Io sono verticale

Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
così da poter brillare di foglie a ogni marzo,
né sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.

Stasera, all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo piu’ perfetto –
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me piu’ naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.

Sylvia Plath

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3 Risposte

  1. …e della vita, dal punto di vista di chi non sogna.

  2. La persona stanca si sdraierà e vedrà su di sè il mondo, il cielo stellato, guarderà meglio e vedrà nell’ Infinito se stesso.
    Tutta quella stanchezza verrà allora levata come una coperta sul corpo dormiente.
    La persona si alzerà e capirà i peso delle propire sofferenze che l avevano fatto coricare.
    Non caplesterà i fiori sotto di se, perchè il fatto che il peso di quelle sofferenze l aveva schiacciato al suolo per un periodo temporaneo non lo faranno inveire verso la bellezza che lo circonda.Saprà riconoscere il suo cuore stanco e si perdonerà. Si alzerà e si circonderà di questi fiori a ricordo che un cuore stanco sa riprendersi
    appena torna ad amare. Quando qualcosa ti fa soffrire non è svilendosi o svilendo gli altri o la vita che le sofferenze passeranno, anzi la sofferenza si acuirà.Capendo l’ innocenza di un piccolo gesto, la bellezza di un qualcosa di così piccolo si può far fiorire la più bella stella nel cuore che più ha sofferto ed è stanco.
    Il soffio di vita accarezza il battito del cuore e lo fa palpitare.
    La brezza primaverile sa far fiorire anche il vecchio sasso, che pensava ormai di essere secco.
    La brezza primaverile è un soffio che sa addolcire e rischiarare ogni cosa, ogni persona, ogni essere anche quello che preferirebbe essere orizzontale.
    Un soffio eterno nell’ anima anche di quello che in quell’ istante è il più debole sa farlo divenire il più forte.
    Bisogna essere vivi affinchè gli alberi ti tocchino e fiori abbiano tempo per te, non l’ opposto(l’ opposto non ti permetterà mai di fare queste due ultime cose, la “non- vita interiore” o il desiderio di una “non-vita interiore” è solo alibi in cui umanamente si può incappare quando si è stanchi, ma non porta a toccare gli alb etc..ti porta in direzione contraria a ciò).Bisogna essere verticali per poter toccare gli alb etc.. nell’ essere verticali c’è consolazione, carezza e dolcezza, nella “vita” ci sono queste cose, non nell’ opposto.
    Basta alzarsi e annusare quei fiori che si desiderano, basta quel desiderio per far nascere il fiore-stella nel cuore.

    l arte sa ritrarre ciò che le parole non sanno scolpire.

  3. …Stanchi di essere scippati dei propri sogni, oppure perchè si è diventati grandi in un tempo piccolo…

    “A volte, quando le anime sono piccole
    e in primo luogo sono piccole le cose,
    dobbiamo lasciarle stare
    nei loro momenti bui,
    perché vengano alla luce
    in quella che è la loro stagione.
    Ma il gesto di lasciarle a sé stesse
    dev’essere un gesto d’amore.”
    (K. Gibran)

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