Da “Un profilo perduto”

Due mesi dopo venni a sapere della morte di Julius A. Cram. Stroncato – si diceva – da una crisi cardiaca dovuta a un abuso di stimolanti, di tranquillanti e altri espedienti. Eravamo passati l’uno nella vita dell’altra ostinatamente paralleli, ostinatamente estranei. Non ci eravamo mai visti che di profilo, non ci eravamo mai amati. Lui non aveva sognato che di possedermi, io non avevo cercato che di fuggirlo, tutto qui e, a pensarci bene, era una storia piuttosto squallida. Tuttavia, sapevo che quando il tempo avrebbe operato la sua scelta nella memoria dei miei affetti, non avrei più rivisto di lui che quella ciocca di capelli bianchi che spuntava da un’amaca, e avrei semplicemente udito la sua voce dirmi, titubante e stanca “perché io, da quando la conosco, non mi annoio più”.

Françoise Sagan

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7 Risposte

  1. Sembra il rapporto tra l’uomo e la Vita. Lei che passa accanto.

  2. Buongiorno al Caro Professore Gabriele & Redazione 🙂
    un gentile omaggio:

    SEI OMBRA DI UNA NOTTE SENZA FINE

    Sei ombra di una notte senza fine.
    Non ho imbarazzo di ammettere che il cielo che batte dentro me
    sopravvive tormentando il vento nero.
    Rituali magici si replicano attraversando il tuo ombelico
    Desideravo che la tua bocca come una gardenia appena colta
    cadesse a pezzi.
    Voglio il tuo corpo come si desidera la morte.
    E tu indistruttibile Dea,mi consumavi,come una sigaretta
    in un portacenere di segreti.

    [Eva Marlen: ETN@ M@GICA. T@O DI UNA CATANIA IN RINASCITA]

  3. …La Vita conserva traccia delle epifanie dell’uomo. Questo di Sagan assomiglia ad una “maschera” pirandelliana.

  4. (E’ esercizio quotidiano, niente di più, se ritorno su questo riquadro di Sagan… Può la costanza sopperire alla forza bruta? Così è possibile praticare un foro in un muro, sottraendo granelli di roccia con l’ausilio di un cucchiaino e di quel tempo che una deflagrazione tenderebbe ad annullare e a sommergere insieme alle rovine, ma che nella costanza dell’andirivieni, al cospetto di quel muro, è un valore e la certezza del fatto che si è passati dall’altra parte per aver praticato un rito. Ebbene la Vita, della quale mi sono proprio convinta sia la voce narrante… Pensavo…
    “Si fatica per anni
    a sciogliere i nodi,
    a dare un’immagine
    favolosa e una ciocca
    illeggibile di segni perduti.” (L. Sinisgalli)
    … Poi la Vita racconta di noi e siamo soltanto quello che abbiamo “sentito”.)

  5. …Il senso dell’agente personale dell’azione che in lui ha provocato il dualismo tra sé e la vita…

  6. Claudia, … 😀

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