Il male degli uomini

Il male che mi hanno fatto gli uomini non mi tocca in alcun modo: la sola paura di quello che possono ancora farmi riesce a darmi qualche pensiero; ma sicuro che non hanno nessun nuovo pretesto per causarmi un turbamento che non sia passeggero, mi rido di tutte le loro trame, e godo di me stesso, a loro dispetto”.

Jean-Jacques Rousseau, “Le passeggiate solitarie”

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10 Risposte

  1. Il male che mi hanno fatto gli uomini è quello che io ho fatto a me stesso, ecco perché mi ha toccato: la sola paura di quello che posso ancora farmi riesce a darmi ancora pensiero; e sicuro di avere ancora nuovi pretesti per causarmi un turbamento che non sia passeggero, mi guardo da tutte le mie trame, e solo allora godo di me stesso, a mio dispetto”.

  2. …forse spaventa di più la assenza e il silenzio di certi dei… dati per….

  3. “Nemmeno Dio può cambiare ciò che è stato”,
    ed un essere umano votato all’inazione per paura che le sue trame lo colgano impreparato, costringe anche la vittima in un limbo nel quale tutto è fermo ad un preciso istante. Per questo vittima e carnefice sono legati. E’ per questo che il perdono è il giusto prezzo da pagare anche se molto alto; che la vittima lo chieda per il carnefice, se si tratta di se stessi, è divino e spetta solo a Lei, nel senso che il perdono è capacità del divino. Noi esseri umani useremmo pretesti per mercificarlo e goderne del possesso come un pezzo raro da collezione. Siamo passivi anche nel godere del perdono.

  4. Ho aperto per caso il telefonino per vedere se avessi ricevuto qualche messaggio. Mi ero appena seduta, per partecipare al secondo Collegio Docenti, di quest’anno scolastico.
    Ero molto triste, perché la Scuola sta attraversando un periodo difficile, specialmente alla luce di queste nuove riforme, che permettono, ancora una volta ai perfidi ed ai prepotenti, anche se, privi di attitudine all’insegnamento, di manipolare ogni cosa in loro favore, appunto con trame, atte a mettere in cattiva luce colleghi più meritevoli, per farsi “belli” agli occhi della Dirigente, che ora, ha pieni poteri…
    Io, purtroppo, negli anni passati, sono stata bersagliata e tormentata nella mia professione più e più volte. Dopo aver letto questo ponderato pensiero di Jean – Jacques Rousseau, in quel preciso momento, mi sono sentita un po’ più sollevata dalle mie attuali sofferenze; perché nonostante i miei tantissimi anni d’insegnamento dedicati alla Scuola (adesso sembra quasi vergognoso nell’insegnamento, essere non più tanto giovani ed avere esperienza e sapere), mi si costringe anche quest’anno ad insegnare, in situazione disagiosa.
    Appunto, leggendo queste parole, ho pensato a tante cose. Che tutti in questo mondo siamo di passaggio; che le trame del male di alcune persone, non possono lederti quello che veramente sai e sei; che è meglio, a volte, essere perdenti e stare dalla parte dei deboli e degli oppressi, per, poi meglio capirli ed aiutarli….
    Ho trovato giusto, quello che sostiene Rosseau, di ridere delle loro misere trame, infatti costoro non vanno molto lontano…. E forse, ci patiscono alquanto, quando si accorgono di non riuscire a scalfire le persone a cui indirizzano i loro strali. L’ho considero un coincidenza… meravigliosa….

  5. Dite bene carissimo Ettore e carissima Valeria

    Molte volte è stato detto che, per quanto inaccettabile e riluttante per la coscienza collettiva il FATO E’ IMMUTABILE è soprassegnata sorte, ma è anche vero che per un amore ed una finalità più grande ci viene consesso SEMPRE di MUTAREM IL FATO STESSO. Le cause sono da ricercare nei nostri precedenti cammini esistenziali, attraverso gli aspetti che si mostrano come sincronocità significative , o come segni, le circostanze, gli incontri, le relazioni e le prove che ci vengono incontro per essere capite e superate in questa vita Bisogna solo comprendere che spesso siamo noi stessi gli artefici del nostro destino, costruito e pianificatro consapevolmente su quella maggiore altura, quando dimoriamo dall’altra parte del velo, anche se tutto quello che da qui, inconsapevolmente non vediamo, non sentiamo, non capiamo, ma subiamo incosciamente quando ritorniamo e tracciamo i nostri passi in questa più densa materiale illusoria necessaria sfera.

    Così com’è anche vero ed innegabile che fin tanto si è ancora giovane anime, fin tanto che non c’è quella giusta raggiunta consapevolezza; allora sarà la Divina Provvidenza, le Moire Superiori, i Signori del Karma a decidere con tante prove nelò bene e nel male di ogni giusto cammino esistenziale in questo o in tanti infiniti più bassi necessari mondi materiali.

    E’ quella legge del compenso di causa/effetto di semina e di raccolta che dura fin tanto non sarà risolta e trascesa nel pendolo della vita che si alterna dentro e fuori di noi stessi.

    Oggi è abbastanza facile osservare che molti di questi fatti karmici sia individuali che di coscienza collettiva, di un popolo di una nazione saranno velocemente risolti, perché è giunto un più maturo il tempo della grande raccolta, il tempo del salto quantico dimensionale di un nuovo ciclo evolutivo. Molti saranno i chiamati, ma poco sarà il frutto/raccolto di questa chiamata. Si è vero oggi nel mondo c’è tantissima incomprensione, tantissima perdita di valori, tantissima intolleranza, tantissima ipocrisia, tantissima OMISSIONE D’AMORE, perché c’è tantissima OMISSIONE DI LIBERTA’. E DOVE NON C’E’ AMORE E LIBERTA’ A SUFFICIENZA, C’E’ DISSOLUZIONE / INVOLUZIONE CHE PER UN DIVINO PRINCIPIO UNIVERSALE PORTA AD ATRARRE CERTE FORZE EQULIBRANTI COSMICHE CHE PER LA LORO INCISIVA NATURA EQUILIBRANE E QUASI RADICALE PRODUCONO RADICALI TRASFORMAZIONI CHE INDUCONO AD ABBANDONARE GLI ORMAI RADICATI VECCHI PASSI.

    Se osserviamo la storia ci sono sempre stati due alternanti opposte armoniche vibrazionali, quella APOLLINEA e quella DIONISICA Lucifero ed Arimanne che si alternano per un ciclo di 2000 anni, ma oggi è diverso perché questa quasi eterna danza/alternanza è arrivata alla fine di certi cicli ed altre forze di ben altra natura vogliono imporsi per ostacolare il passaggfio dimensionale. Sono forze ASURICHE e penso che sarà assai dura anzi durissima questa battaglia finale di questo nostro fine e nuovo ciclo esistenziale.

    Ma è anche vero che nel continuo tempo, la saggezza del tempo prima o poi ci fa riscoprire il proprio tracciato cammino per seguirne consapevolmente la divina goccia d’acqua cristallina che scorre nel fiume della vita che conduce al grande mare, per fondersi finalmente con esso e diventare il mare stesso.

    Un giorno su questa stessa preziosa casa avevo affermato: dove maggiore c’è minore cessa

    Quindi sarebbe auspicabile di tralasciare ogni piccolo problema esistenziale per un problema assai più grande, di risvegliate il drago interiore, di vestirlo con l’armatura del guerriero, di prendete il radioso scudo del cuore per impregnarlo di coraggiosa luce e amnore, di impugnare la lancia o la spada della saggezza antica che passa per ogni raggiunta consapevole passata memoria, e soprattutto di unificare attraverso una maggiore risvegliante consapevolezza, i propri innati aspetti polari interiori, il demone e l’angelo della presenza per stare attenti e vigili come i serpenti perché questa volta non verranno coloro che già ci sono, ovvero i malevoli lupi travestiti di agnello, ma forze assi più temibili/terribili ed inimmaginabili.

    Certo che è ingiusto e quasi insensato, illogico, non giusto, non è come augurare un buongiorno o una buona domenica, ma quasi come una visione apocalittica, perché ancora non si è capito che siamo proprio giunti nel tempo tanto atteso del CONSOLATORE che attraverso la voce di tanti ci parla della rivelazione che ci potrebbe proiettare oltre l’immaginario di questa più densa sfera o degenerare per ricominciare daccapo nel ciclo non superato che dura circa 26.000 anni terrestri.

  6. Leggendo ciò che ha scritto ‘eugenia pinna’ :

    Purtroppo non sempre riusciamo a parere i colpi… siamo ‘umani troppo umani’ (avrebbe detto Nietzsche)… anche io ho passato, diversi anni fa, periodi con l’autostima distrutta a raccogliere i pezzi per cercare di ricomporla…invano…
    Cioè voglio dire …che in molti casi spesso da solo un uomo (o se vogliamo l’Io, la ratio) non può farcela…

    Ps : tralascio di commentare sul fatto che il cinismo secondo me spesso va a braccetto col fare “carriera”… perchè non credo sia giusto generalizzare…

  7. Un noto filosofo italiano, su una rivista di qualche giorno fa, ha giustificato il risentimento che una lettrice dichiarava di aver provato verso se stessa per aver provato sconforto quando si è sentita mal giudicata da altre persone.
    Il filosofo, infatti, nel rispondere alla lettrice, ha sostenuto che la psicologia delle persone si forma grazie alla interazione che si ha con gli altri e alla loro approvazione che finisce per incidere sul senso di importanza e sulla sicurezza in noi stessi.

    Di certo l’ambiente incide sul nostro modo di percepire il mondo, ma è innegabile che alcuni bambini già presentano tendenze caratteriali.. innate (concordo con Raffaele).
    Il fatto è che, a mio parere, l’analisi del filosofo si basa sulle dinamiche di elementi psicologici che a noi sono estranee.
    Io non credo che un senso di inadeguatezza, un sentimento o un’idea d’ira o riconoscenza…ecc, coincidano necessariamente con l’IO. Io penso che il vero IO, me stesso, siamo noi che guardiamo insorgere in noi stessi quelle idee, sentimenti.. ecc.
    Sono due cose diverse.
    Pertanto, dire che devo lasciarmi andare va bene, ma solo se in piena coscienza osservo ciò che accade in me, solo se ne sono consapevole.
    Ciò può portare a correggermi. L’osservazione è una proprietà della coscienza, cioè dell’anima. E l’anima ha il dovere di eliminare i difetti osservati, esattamente come il metallo si libera delle scorie ad ogni fusione. L’anima non può permettersi il lusso di perdonare, di non perdere scorie.
    Però è anche vero che questa opera è difficile e complessa e l’anima si distrae e spesso perde di coscienza pensando di essere questa o quell’altra idea.
    E in questi casi che l’anima chiede di essere perdonata, e questa è una prerogativa del divino (concordo con Valeria).

    Dunque, se l’anima soffre… ciò è dovuto non agli altri, ma a ciò che avviene dentro noi stessi.
    E lì che si gioca la guerra.

  8. ..mi correggo:
    “…dinamiche di elementi psicologici che a noi sono estranei.”
    “E’ in questi casi che l’anima chiede..”

  9. A volte è meglio non essere d’accordo se questo significa non travisare l’idea dell’altro o non estrapolarla dal contesto per farla diventare un elemento sconosciuto.

  10. “..C’è per Rousseau una sensibilità morale che va al di là, sia delle reazioni puramente fisiche, sia degli interventi mentali” – quindi al di là della ratio – “… entrambe non sono escluse… ma sono tanto più vive ed intense quanto più sono sollecitate dalla sensibilità morale… Il cuore non segue i sensi, li guida” – quindi l’immaginazione – “…In realtà la sensibilità ai propri fantasmi agisce da sola sul terreno dell’attesa, della speranza, del desiderio…” – da L. Sozzi ‘Il paese delle chimere’

    Certo in un tempo come il nostro queste parole probabilmente stridono…

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