Cinema da non perdere: “Vulcano”, l’opera prima del guatemalteco Jayro Bustamante pone l’accento sui problemi di un popolo

ixcanul1E’ un film bello e potente “Vulcano”, l’opera prima del guatemalteco Jayro Bustamante, vincitore dell’Orso d’Argento – Alfred Bauer Priz all’ultimo Festival di Berlino. La protagonista della storia è Maria (Maria Mercedes Coroy), una ragazza maya di diciassette anni che vive e lavora con i genitori in una piantagione di caffé alle pendici di un vulcano, l’Ixcanul, attivo in Guatemala. La sua vita e quella dei suoi genitori scorrono lentamente con i gesti quotidiani, la lingua locale, le tradizioni e il profondo legale che hanno con la terra. Ma il destino che le è stato assegnato non le piace, anche perché la sua famiglia ha deciso di farla sposare a Ignacio, il supervisore della piantagione, molto più grande di lei, vedovo con prole. La ragazza sogna di trasferirsi nella grande città e questo suo desiderio sembra realizzarsi con Pepe, un giovane raccoglitore che vuole andare a vivere negli Stati uniti. Maria lo seduce facendosi promettere di portarla con sé. Ma il ragazzo fugge, lasciandola, incinta, al suo destino. Il film, oltre che nella perfezione della struttura narrativa, dei personaggi e  i paesaggi straordinari, mette in evidenza realtà oscure come il rapimento dei bambini guatemaltechi. Il regista a quattordici anni è andato via dal Guatemala con la madre medico per trasferirsi prima a Parigi e poi a Roma. Tornato nel suo paese d’origine, oltre al disastro ambientale e civile delle popolazioni indigene, è venuto a conoscenza della piaga riguardante la sottrazione sistematica dei neonati alle madri maya. “Le comunità che abitano gli altipiani guatemaltechi sono sempre state afflitte da un elevato tasso di discriminazione e hanno subito il violento impatto del traffico dei minori nel corso del conflitto armato che ha flagellato il Paese e anche oltre (1960-1996)”, ha raccontato Bustamante. Tra l’altro, non è un fenomeno sconosciuto. L’ONU, infatti, riferisce  che avvengono circa quattrocento sequestri di bambini l’anno e la responsabilità di questo crimine va ricercata tra  notai,  giudici, medici, direttori di orfanotrofi, poliziotti corrotti e altri ancora. Nel film, Maria ha un contatto con il “mondo moderno” quando, a gravidanza avanzata, viene morsa da un serpente e, per salvare lei e la sua creatura, i suoi genitori la portano in ospedale con Ignazio. La ragazza si salva, la bimba che portava in grembo no, le dicono che è morta deformata dal veleno. La verità è un’altra e quando Maria lo scoprirà sarà troppo tardi.

Clara Martinelli

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2 Risposte

  1. Interessante tutto.Buongiorno Prof.Gabriele e alla sua bellissima redazione. 🙂 volevo augurarle a Lei e a Tutti: una Buona Domenica, Eva

    “Non sono io”

    Non sono io ad abitare quella fisionomia eterna d’amore.

    Perche’ se cosi fosse sarei me stesso peregrinando mille miglia coi tamburi impazziti del mio cuore.

    Non sono io ad abitare quell’abbraccio eterno d’amore.

    Perche’ se cosi fosse metterei un cappello ammorbidito,celebrando il mio coraggio e un timone sotto i piedi che come un tappeto volante mi faccia calpestare i sassi.

    Non sono io ad abitare quel cuore eterno d’amore.

    Perche’ se cosi fosse assaggerei,nel mio canto disperato, tutte le tue carezze che come rugiada sacra placano la grandezza della nostra passione.

    Non sono io ad abitare quella gioia eterna d’amore.

    Perche’ se cosi fosse porterei un cielo ricco di sole e scaccerei tutte le ombre che velano i tuoi occhi e i grandi petali delle tue gentili labbra e inviterei le dita dei tuoi funanboli piedi a solcare lunghi e robusti passi rincuoranti nella casa del mio desiderio maltrattato.

    Non sono io ad abitare quella speranza eterna d’amore.

    Perche’ se così fosse allontanerei tutto cio’ che ci smantella come valigie spoglie e ricolmerei quel vuoto per sempre danzando sulle punte come una stella generosa radicata a te mio fragile universo.

    [Eva Marlen]

    Caro Professore,umilmente posso chiederle di darmi un suo commento personale,una sua rivisitazione intima riguardo alla mia poesia? Ne sarei onorata,grazie.

  2. Cara Eve, la tua poesia è bella ed intensa. Gabriele

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