Cinema da non perdere: “Forza maggiore” di Ruben Ostlund

Forza-Maggiore-di-Ruben-Ostlund-04Vincitore del premio della Giuria nella sezione “Un certain regard” al Festival di Cannes 2014 e candidato all’Oscar per la Svezia come miglior film straniero, “Forza maggiore”, attualmente nelle sale cinematografiche, ma ancora per poco,  scritto e diretto dal  svedese Ruben Östlund, è uno dei film più belli della stagione. Perché parla di coraggio e di chi non ne è provvisto, perché  alcune convinzioni arcaiche, ai tempi nostri, non sono più valide. Almeno non per tutti. La trama è la seguente: una famiglia composta da padre, madre e due figli, una femmina e un maschio, stanno trascorrendo una vacanza in una località sciistica ai piedi delle Alpi francesi. Sembrano felici, rasentano la perfezione, in realtà Tomas ed Ebba (questi i nomi dei protagonisti) sono una coppia in crisi che sta cercando di rimettere  ordine nella propria vita. Lui si presenta come un padre attento che divide i compiti di gestione familiare con la moglie ed un marito presente. Una famiglia perfetta con qualche oscuro problema. Durante un momento di pausa, mentre stanno pranzando sulla terrazza di un rifugio, una valanga si  stacca dalla montagna di fronte. Spaventato, Tomas afferra il suo cellulare e scappa via, la moglie, sconcertata, afferra i bambini per metterli in salvo.  Per fortuna, il pericolo slavina risulta essere un falso allarme, ma quello relativo alle dinamiche della coppia e alle funzioni che entrambi i partner svolgono all’interno della famiglia è in codice rosso. Tomas non ha svolto il suo compito di padre protettore, compito che svolge invece la moglie, probabilmente seguendo l’stinto animale che le femmine hanno di proteggere i cuccioli. Ebbe, spiazzata dal comportamento del marito, non giustifica il suo modo d’agire e glielo fa presente. Tomas, pentito e avvilito anche lui, le risponde che ha agito sotto l’impulso del momento, ma scavando in profondità, Tomas dovrà ammettere le sue fragilità. Östlund, con questo film, ha voluto  affrontare  i conflitti presenti in molte coppie contemporanee. Gli uomini, in preda a mille incertezze, hanno perso di vista il contatto con la loro vera natura e con quella circostante dell’ambiente selvaggio. Le donne, sempre alle prese con i problemi pratici e con i figli da portare in grembo, hanno mantenuto la parte selvatica che all’occorenza esce fuori. “Forza maggiore” va visto sia per il tema trattato, sia per la profondità con cui la sceneggiatura indaga nella psiche dei personaggi e per la forza con cui descrive immagini e azioni.

Clara Martinelli

 

 

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7 Risposte

  1. Incredibile trama.Un vigliacco cosi non esiste.Se questo è il migliore dei film presentati,che devo pensare degli altri. I film e bene che siano verisimili.Anche le fantasie lo devono essere in film che vogliono trattare seriamente certe tematiche.Io ,a quel punto, mi sarei alzato ed uscito

  2. Non è certo che, ciò che si lascia dietro di sè seguendo l’impulso del momento, non sia importante più della propria sopravvivenza. Ma quello che resta “attaccato” a volte è lo scudo dietro al quale ci si ritira per crearsi uno spazio temporale interiore più vasto e non soccombere all’incalzante avanzata di recriminazioni e giudizi. C’era una volta la dipendenza dall’organismo che rappresentava e garantiva la continuità di un equilibrio, ora c’è la dipendenza dal telefonino o qualunque cosa che garantisca il mantenimento di uno status da collegati per non sentirsi isolati. Le formiche ne sono immuni, mentre le donne non lo sono ancora e purtroppo anche loro, come nel mondo animale, abbandonano la prole per causa di forza maggiore. Quello che si nota è chi lascia per primo, che invece è stato già da tempo lasciato dall’altro.

  3. Caro Gilberto, la fuga dell’uomo è solo un pretesto per affrontare temi importanti che nel film vengono affrontati molto bene. E’ da vedere. Clara

  4. pretesti errati conclusioni falsate.

  5. La tanatosi, però, è una cosa seria, ma non è contemplata nell’assistenza tecnica al telefonino. Falsi!

  6. la fuga,. è dove. dove…. non c’è artificio, che prima o poi non ti riconduca a quella stanza o labirinto d’affrontare come e comunque…
    Non è facile…. quante volte bisogna rinascere, in tanti.. Prima di….

  7. “Chi ha un perchè per vivere può sopportare tutti i come” (Nietzsche)

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