Carpe diem

O Giulio, che a nessuno degli amici
sei secondo, se valgono qualcosa
una lunga fiducia, un patto antico,
ormai t’è presso il sessantesimo anno
e la tua vita tuttavia non conta
che pochi giorni  veri. Non fai bene
a differire ciò che la fortuna
potrebbe poi, lo vedi, rifiutarti;
stima tuo solo quello che hai goduto.
Dolori e affanni senza tregua incalzano;
le gioie non si fermano, ma passano
fuggiasche a volo. Lesto lesto afferrale
con l’una e l’altra mano, al petto stringile
con tutta la tua forza: anche così
sgusciando via leggere si sottraggono
spesso nell’abbraccio più tenace. Credimi:
dire “Vivrò” non è da saggio: vivere
domani è troppo tardi: vivi oggi.

Marco Valerio Marziale

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Una Risposta

  1. Risposta a diloge:

    Poi, la morte,
    domani forse,
    ma ancora,e ancora
    amore.

    Ci scippi la morte
    ma apertoci il cuore
    soavi
    le sfuggano
    canti d’amore.

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