La favola di “Arte di Essere”

C’era una volta… così iniziano le favole, quelle che ci piace, da sempre, che principino così. La favola, però, che oggi vi racconto, non inizia con il verbo al passato, perché è presente, attuale, e tutta da scrivere.
Siamo appena tornati da Riva del Garda dove abbiamo preso parte a “LA FILOSOFIA DELLE FIABE. La Narrazione fantastica come Via per l’evoluzione interiore”, organizzato da Arte di Essere, con la direzione artistica di Riccardo Geminiani, che ha riscosso un grande successo di adesioni e di soddisfazione da parte del pubblico.
Nell’incantevole cornice del Lago di Garda “LA FILOSOFIA DELLE FIABE” è stato il primo evento dedicato interamente al rapporto tra narrazioni fantastiche e spiritualità, con lo scopo di riscoprire il dimenticato potere terapeutico e conoscitivo di questo genere di narrazioni. Cenerentola, la Bella Addormentata, Pinocchio, La Lampada di Aladino, la favola di Amore e Psiche, le fiabe della tradizione contadina, sono state raccontate come chiavi privilegiate per l’accesso alla dimensione psichica. Il tutto con una gioia e una leggerezza capace di ridestare lo stupore infantile.
Riccardo Geminiani è una persona davvero straordinaria, nel senso vero del termine, cioè fuori dall’ordinario; ha costruito un castello incantato – l’“Arte di Essere” – che difende come un esercito gentile – Paola Ferraro, Michele Giovagnoli, Francesco Mazzarini, e tanti altri – con un’umiltà che si schiude in una gioiosità sapiente, dove il sorriso è capace di spezzare ogni arma. La forza di Riccardo si sposa con l’estrema professionalità dello staff di “Arte di Essere”, sempre attento a rendere indimenticabile ogni occasione: dalla grazia sempre presente di Paola Ferraro (che si occupa dell’area eventi e comunicazione), all’entusiasmo denso di allegria di Francesco Mazzarini (Capo Redattore), alla particolare affinità elettiva di  Michele Giovagnoli con il mondo, apparentemente silente, del bosco.
La terapia vera, però, che hanno scoperto i ragazzi di “Arte di Essere” è qualcosa che vale come una rivoluzione: la cura dello stare insieme. È proprio questa la favola più bella, quella che hanno raccontato Riccardo, Paola, Michele, Francesco: è la favola sempre al presente in cui si narra di come sia possibile creare l’incanto. L’incanto di fare in modo che persone che magari mai prima si erano incontrare e che, come se si conoscessero da sempre, si ri-trovano per condividere se stessi. È la magia di Anime che diventano amiche di altre Anime. La magia grandiosa dell’amicizia circolare che “Arte di Essere” realizza con il coraggio e la grazia. Come ci dice Orazio, un amico è “Animae dimidium meae”, metà dell’Anima mia. Vogliamo lasciare sola l’altra metà?

Egidio Senatore

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Una Risposta

  1. a proposito di favole..
    certo che dopo la suora mediatica, non poteva mancare il Papa mediatico..
    Le operazioni di marketing vanno bene per promuovere libri, film..prodotti per la pubblicità, non
    per “promuovere” la religione,essa non è in vendita.
    Il Papa diviene il migliore promoter della cristianità, già perchè ormai anche per lui fare la semplice figura spirituale è divenuta troppo difficile..in effetti.. e poi come biasimarlo ormai tutto si occupa dell’ “esteriorità” non poteva essere di meno e preoccuparsi dell’ interiorità, mi sembra giusto quelle poche cose che si occupavano di “interiorità”, fra cui la religione che per migliaia di anni ha avuto una funzione ben precisa,è giusto che queste cose si adeguino ai tempi!
    La rivoluzione della Chiesa che ha sempre avuto posizioni condervatrici giunta bel 2015 non poteva essere il consenso all’ uso del preservativo o l’ accetazione totale degli omosessuali, per esempio, no, doveva essere giustamente qualcosa a passo coi tempi, ossia un rinnovamento a livello “promozionale” a fini di marketing col Papa testimonial a capo di questo “adeguamento mediatico”!
    Il prossimo passo in avanti non sarà verso la tolleranza di principi troppo conservatori o un progresso spirituale sarà senza dubbio la possibilità di scaricare l’ App sul cellulare per partecipare alle messa digitale…
    Ineffetti il concetto di amore per la società di oggi è persino surclassato per la religione, principio che ne è sempre stato il fondamento, ma tanto ormai non si fanno altro che seguire le mode,il concetto cristiano di amore è fuori moda è giusto un “sano” adeguamento con i tempi.

    Io sono cattolica cristiana, però non posso fare a meno di notare “l evoluzione dei tempi” è un osservazione di ciò che succede..
    perfortuna la fede non si fonda sulla quantità di tweet ricevuti o di follower, neanche la Chiesa non dovrebbe basarsi su “strategie mediatiche”,non dovrebbe e sopratutto il Papa non dovrebbe..

    NOn bisognarebbe ridere su certi argomenti, tanto meno questi che sono molto seri..
    ma “adeguamento dei tempi”,
    tanto vale farsi queste due risate..

    Favola

    C’ era una volta il Papa che era il capo spirituale della Chiesa, il fondamento di questa religione era l’ amore cristiano. Fra altri temi importanti della religione vi erano anche un interesse verso una crescita spirituale e la ricchezza interiore.
    Tutto ciò accadeva così tanto tempo fa che ormai se ne è persa memoria.Sarebbe stato meglio per tutti, sopratutto per i credenti, riacquistare un pò di memoria di quelle cose perdute.

    ps: ho scritto di getto e non ho riletto, ci saranno vari errorini.

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