Domenica 26 luglio tutti a Salsomaggiore Terme

Amici carissimi,

domenica 26 luglio sarò a Salsomaggiore ospite del programma TV “18e20” condotto dal mio amico Andrea Villani. Incontri briosi con vino e musica, discutendo di attualità, letteratura, cinema e giornalismo, con toni garbati e leggeri. Dove fare cultura diventa spettacolo. Vi aspetto!

— ore 18.20, Gazebo di Viale Romagnosi ( in caso di maltempo Terme Berzieri)

Annunci

Siamo tutti Greci. Aspettando MythosLogos 2016

Oggi, 24 luglio, e domani, 25 luglio, alle ore 2130, alla Rotonda dei Giardini di Lerici, l’Associazione Arthena, La Società Sviluppo Turistico Lerici con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura presentano Siamo tutti greci. Aspettando MythosLogos 2016″. La direzione artistica è di Angelo Tonelli, come per MythosLogos 2014. Dopo lo straordinario successo della prima edizione, quest’anno la rassegna dedicata alla cultura classica, a seguito del contenimento della spesa dovuto agli attuali problemi di bilancio, si propone con una sorta di prologo all’edizione 2016.

Oggi, alle 2130, Angelo Tonelli presenterà il suo più recente libro pubblicato da Feltrinelli “Eleusis, Orfismo. I Misteri e la tradizione iniziatica greca, con una  conferenza-performance dal titolo “Sapienza greca e civiltà contemporanea“, che prevede anche la lettura in greco e italiano di testi tratti dai Misteri Eleusini, dalla tradizione orfica, e di Eraclito, Empedocle, Parmenide, Eschilo. L’accompagnamento musicale dal vivo è affidato ai liuti e ai flauti di Enrico Bardellini.

Domani, 25 luglio, alle 2130, mentre sul Castello verranno proiettate grandi architetture luminose dedicate all’arte greca classica, la Compagnia Teatro Iniziatico della Associazione Arthena presenta Eschilo: “Persiani“, libero adattamento dalla tragedia “Persiani” del grande tragediografo greco, nella traduzione e con la regia di Angelo Tonelli. Dróntes:  Galliana Barabini, Jo Errico, Antonietta Grassi, Michele Karuz, Solange Passalacqua, Susanna Salvi.

Assistenza Regia: Susanna Salvi; Scenografia: Giuliano Diofili; Coreografie: Annalisa Maggiani

Musiche e canto dai testi greci: Paola Polito; arrangiamento: Beppe de Ruggiero; Lisa Gerrard; John Williams; Costumi: Maria S. Couture; Maschere: Antonietta Grassi e Women at work; Editing audio e registrazione: La Loggia Studios. Ingresso libero.

Di fronte alla reggia e alla tomba di Dario, a Susa, il Coro di fedeli alla regina e custodi della reggia, attende con ansia notizie sulla spedizione che il giovane re Serse, figlio di Dario, ha mosso contro la Grecia, costruendo un ponte di imbarcazioni per consentire alle  truppe di attraversare l’Ellesponto. Interviene il messaggero, ad annunciare la sconfitta totale dell’armata: Serse, scampato alla morte, fugge sulla via del ritorno in peregrinazioni estenuanti.

Chiude la tragedia l’ingresso di Serse, lacero e disperato, che insieme con il Coro lamenta la propria sorte e quella dei guerrieri e della Persia tutta, rivelandosi agli occhi del pur patriottico Eschilo, piuttosto che nemico irriducibile, degno soltanto di odio e di scherno, un emblema del vinto e del sofferente, oggetto di universale pietà, e occasione – per contrasto –  di celebrazione della saggezza che consiste nella misura e nell’accettazione del limite. E nella compassione

Da “La lettera sulla felicità”

“Meneceo,

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità- A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro.
Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l’età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l’avvenire.
Cerchiamo di conoscere allora le cose che hanno la felicità, perché quando essa c’è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla”.

Epicuro

Voi, che per gli occhi mi passaste il core

Voi, che per gli occhi mi passaste il core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia
che sospirando la distrugge Amore.

E’ ven tagliando di sì gran valore
che’ deboletti spiriti van via,
riman figura sol’ en segnoria
e voce alquanta che parla dolore.

Questa vertù d’amor che m’ha disfatto
da’ vostr’occhi gentil presta si mosse;
un dardo mi gittò dentro dal fianco.

Si giunse ritto ‘l colpo, al primo tratto,
che l’anima tremando si riscosse,
veggendo morto ‘l cor nel lato manco.

Guido Cavalcanti

Ero solo e seduto. La mia storia

Ero solo e seduto. La mia storia
appoggiavo a una chiesa senza nome.
Qualche figura entrò senza rumore,
senz’ombra sotto il cielo del meriggio.

Nude campane che la vostra storia
non raccontate mai con precisione.
In me si fabbricò tutto il meriggio
intorno ad una storia senza nome.

Sandro Penna

Le vostre “anime dei luoghi”

“Carissimi, prendendo spunto dalla mostra fotografica dell’amico dr Massimo Lanzaro che si svolgerà al Jazz Club le Mele a San Nicola Arcella (Cosenza) dal 27 luglio al 10 agosto, volevo chiedervi delle vostre istantanee, delle vostre fotografie che ripercorrano il tema.
Che ne dite?

11760329_400652770139028_6018088987824000785_nlanzaro2lanzaro 1 11222804_400652280139077_7917370465365029966_n 11693881_400652556805716_2849276895183327565_n 11742988_400652526805719_917501760638101712_n 11750635_400652220139083_5021397471474920649_n 11745325_400652776805694_5680780220939689681_n 11754236_400652643472374_2640207528484823416_n 11703389_400652843472354_6701997211274853315_n11703145_400652610139044_219028972785621259_n11738078_400652180139087_3015620297480152709_n11755117_400652116805760_7590149188048980322_n11222698_400652803472358_8894984571550720456_n1003736_400652716805700_3954013901233231558_n65941_400652323472406_7240216292534238915_n

Da “Un profilo perduto”

Due mesi dopo venni a sapere della morte di Julius A. Cram. Stroncato – si diceva – da una crisi cardiaca dovuta a un abuso di stimolanti, di tranquillanti e altri espedienti. Eravamo passati l’uno nella vita dell’altra ostinatamente paralleli, ostinatamente estranei. Non ci eravamo mai visti che di profilo, non ci eravamo mai amati. Lui non aveva sognato che di possedermi, io non avevo cercato che di fuggirlo, tutto qui e, a pensarci bene, era una storia piuttosto squallida. Tuttavia, sapevo che quando il tempo avrebbe operato la sua scelta nella memoria dei miei affetti, non avrei più rivisto di lui che quella ciocca di capelli bianchi che spuntava da un’amaca, e avrei semplicemente udito la sua voce dirmi, titubante e stanca “perché io, da quando la conosco, non mi annoio più”.

Françoise Sagan