu siciliano e quale fu l’essenza del suo fascino di uomo e di pensatore, occorre aver conosciuto a fondo l’Italia meridionale: cioè quella vastissima terra – più che metà dell’Italia – di cui è facile uso dir male, perché essa in realtà appartiene a un altro mondo, che è solenne e melanconico come i millenni con cui se ne misura la storia, mentre quella di altri si misura a secoli soltanto: il mondo che, compreso a dovere e visto senza paraocchi, rispecchia ancora l’enormità del mito antico, il suo senso del fato, dell’amore e dell’esistenza cosmica”.
 
Donato Jaja, Sentire e pensare, Napoli 1886, p.50; citato in Giovanni gentile filosofo dell’amore pensante, di Giancarlo Roggero

Oggi a Siena: “LA DANZA DELLE STELLE E DEI PIANETI”

manifesto

Carissimi amici,

oggi, 24 ottobre sarò, come sempre con Egidio Senatore, nella mia amatissima e ghibellina Siena per un convegno straordinario nel quale tratterò dell’influenza dell’Ermetismo nella cultura rinascimentale.

Un grande abbraccio!

In pena

In pena per un cielo infranto
per la pioggia che ci bagnerà
vado pensando alla gioia grande
che se vorremo ci prenderà.

Tra dovere ed inquietudine
esita quasta vita rude.
(È una molto grande pena
confessarlo, ora)

Qui ogni cosa odora d’erba.
Su tutto il cielo, in cielo, il volo delle rondini
ci distrae, ci fa pensare…
Io penso una speranza quieta.

Paul Eluard

 

LE 7 LEGGI UNIVERSALI – parte prima

La nostra esistenza e di conseguenza la nostra realtà, viene regolata da 7 Leggi Universali, dette anche Principi in quanto immutabili e che intrecciandosi tra loro agiscono congiuntamente. Di queste, la più conosciuta e approfondita è la Legge di Creazione, meglio conosciuta come Legge di Attrazione, ma questa è solo una delle 7 Leggi che governano le nostre esistenze e la nostra realtà. Esse sono vere da tempo immemorabile e sempre lo saranno in quanto non cambieranno mai. Non esistendo la Legge di Casualità, è giusto affermare che non esiste il caso e che nulla di ciò che ci apprestiamo a sperimentare nella nostra vita, sia solo una coincidenza. Non a caso gli iniziati conoscono il Real Segreto per cui  “L’Umanità è il Gran Tesoriere di Dio”. Approfondire queste Leggi ci aiuta senz’alro a comprendere meglio il nostro ruolo nell’esistenza ed a comprendere anche che l’essere umano non è quello che ci hanno fatto credere, ossia una povera creatura in balia delle circostanze della vita.

L’ESSERE UMANO E’ MOLTO DI PIU’. 

Nell’uomo Dio Padre ha celato il segreto della vita, nell’uomo Dio Figlio ha nascosto i tesori della saggezza e dell’amore, nell’uomo Dio Spirito Santo ha istillato il mistero della manifestazione.
All’Uomo che percorre tutto un percorso tracciato, si rivelerà nella sua interezza la Natura della Divinità e della vita eterna.

Riporto di seguito in questa prima parte, un’introduzione a queste Leggi, condividendo con voi quanto si trova anche in giro nel web al riguardo, sottolineando quello che secondo me era opportuno riunire insieme affinchè si potesse avere un quadro generale atto a spiegare in modo semplice e alla portata di tutti, questi 7 Principi Universali.

Ognuna di queste Leggi ha un pianeta che le determina:

1. Legge di Creazione. Pianeta Saturno: “Tutto ciò che esiste, non è altro che un’idea generata da una Mente”.
2. Legge di Corrispondenza o Analogia. Pianeta Giove: “Come in alto così in basso. Come in basso così in alto”.
3. Legge di Causa ed Effetto (o legge del Karma). Pianeta Marte: “Come uno semina, così raccoglierà”.
4. Legge del Ritmo o Armonia. Pianeta Sole: “Tutto si muove come un pendolo: la misura del suo movimento verso destra è la stessa del suo movimento verso sinistra; il Ritmo è la compensazione tra le due oscillazioni”.
5. Legge di Polarità (o d’Attrazione/Repulsione). Pianeta Venere: “Gli opposti si attraggono e i simili si respingono”.
6. Legge di Vibrazione. Pianeta Mercurio: “Tutto è in movimento, tutto è in vibrazione”.
7. Legge di Generazione. Pianeta Luna: “Tutto ha una polarità maschile e una femminile”; generare significa “dar vita a un individuo della stessa specie”

Quanto sopra ha naturalmente attinenze con la Scienza dei Raggi, i 7 Logos Planetari. I 7 Raggi sono l’espressione della settuplice natura divina e non esiste nulla nel Creato che non sia plasmato da uno o più di questi Raggi. Ogni Raggio è correlato ad uno dei 7 Pianeti della tradizione astrologica, ad uno dei 7 Chakra maggiori , ad una delle 7 note della Scala Cromatica, e così via… ogni cosa può essere riportata a questi sette archetipi fondamentali .

I 7 RAGGI

Ecco di seguito un’approfondimento sui 7 Raggi che concluderà la prima parte di questo articolo che è da introduzione alla seconda parte che riporterà nello specifico le 7 Leggi Universali.

1° Raggio – VOLONTA’ E POTERE (Ariete Leone Capricorno – Vulcano e Plutone) Maestro: Manu
Nota: DO – Senso: Tatto – Piano: Atmico – Chakra: Sahasrara – Colore (Exoterico/ Esoterico): Arancio/ Rosso

Rappresenta la volontà e il potere dell’Anima. Corrisponde all’energia del pioniere che dà inizio a nuove attività evolutive. La sua forza è immensa ed è in grado di distruggere tutto ciò che deve essere trasformato e trasmutato (distrugge le forme cristallizzate). Le persone che appartengono a questo Raggio si presentano come dei capi naturali, sono dei combattenti, ambiziosi, generalmente amati o odiati. Esempi: Giovanna d’Arco – Gurdjieff – H. P. Blavatsky

2° Raggio – AMORE – SAGGEZZA (Gemelli Pesci Vergine Leone – Giove e Sole) Maestro: Cristo
Nota: SOL – Senso: Intuito – Piano: Logoico – Chakra: Anahata – Colore: Indaco/ Blu

E’ il Raggio del nostro Sistema Solare, si basa sull’amore e sul desiderio verso la conoscenza pura e la verità assoluta. Le persone appartenenti al 2° Raggio possono essere molto caritatevoli ed orientate al servizio, ma devono imparare a distinguere tra il Vero amore e l’attaccamento possessivo. E’ anche il Raggio di chi insegna, della guida, del guaritore, e degli operatori sociali e umanitari.

3° Raggio – INTELLIGENZA ATTIVA (Bilancia Cancro Capricorno – Saturno e Terra) Maestro: Mahachoan
Nota: FA – Senso: Vista – Piano: Mentale – Chakra: Visuddha – Colore: Nero/ Verde

E’ il Raggio del pensatore astratto, del filosofo e del metafisico; l’influenza di questo raggio arriva a generare effetti fino al piano della materia grazie all’ingegno mentale ma non ad un’attitudine manuale. Appartengono a questo Raggio industriali, finanzieri, architetti, costruttori, organizzatori, ecc… che ricoprono incarichi importanti mostrando sicurezza ma che privatamente si sentono inadeguati ed hanno atteggiamenti infantili. I sette piani dell’esistenza secondo la visione teosofica

4° Raggio – ARTE ED ARMONIA ATTRAVERSO IL CONFLITTO (Toro Scorpione Sagittario – Mercurio e Luna) Maestro: Serapide
Nota: MI – Senso: Odorato – Piano: Buddhico – Chakra: Muladhara – Colore: Paglierino/ Giallo

Questo Raggio stimola la ricerca della bellezza e dell’armonia mediante il conflitto, in quanto ciascun livello di armonia e bellezza ottenibile è sempre relativo, e si richiede la conquista di un livello superiore passando attraverso la perdita e la sofferenza; viene sperimentata la dualità e la sua integrazione in una sinergia di ordine superiore. Questo raggio governa gli artisti e dona un particolare amore per il colore.

5° Raggio – CONOSCENZA CONCRETA E SCIENZA (Acquario Leone Sagittario Capricorno – Venere) Maestro: Hilarion
Nota: RE – Senso: Intelletto – Piano: Manasico – Chakra: Ajna – Colore: Giallo/ Indaco

Questo Raggio si esprime attraverso l’intelletto nella ricerca e nella scienza, donando precisione nei dettagli e una mente lucida; è il Raggio del grande chimico, del provetto elettricista, del valente chirurgo e del bravo ingegnere. La conoscenza di questo Raggio si ottiene mediante un’esplorazione diretta, concreta, pratica e logica.

6° Raggio – DEVOZIONE E IDEALISMO (Vergine Pesci Sagittario – Nettuno e Marte) Maestro: Gesù
Nota: SI – Senso: Gusto – Piano: Astrale – Chakra: Manipura – Colore: Rosso/ Rosa argentato

Questo Raggio ha rappresentato la guida della passata età dei Pesci, governando le religioni che richiedevano solo la Fede. Ha contribuito alla formazione di scuole mistiche e correnti filosofiche, ma talvolta si è sconfinato troppo nell’idealismo. Con l’avvento del settimo Raggio l’astrazione filosofica si concretizzerà in azioni precise per la realizzazione del Piano Divino per la Terra.

7° Raggio – ORDINE CERIMONIALE E RITUALE (Cancro Ariete Capricorno Acquario – Urano) Maestro: Rakoczi (anticamente)
Nota: LA – Senso: Udito – Piano: Eterico-fisico – Chakra: Svadhisthana – Colore: Bianco/ Viola

Questo Raggio realizza la sintesi di Spirito (1° Raggio) e materia (3° e 5° Raggio), organizza e struttura le forme fisico-eteriche che sono necessarie a sostenere e materializzare il volere della Divinità. Le qualità di questo raggio sono: la capacità di creare, di cooperare, di rivelare la Bellezza di Dio spiritualizzando le forme. E’ il Raggio connesso al senso interno dei Rituali svolti in ambito iniziatico.

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Rita Zeppa, iscritta nel registro Nazionale degli Operatori Olistici di ASPIN (Associazione dei Professionisti Italiani della Naturopatia e delle Discipline Olistiche), ai sensi della legge 4/2013, codice RM-0088-OP-P, livello “Professionista”. Counselor (Operatore professionale nelle Relazioni di Aiuto Psicologico ad orientamento Ipnologico Costruttivista) con livello “Professionista”, codice RM-0076-CO-P. Programmatrice Neuro Linguista, ha frequentato il corso di Counseling Professionale in Ipnosi Costruttivista e PNL dell’AERF di Roma presso il Centro di Ricerca Erba Sacra. Dirigente Consigliere di A.S.D. Magic Training, opera come Sport Coaching e Life Coaching. Reiki Master,Teacher Training of Shaktypat  and III° Livello Trisaktipat  of Trisakti – Yoga.

http://www.ritazeppa.it

Cinema: Gabriele Muccino commuove con “Padri e figlie”

padri-e-figlie-gabriele-muccino“Padri e figlie”, uscito nelle sale italiane il 1 ottobre, è il quarto film americano di Gabriele Muccino. Dopo “La ricerca della felicità”, “Sette anime” e “Quel che so dell’amore”, il regista italiano, che da anni ormai vive negli Stati Uniti, con questo lungometraggio torna a parlare di emozioni e di rapporti umani come solo lui sa fare. La storia si svolge su due piani narrativi. Il primo è ambientato negli anni ’80, quando la ragazza protagonista Katie Davis (Kylie Rogers) ha otto anni e vive con il papà famoso scrittore Jake Davis (Russell Crowe),  che dopo la morte della moglie in un incidente automobilistico, da lui stesso involontariamente causato,  è caduto in rovina. Dopo la tragedia,  si trova a dover  combattere contro  un serio disturbo mentale. Costretto a curarsi in una clinica per qualche mese, Jake affida la figlia alla sorella della moglie, sposata con un avvocato benestante. Quando va a riprenderla, gli dicono di voler adottare Katie, motivando la loro richiesta per le sue condizioni economiche e di salute poco stabili. Lui ovviamente rifiuta e porta via la figlia. Il loro quotidiano diventa una lotta continua per andare avanti, fatto però anche di bei momenti che la bambina ricorderà sempre con grande affetto, compreso l’ultimo libro scritto dal padre intitolato “Padri e figlie”, che parla proprio della loro vita insieme. Il secondo piano narrativo è ambientato negli anni attuali. Katie (Amanda Seyfried) è una bellissima ragazza che vive a Manhattan, studia psicologia per aiutare i bambini che hanno subito traumi psicologici. Non ha legami fissi e va a letto con chiunque le possa piacere o che le dà la sensazione di averlo sedotto. Lo fa per riempire il vuoto affettivo lasciato dal padre e per non lasciarsi andare a rapporti sentimentali per la paura dell’abbandono. Fino a che non incontrerà un ragazzo che vuole fare sul serio e la costringerà ad affrontare i suoi demoni. Padri-e-figlie-1La classica paura d’amare fa fuggire Katie, ma è la forza dell’amore a farla tornare sui suoi passi. “Padri e figlie” racconta  della faticosa “ricerca della felicità” e Muccino ne fa un esempio con la corsa finale della ragazza che, lasciata dal suo fidanzato, percorre diversi chilometri per raggiungerlo e dirgli finalmente, con vera convinzione: “Ti amo”.  Perché nella vita non bisogna mollare mai, qualunque cosa succeda. Lo dimostra Jake a Katie quando, oppresso da mille problemi, si arma di forza e tenacia per poter tenere la bimba con sé. Scrive un libro che non va bene, non vende e la critica lo massacra. Chiede un prestito e a va avanti. Ne scrive un altro ed è un capolavoro. Solo il destino che non dipende da lui, riesce a fermarlo. “Padri e figlie” nasce da una sceneggiatura di Brad Desch che, notata da alcuni produttori, cercava un regista che la trasformasse in un film. A Muccino è piaciuta subito: “Era una delle migliori che avessi mai letto. E’ commovente, coinvolgente, c’è la vita vera”. Il regista che usa “riscrivere” le storie che si accinge a girare, ha aggiunto anche qui qualcosa di suo, come la visita al museo naturale di Jake e Katie il giorno del compleanno della bambina, una delle scene più toccanti del film. Un cast stellare e la regia di Muccino rendono “Padri e figlie” un vero melodramma d’autore.

Clara Martinelli

Croce e delizia

Mi ridestava la voce
del giovane operaio che cantava
dentro la stanza vuota.
O mia vita felice cui confido
ogni mia dolce pazzia solitaria.
E’ bello lavorare
nel buio di una stanza
con la testa in vacanza
lungo un azzurro mare.
Forse la giovinezza è solo questo
perenne amare i sensi e non pentirsi.
I tuoi calmi spettacoli. La vita.
L’amore che li lega. Sole sul colle.
E più tardi la luna. Aiuto, aiuto!
E’ nel dolce scompiglio del tuo viso
l’amore della folla. Quanti amici
per un amico qui confuso e solo.
Ma che grazia di sole e d’acque sporche
ci separò d’un tratto la mattina.
Amore, amore
lieto disonore.
Appena entrato, il vino
gentile della pioggia, in acqua sporca
si muta
Solo un fanciullo ascolta la mia voce.
E di me parla il mondo: arido bene

Sandro Penna

Prossima uscita in ebook: “Il mito della normalità”, Massimo Lanzaro intervista Gabriele La Porta

lanzaro

Questo intenso dialogo tra uno psichiatra, psicoterapeuta ed un filosofo si sofferma su vari punti cruciali e attualissimi nella storia dell’anima e delle sue cure: il nuovo DSM-V, le polemiche sullo stigma, sulla crisi delle psicoterapie e sulle cure psicofarmacologiche. “Gli Dei sono diventati malattie” scrisse una volta C.G. Jung, concetto poi ribadito da James Hillman (anche nel suo celebre “Cent’anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio”). Elaborando queste idee nell’ebook si discute, tra l’altro, la questione più immediata per ogni disciplina della mente: Che cos’è la normalità psichica? A partire da quale soglia entriamo oggi nel regno incontrollabile della cosiddetta “non normalità”? E dove sono finiti gli Dei rimossi?

Riconoscimento dell’alterità dell’altro

“Nella struttura della famiglia circola spesso un improprio aggettivo possessivo che fa dire all’uomo “mia moglie”, alla donna “mio marito”, a entrambi i genitori “mio figlio” o “mia figlia”, quando nella relazione tra individui che hanno deciso di condurre una vita insieme, e insieme di generare, di “mio” non dovrebbe esserci proprio nulla. Infatti l’unica condizione perché nel nucleo familiare possa circolare l’amore è il riconoscimento dell’alterità dell’altro, e non la sua percezione limitatamente a come io vorrei che fosse, con conseguente negazione della sua individualità, e sua riduzione a semplice soddisfazione dei miei desideri o delle mie aspettative. Questo principio vale innanzitutto per tutte le persone che un giorno hanno deciso di condividere la loro esistenza, perché ciascuno dei due aveva incontrato un “altro” che l’aveva affascinato per la semplice ragione che esprimeva ciò che mancava alla propria personalità. E solo rispettando questa alterità l’altro può continuare a incuriosirmi e affascinarmi, mentre se dell’altro vedo solo ciò che risponde alle mie esigenze  ripiombo nella solitudine della mia individualità.
La noia che connota molte relazioni di coppia è dovuta proprio a questa soppressione dell’alterità dell’altro, alla sua riduzione a qualcosa di “mio”, che più non mi consente di incuriosirmi dei pensieri, dei sentimenti, delle sensazioni, dei vissuti che non coincidono con i miei. La conseguenza è la svalutazione, la disattenzione, il disinteresse per tutto ciò che l’altro esprime di diverso di quel che penso e sento io, e il progressivo irrigidimento nelle proprie convinzioni che servono solo a erigere dei muri d’incomprensione.
[…]
Questa mancanza di rispetto dell’alterità dell’altro spesso si esercita anche nei confronti dei figli, a causa di un fraintendimento radicale del concetto di educazione, che non significa condurre i figli ad assecondare le nostre aspettative, ma accompagnarli nella scoperta della loro natura che, per il fatto che sono nati da noi, non significa che coincida con la nostra […]”.

Umberto Galimberti, D la Repubblica

Riva del Garda: “DELL’AMORE E DI ALTRE MERAVIGLIE”

Locandina Riva del Garda

IMPORTANTE: A CAUSA DI IMPREVISTI E PROBLEMI LOGISTICI E TECNICI L’EVENTO È SPOSTATO A DATA E LUOGO DA DESTINARSI

L’Amore protagonista della terza edizione del festival di Arte di Essere.
Una tre giorni sull’Amore, sulle sue molteplici sfaccettature, sfumature, suggestioni; sulle sue voci, le sue melodie, i suoi silenzi… Tra i gli antichi miti e la Natura, tra il Mistero che incarna, e le molteplici energie che diffonde. Un’onda stimolante, che invita i partecipanti a fluttuare oltre ai propri spazi abituali, oltre al proprio “Aldilà personale”. 
Oltre.
Uno Spazio di condivisione e trasformazione, fatto di parole, emozioni, gioco, musica, teatro, seminari.
La suggestiva cornice dell’Astoria Park Hotel farà da culla a questa intensa esperienza interamente dedicata a quella prorompente forza che tutto abbraccia e tutto muove. Quella forza da cui tutto parte e a cui tutto ritorna.

In questo contesto sarò, con Egidio Senatore, il 17 ottobre per tenere, alle ore 16:20, l’appuntamento “AMOR OMNIA…”. Lascio a voi completare questo inno!

Chakra – Meditazione – Mantra e Il Potere della Mente Positiva

Di Rita Zeppa

Da ormai 14 anni, approfondisco il “Potere della Mente” e come quseta influenzi la qualità della nostra vita. Ho letto e studiato molti libri al riguardo, cercando secondo le mie possibilità di applicare nella mia vita molti degli assunti che ho trovato, i quali mi hanno guidata verso un personale cambiamento al fine di migliorare la mia esperienza di vita. So per esperienza personale che applicare e/o usare alcuni strumenti come la medtazione, i mantra e sopratutto programmare una mente verso il pensiero positivo non è facile, ma ad oggi so che non è impossibile. Ci vuole determinazione, motivazione, forza di volontà e tempo a disposizione per studiare, comprendere ed applicare tutta una serie di procedure che aiutano a cambiare la nostra mappa della realtà in modo più positivo. Quello che propongo con questo articolo, oltre che  un resoconto di quello che ho appreso in questi anni mettendo insieme concetti estrapolati da diversi libri ed autori, cancellando quel confine che un tempo separava ciò in cui io credevo da ciò che da loro ho imparato è un riassunto di alcuni concetti fondamentali legati a questi argomenti. 

La nostra mente è lo strumento che abbiamo a disposizione per vivere ciò che siamo e questo avviene grazie a tre funzioni principali che la mente opera: pensare – sentire – volere.
L’equilibrio psicosomatico di ciascun individuo è il requisito fondamentale per vivere una vita soddisfacente dove l’armonia tra pensieri, emozioni e sentimenti regola il benessere dell’individuo come unità di parti diverse tra di loro ma ognuna dipendente dall’altra.
Antiche tradizioni come la scienza dello yoga,  relegano ai pensieri il ruolo del lato maschile della mente, le emozioni a quello femminile e il volere come azione è la manifestazione tangibile nella realtà delle attività mentali.
E’ fondamentale costruire all’interno di ciascuno di noi un dialogo interiore scegliendo pensiero dopo pensiero ciò su cui intendiamo focalizzarci riguardo sia a noi stessi che sul mondo esterno a noi. Solo in questo modo si potrà avere un dominio sulla propria mente inteso come collaborazione consapevole tra pensieri emozioni ed azioni. Il pensiero positivo è uno strumento potente di riprogrammazione mentale se usato in maniera consapevole e in modo corretto, che aiuta l’accrescimento dell’autostima e a risvegliare ed ottimizzare il nostro enorme potenziale umano. Per fare in modo che ogni nostra azione sia energeticamente carica, sostenuta e quindi conclusa con successo, bisogna che i pensieri e le emozioni siano ben allineati.


L’emisfero sinistro maschile, è la parte del cervello che vive razionalmente nel tempo lineare ed elabora il pensiero analitico, scientifico ed è relegato all’uso del linguaggio.
L’emisfero destro femminile, vive nelle emozioni, nel non tempo lineare esercitando la creatività attraverso i simbolismi e il pensiero analogico. E’ da dove nasce la ricerca spirituale e la vena artistica di ciascuno di noi.
Essendo il cervello non una unità ma bensì un’unione di due emisferi separati con funzioni e caratteristiche diverse ecco che solo attraverso l’armonia di queste due parti si può arrivare ad avere un equilibrio psicosomatico. Quando vogliamo ottenere qualcosa da noi stessi e dalla vita esterna a noi è importante che questi due emisferi uniscano le loro caratteristiche per far sì che l’azione che si intraprenderà sia efficace. Quindi l’azione viene condizionata dai pensieri e dalle emozioni ad essa riferiti sia consapevolmente che a livello inconscio.
Al fine di ottenere il meglio da questo allineamento è necessario intraprendere un percorso che disciplini la mente per renderla nostra amica e non nostra nemica. Le meditazioni e le pratiche spirituali senza dubbio aiutano a sviluppare un’ armonia essenziale tra l’emisfero sinistro e l’emisfero destro in quanto tranquillizzano la mente aiutandola ad uscire dai condizionamenti liberandola da tutte le abitudini: quando comprendiamo la mente e i suoi delicati meccanismi riusciamo ad uscire fuori e a modificarla consapevolmente.


Il potere del pensiero è conosciuto sin dai tempi e dalle popolazione più antiche e ci viene tramandato fino ai nostri giorni, regalandoci preziosi insegnamenti a cui purtroppo troppo poco ci appoggiamo per far si che ogni nostro pensiero, che è come un seme, alla fine dia il frutto migliore.
Siamo noi a creare il nostro personale angolo di inferno o paradiso mentre siamo in questa esperienza fisica e lo facciamo seminando i nostri pensieri e dimenticandoci di essere noi i seminatori.
Questo accade perché il nostro Vero Io si smarrisce e si perde identificandosi solo con il piccolo io o ego che è l’insieme di corpo e mente ed ha un’identità materiale con un nome specifico e una connotazione genetica. Il Vero Io è la nostra parte eterna, la nostra anima che è prima di ogni nascita e continua ad essere dopo ogni morte.
Quando il Vero Io si perde, solo il costante ampliamento della propria consapevolezza rispetto alla coscienza che si ha di se stessi può far si che l’essere ritrovi se stesso al fine di comprendere, quando si guarda, l’IO SONO che è la parte di noi più vera, il Vero SE’.
Il pensiero positivo, la preghiera, la meditazione, la ripetizione di mantra, la suggestione, l’effetto placebo e quant’altro, sono i mattoni che formano il sentiero per ritrovare se stessi.
Di vita in vita la nostra anima fa esperienze umane come in un fantastico viaggio a cui non si può dare un inizio ne una fine e dove l’unico scopo è sperimentare la vita ad un livello sempre più elevato di coscienza fino al punto di ritrovare noi stessi durante una vita terrena incarnando non più il piccolo io, ma essendo il nostro Vero Sé. Ecco che allora si vive in uno stato sempre maggiore di pace, serenità, armonia, grazia perché non proiettiamo più l’idea di eternità sulle cose transitorie dell’esistenza umana singola come il nostro corpo o le nostre relazioni, ma cominceremo a trasferire il concetto di eternità dal livello subconscio a livello conscio.
Tutto ciò, compreso il concetto che abbiamo legato alla morte, che è la causa di infelicità durante una vita terrena, cambia di significato. Sapere che esistevamo, che esistiamo e che continueremo ad esistere ci rasserena togliendoci l’ansia che è la principale causa di malattie e disarmonie.


La visione olistica della vita dell’essere umano nel corpo come un tutto uno, così come un uno con la realtà che lo circonda rende possibile comprendere come l’Universo sia sempre pronto a soddisfare qualunque sua richiesta.
Noi siamo ciò che crediamo di essere e ciò che crediamo di essere è solo il frutto della nostra coscienza.
E’ per questo che si può affermare che “la buona salute è reale e possibile e che è un nostro diritto naturale”.
Le affermazioni positive creano nella nostra mente percorsi alternativi a livello della nostra parte conscia e inconscia. Quando riusciamo creare nuovi percorsi, nuove reti neuronali si forma una nuova convinzione. Questa entra a far parte della nostra coscienza e noi ne facciamo esperienza.
Cambiare il nostro atteggiamento mentale significa comprendere il potere delle parole e come queste ci influenzano. I pensieri sono energia e l’energia segue i suoi pensieri al di fuori della mente. Imparare ad avere pensieri positivi equivale non solo a migliorare se stessi auto-influenzandosi, ma si aiuterà anche chi entra in contatto con noi influenzando in questo modo la coscienza di massa.
Il potere terapeutico dei Mantra è racchiuso nelle sue parole che divengono come benedizioni positive. Le parole che formano i pensieri creano delle vibrazioni quando vengono formulate con intenzione e grazia. Quindi lo scopo del Mantra è quello di raggiungere e mantenere l’equilibrio psicosomatico tra i nostri due emisferi.
La pace mentale è il frutto della conoscenza di “chi siamo”. Quando arriviamo a comprendere che non c’è un io, un tu, un dentro ed un fuori, un prima o un dopo ma che tutto E’ e che tutto sempre E’ Stato e sempre Sarà, allora si ama veramente la nostra parte Divina e la riconosciamo in ogni dove. Mantenere questa visione ogni istante della vita, della giornata cambia il gioco che credevamo di giocare e le sue regole, compresi i giocatori. Si diviene consapevoli del Grande Gioco Cosmico dell’Esistenza nei suoi molteplici piani e noi ci accorgiamo allora di essere degli esseri multidimensionali.
Questo cambio di rappresentazione non solo cambia l’esistenza che si sta vivendo, ma anche quelle passate e future in quanto non esiste ne un passato ne un futuro ma solo il momento presente. E quando cambiamo ciò in una nostra vita terrena divenendo consapevolmente la nostra anima, contemporaneamente ciò accade in tutte le vite parallele che l’anima sperimenta in molti modi luoghi e tempi..ma è in contemporanea.


Il corpo che sperimentiamo subisce dei cambiamenti a livello fisico, energetico, mentale e animico.
Diveniamo consapevoli di essere Spirito nel corpo acquisendo il potere spirituale che è la sorgente di tutti i miracoli.
Il corpo fisico guarisce, il corpo energetico viene liberato dai blocchi emozionali che ostacolano il funzionamento dei Chakra, la mente si quieta e si focalizza sulla creazione consapevole degli eventi e l’anima può finalmente sperimentare se stessa risvegliata in una vita terrena.
Quando ciò avviene si percepisce nel corpo il risveglio della Kundalini energia vitale potentissima che scorre dal basso verso l’alto attraversi i sette centri energetici chiamati Chakra. Il calore che sprigiona è come un fuoco che brucia e quando arriva a raggiungere il Settimo Chakra, lo Spirito trascende il suo ego materiale e l’anima si libera.
La nostra Energia Vitale racchiude in se un potere che rappresenta la nostra anatomia invisibile e conoscere il suo funzionamento significa conoscere se stessi.
La comprensione dei nostri centri energetici o Chakra e la comprensione della Kundalini ci aiuta migliorare il nostro potere personale migliorando la nostra esistenza. Le ricerche spirituali su questi argomenti si estendono nell’arco di migliaia di anni e sintetizzare sull’argomento è riduttivo. Ma allo stesso modo se pur in minima parte possiamo iniziare a comprendere i mattoni portanti di questo vastissimo argomento.
La parola Cakra in sanscrito significa ruota e nel loro insieme i Chakra possono definirsi un insieme di vortici simili a ruote che esistono sella superficie del doppio eterico dell’uomo. La nostra coscienza è ciò che possiamo sperimentare a livello di percezioni,di sensi di processi mentali e queste esperienze possono essere percepite ognuna all’interno dei sette aspetti della coscienza ciascuno dei quali è in riferimento ad un Chakra. La coscienza è un flusso di energia in movimento e solo quando questa è libera di fluire si ha l’esperienza dell’interezza. Il suo fluire è determinato dallo stato di ciascun Chakra che svolge l’azione di regolarne il flusso attraverso il sistema energetico. Ogni Chakra ha un colore specifico e tutti insieme formano l’Arco dell’Arcobaleno. Ogni colore rappresenta una modalità vibratoria dell’esistenza umana.
Nella filosofia Yoga, la Dea Serpente Kundalini che è la forza vitale evolutiva di ogni essere, giace dormiente alla base del primo Chakra . Il suo risveglio equivale a ripristinare il ponte Arcobaleno che collega la materia e la coscienza. A quel punto l’Arcobaleno diviene l’asse centrale del mondo.


I Chakra operano in diversi modi all’interno di ciascun essere umano e sono influenzati dallo stato mentale della persona che a sua volta influenza le emozioni che generano un certo tipo di vibrazioni e più la persona è sviluppata spiritualmente più questi centri energetici si armonizzano permettendo così alla Kundalini di muoversi liberamente attraverso il corpo eterico. Molti credono che la Kundalini provochi il Risveglio Interiore ma in realtà è il percorso personale della persona che ricerca la spiritualità e che la pratica che permette il risveglio della Kundalini. Il suo passaggio permette un espansione maggiore di una coscienza già di per se ripulita da scorie di natura mentale, emozionale, priva cioè di distorsioni mentali che generano l’ansia, la paura, la rabbia, la sfiducia in se stessi e nel prossimo ecc. provocando disfunzioni ai Chakra. Quanto più la coscienza si espande, tanto più la Kundalini si fa largo nei centri energetici fino ad arrivare ai Chakra superiori. Si può sperimentare qualcosa di veramente unico nel suo genere e se ne trovano riferimenti in molti libri, ma tra il leggerlo e il sperimentarlo c’è un abisso di mezzo profondo tanto quanto il vedere la punta di un Iceberg e sperimentarne la grandezza che c’è al di sotto delle acque.
“Tutto ha inizio nella coscienza. Tutto ciò che accade nella vostra vita e all’interno del corpo ha origine da un evento verificatosi nella coscienza. La condizione naturale della coscienza è l’equilibrio. La guarigione è un ritorno allo stato naturale di equilibrio e di interezza.”
Da “Guarire” di Martin Brofman

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Rita Zeppa, iscritta nel registro Nazionale degli Operatori Olistici di ASPIN (Associazione dei Professionisti Italiani della Naturopatia e delle Discipline Olistiche), ai sensi della legge 4/2013, codice RM-0088-OP-P, livello “Professionista”. Counselor (Operatore professionale nelle Relazioni di Aiuto Psicologico ad orientamento Ipnologico Costruttivista) con livello “Professionista”, codice RM-0076-CO-P. Programmatrice Neuro Linguista, ha frequentato il corso di Counseling Professionale in Ipnosi Costruttivista e PNL dell’AERF di Roma presso il Centro di Ricerca Erba Sacra. Dirigente Consigliere di A.S.D. Magic Training, opera come Sport Coaching e Life Coaching. Reiki Master,Teacher Training of Shaktypat  and III° Livello Trisaktipat  of Trisakti – Yoga.

http://www.ritazeppa.it

Il “Totem sciamanico”, culture antiche che sopravvivono anche oggi

Intervista a Rita Zeppa

Nella tradizione indiana ogni uomo è legato ad un animale totem che lo accompagna nel suo cammino di vita e dal quale poi ottiene le proprie capacità naturali e il suo talento. Nell’antichità, le popolazioni avevano un rispetto particolare per alcuni tipi di oggetti materiali. E’ come se questi reperti testimoniassero l’esistenza di un rapporto speciale tra la persona e l’oggetto in questione. Nei racconti epici che ci hanno tramandato compaiono riferimenti importanti sia sul mondo vegetale, sia su quello animale. Nei suoi risvolti religiosi, il Totemismo si manifesta come un vero e proprio culto dell’animale – totem, e cioè dell’animale che era ritenuto come un proprio antenato. I rapporti tra l’uomo ed il suo totem sono reciprocamente benefici: il totem protegge l’uomo e l’uomo esprime il suo rispetto per il totem in diversi modi: ad esempio, non uccidendolo, quando si tratta di un tipo particolare di animale (se si è costretti ad ucciderlo, lo si fa osservando un prescritto rituale di scuse e di cerimonie espiatorie) o non cogliendola, quando si tratta di una pianta.Per appagare la nostra curiosità al riguardo abbiamo fatto delle domande alla Presidente di  Wonderful Life, Rita Zeppa, visto che la sua associazione di recente ha organizzato un incontro per aiutare a conoscere il proprio animale Totem.

Cos’è un Animale Totem?

La tradizione indiana è la madre degli Animali Totem, di cui sono famosi i capi tribù che asserivano di trasformarsi in particolari animali. E’ importante da non confondere gli Animali Totem con gli Animali Guida, che sono invece solo una forma in cui troviamo la nostra Guida.

Dove si trova il luogo degli Animali Totem?

Gli sciamani sapevano come muoversi in stato di trance profonda, in tre “mondi”: il mondo di sopra, il mondo di mezzo e il mondo di sotto. In quest’ultimo risiede il luogo degli Animali Totem.

Come si fa per arrivare a loro?

Generalmente si usa entrare in uno stato meditativo ascoltando i suoni dei tamburi sciamanici. possiamo chiedere che ci venga mostrato quale sia il nostro personale Animale Totem.

Come siamo sicuri che sia proprio il nostro animale?

Generalmente lo si comprende a seconda del nostro personale metodo di comunicazione, per alcuni basteranno delle immagini eloquenti a cui ttribuiranno il significato di aver trovato il proprio animale Totem; per altri potrebbe avvenire una comunicazione telepatica o ascoltare l’animale parlare. abbiamo la capacità più o meno sviluppata di “sapere” quando abbiamo trovato il nostro Animale Totem.


Dove nasce questa credenza?

In quasi tutte le culture sciamaniche, si trova la credenza degli animali come alleati. Questi diventano quasi sempre guide o protezioni per lo sciamano e ciò vale sia durante il viaggio nei mondi sottili, sia nel mondo fisico, nella Cultura celtica si credeva che gli animali fossero degli alleati da cui essi discendevano ( il totem) e che potevano fare proprie anche le caratteristiche di questi ultimi.

Il totem che si rivela ci accompagna per tutta la vita?

L’Animale Totem che ci si rivela può accompagnarci tutta la vita oppure no. Non c’è una regola fissa, in quanto dipende molto da ciò di cui abbiamo bisogno in quel particolare momento della nostra vita. Generalmente è più facile che il proprio animale Totem muti durante l’età della crescita che in età adulta, almeno questo è ciò che ho potuto constatare nelle esperienze avute durante i viaggi sciamanici fatte con altre persone in questi anni.

Lo stesso animale può essere condiviso da più persone?

Certamente! Gli Animali Totem possono essere condivisi da più persone, in quanto ciò che in realtà viene condiviso realmente, non è l’animale di per se stesso, ma le qualità che esso rappresenta. Una volta conosciuto è bene non fissarsi ma comunque tenerne conto. Cosa può cambiare in noi? Una volta trovato il nostro animale Totem, possiamo attingere da esso le qualità che esso rappresenta in quanto noi in quel momento non abbiamo la consapevolezza di averle in noi stessi.

Ci fai degli esempi di animali e significato?

Un esempio molto citato nelle tradizioni indiane americane è L’Orso. Rappresenta la forza primordiale, la ferocia quando si combatte, ma anche l’amore forte, l’amore verso gli altri. Rappresenta anche l’introspezione, visto la ricerca della grotta dove passare l’inverno. Questo Totem sommariamente può farci capire l’importanza di trovare del tempo per fare il punto della situazione, attraverso la calma ed il silenzio per poter ascoltare la voce del nostro essere più intimo che può dare risposte a tutte le domande in noi.

(Intervista di Claudia Coppola)

Rita Zeppa, iscritta nel registro Nazionale degli Operatori Olistici di ASPIN (Associazione dei Professionisti Italiani della Naturopatia e delle Discipline Olistiche), ai sensi della legge 4/2013, codice RM-0088-OP-P, livello “Professionista”. Counselor (Operatore professionale nelle Relazioni di Aiuto Psicologico ad orientamento Ipnologico Costruttivista) con livello “Professionista”, codice RM-0076-CO-P. Programmatrice Neuro Linguista, ha frequentato il corso di Counseling Professionale in Ipnosi Costruttivista e PNL dell’AERF di Roma presso il Centro di Ricerca Erba Sacra. Dirigente Consigliere di A.S.D. Magic Training, opera come Sport Coaching e Life Coaching. Reiki Master,Teacher Training of Shaktypat  and III° Livello Trisaktipat  of Trisakti – Yoga.

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La gioia

… che non ti manchi mai la gioia, anzi che ti nasca in casa; e nascerà, purché essa sia dentro a te stesso. Le altre forme di contentezza non riempiono il cuore, sono esteriori e vane. E’ lo spirito che dev’essere allegro ed ergersi pieno di fiducia al di sopra di ogni evento. Credimi, la vera gioia è austera”.

Seneca

Su Dante e Benevento

Realt. Sannita n. 15/2015 Gabriele La Porta Egidio Senatore

Carissimi amici,

condivido con voi l’articolo che ho rilasciato a Nicola Mastrocinque in occasione del convegno che abbiamo tenuto a Benevento.

Un abbraccio!

“TOLLERANZA E PACIFICA COESISTENZA”, domani a Roma

Gentili amici,

sono stato invitato dal Presidente dell’associazione “ACACIA” di Roma, prof. Matteo Maglia, a partecipare al convegno pubblico “TOLLERANZA E PACIFICA COESISTENZA”, presso i locali di “CASA NATHAN”, p.zza delle Medaglie d’Oro 45, Roma, che si terrà domani, sabato 3 ottobre, a partire dalle ore 10:00.

La virtù di una cosa, afferma Platone nella Repubblica, consiste in quello stato o condizione che la mette in grado di svolgere adeguatamente il proprio compito. La virtù di un coltello sta nell’essere affilato, quella di un cavallo da corsa nell’agilità delle sue gambe. Allo stesso modo le quattro virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza sono qualità dell’animo che mettono l’uomo in grado di far bene quello che è destinato a fare, vale a dire vivere. Forza straordinaria di un ethos.
Come ogni oggetto od ogni essere vivente ha una virtù che lo contraddistingue, analogamente possiamo dire che ad ogni ordinamento corrisponde una condizione ideale che consente la piena e completa attuazione del principio su cui esso si fonda. Per Platone, ad esempio, la società perfetta è un’aristocrazia del merito in cui i saggi governano quelli che sono a loro inferiori per attitudini ed ingegno. E la distribuzione delle funzioni e dell’autorità nel modo più conveniente Platone la definisce “giustizia”, sicché la virtù propria dell’utopia platonica è la giustizia.
Il Novecento e questo primo quindicennio del III millennio, ci hanno mostrato e ci mostrano ancora, spesso e in modo palese, il volto della non-giustizia se non dell’ingiustizia.
Alla libertà di pensiero, che si declina nella cultura occidentale anche nel diritto alla satira, si risponde con attacchi terroristici che producono stragi di civili. Vien fatto di domandarsi se la Tolleranza debba conoscere dei limiti. La logica e l’etica dicono di sì. Ma cosa è tollerabile e fino a che punto e cosa è invece intollerabile ?
Nella nostra diuturna ricerca della verità, siamo oggi a presentare questo convegno che, senza alcuna pretesa esaustiva, si propone appena di mettere a confronto libere opinioni, interrogandosi sulle ragioni che portano, specie negli ultimi tempi, in misura e modalità decisamente non trascurabili, ad una profonda crisi spirituale che pare condurre al prevalere dell’intolleranza sulla benevolenza e la civile e pacifica convivenza, lasciando intravedere – a tratti – la minaccia di un possibile risorgere, sotto forme altre, della Bestia che tragicamente generò la Shoah.
Forse è solo dal libero confronto delle idee, rispettose delle diversità proprie di ciascun popolo -beninteso, a condizione di reciprocità- ma anche fiere sostenitrici dell’inalienabile identità culturale italiana ed europea -e rammento il lascito dei grandi del pensiero, dell’arte, delle scienze, delle lettere ossia dei giganti sulle cui spalle ci issiamo- come ricorda Bernardo di Chartres- che possono generarsi gli anticorpi dell’intolleranza.
Forse è tempo che maturi il frutto della civiltà sorta dalla Classicità greca e romana, resa feconda dalla Tradizione Giudaico-Cristiana, dal Rinascimento, dall’Età dei Lumi e dal Risorgimento, con la pratica dell’intelligenza nel Coraggio e della fermezza nella Costanza.

Matteo Maglia, Presidente dell’Associazione Acacia – Roma

R E L A T O R I

  • PROF. UMBERTO LONGO
    DOCENTE DI STORIA MEDIEVALE UNIVERSITA’ “LA SAPIENZA” ROMA
    “STRUMENTI DELLA TOLLERANZA DAL SEC. IX AL 1648”
  • PROF. CLAUDIO SAPORETTI
    DOCENTE EMERITO UNIV. DI PISA E SAGGISTA DI ASSIRIOLOGIA
    “ASPETTI DELLA TOLLERANZA NELLE CULTURE DEL VICINO ORIENTE ANTICO”
  • DOTT. ANTONIO PAYAR
    DIRIGENTE NAZIONALE DI CONFARTIGIANATO
    “LA CONVIVENZA E IL DIALOGO NELLA DIVERSITÀ DI POPOLI E VALORI CHE HANNO FATTO L’ITALIA E L’EUROPA”
  • GIANNI DI SANTO
    AVVOCATO
    “BELLVM OMNIVM CONTRA OMNES?
    CONVIVENZA PACIFICA E DOTTRINE NEO MALTHUSIANE
    E NEO HOBBESIANE”
  • GABRIELE LA PORTA
    FILOSOFO
    “DEGLI DEI E DELLA FELICITA’”
  • MASSIMO ARZILLO
    AVVOCATO
    “TOLLERANZA, REQUISITO ESSENZIALE DELLA COESISTENZA PACIFICA”

MODERA
IL PRESIDENTE DELL’ASS.NE ACACIA -ROMA
PROF. MATTEO MAGLIA

Vi attendo numerosi!