Mi adagio

Mi adagio nel mattino
di primavera. Sento
nascere in me scomposte
aurore. Io non so più
se muoio o se rinasco.

Sandro Penna

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Una Risposta

  1. Lasciarsi andare…
    La funzione trascendente!…

    Accosto una probabile “evoluzione” delle immagini:
    […] Che cos’erano, ormai, se non le funebri bende scosse dal corpo della morte… la paura che lo aveva accompagnato giorno e notte, l’incertezza che lo aveva accerchiato, la vergogna che lo aveva umiliato dentro e fuori… che cos’erano se non le funebri bende, i sudari della tomba?
    L’anima sua era sorta dalla tomba dell’adolescenza, spogliandosi dei lenzuoli funebri. Sì! Sì! Sì! Orgoglioso, con la libertà e il potere del suo spirito, come il grande artefice del quale portava il nome, avrebbe creato una cosa viva, nuova e sublime e bella, intangibile, imperitura.
    Balzò giù innervosito dal macigno, poichè non riusciva più ad estinguere la fiamma del sangue; sentiva di avere le gote infuocate e la gola pulsante di canto. Aveva una brama di vagabondaggio nei piedi che ardevano dal desiderio di incamminarsi verso i limiti della terra. Avanti! Avanti! sembrava gridare il cuore. […] Qua e là caldi isolotti di sabbia splendevano, affiorando dalla bassa marea…
    (Dal “Dedalus”, di James Joyce)

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