Elegia

Gelida messaggera della notte,
sei ritornata limpida ai balconi
delle case distrutte, a illuminare
le tombe ignote, i derelitti resti
della terra fumante. Qui riposa
il nostro sogno. E solitaria volgi
verso il nord, dove ogni cosa corre
senza luce alla morte, e tu resisti.

Salvatore Quasimodo

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3 Risposte

  1. La morte soggiunge crudele e fredda nella case distrutte dalla guerra, gelida e spietata si abbatte sulle povere vittime, ma la morte al chiaror di luna non fa più paura,e la notte guarda APPARENTEMENTE gelida e spietata lo spettacolo sottostante residuo di una guerra, ma la notte è limpida e l’ autore si rivolge alla luna:
    che fai luna?Rivolge a lei il suo sguardo desolato ma un filo di luce di luna anche sullo spttacolo più abbietto farà vedere in un futuro uno spiraglio di luce:
    RESISTE!
    NON è FINITA!!!!!

    Anche Ungaretti ha resisitito agli orrori della guerra, sapendo ritrovare dentro se:
    CASA, a sua pace, si è rigenerato è andato avanti, non si è fermato e soffermato sullo squallore, sulla sofferenza è andato oltre, NON SI è ARRESO e ha vinto con se stesso…

    bella l ‘immagine in cui si immerge nel fiume e ritrova per sempre la sua casa e da allora non si sentira mai più un “deracine”, ha vinto la sua battaglia più tosta dopo aver vinto la Guerra!

    I FIUMI

    Mi tengo a quest’albero mutilato
    Abbandonato in questa dolina
    Che ha il languore
    Di un circo
    Prima o dopo lo spettacolo
    E guardo
    Il passaggio quieto
    Delle nuvole sulla luna

    Stamani mi sono disteso
    In un’urna d’acqua
    E come una reliquia
    Ho riposato

    L’Isonzo scorrendo
    Mi levigava
    Come un suo sasso
    Ho tirato su
    Le mie quattro ossa
    E me ne sono andato
    Come un acrobata
    Sull’acqua

    Mi sono accoccolato
    Vicino ai miei panni
    Sudici di guerra
    E come un beduino
    Mi sono chinato a ricevere
    Il sole

    Questo è l’Isonzo
    E qui meglio
    Mi sono riconosciuto
    Una docile fibra
    Dell’universo

    Il mio supplizio
    È quando
    Non mi credo
    In armonia

    Ma quelle occulte
    Mani
    Che m’intridono
    Mi regalano
    La rara
    Felicità

    Ho ripassato
    Le epoche
    Della mia vita

    Questi sono
    I miei fiumi

    Questo è il Serchio
    Al quale hanno attinto
    Duemil’anni forse
    Di gente mia campagnola
    E mio padre e mia madre.

    Questo è il Nilo
    Che mi ha visto
    Nascere e crescere
    E ardere d’inconsapevolezza
    Nelle distese pianure

    Questa è la Senna
    E in quel suo torbido
    Mi sono rimescolato
    E mi sono conosciuto

    Questi sono i miei fiumi
    Contati nell’Isonzo

    Questa è la mia nostalgia
    Che in ognuno
    Mi traspare
    Ora ch’è notte
    Che la mia vita mi pare
    Una corolla
    Di tenebre.

  2. Un pò di dolcezza della luna, della vita e della musica..

    Stevenson

    Dalla sala le luci ammantavano la casa
    oltrepassando finestre e davanzali,

    e sopra, in alto, la notte era invasa
    da milioni di stelle in moti celestiali.

    Mai albero ebbe tante foglie sui rami
    nè chiesa o parco videro tanta gente
    quante le stelle che guardavano a sciami
    brillando dall’alto del cielo splendente

    Il Cane, Il Carro e poi Orione,
    e la stella del Marinaio, e Marte, così belle
    splendevano in cielo e il secchio nel cantone
    sembrava pieno di acqua e di stelle..

    ..nei miei occhi splendeva lo stellato
    nella sua gloria e nel moto perfetto.

    ***
    Se tu trovassi l’albero delle stelle e guardassi la superficie del lago vedresti i rami del salice e tra le foglie vedresti impigliate le stelle e allora, solo in quel momento, capiresti che questa storia è vera.

    leggenda

  3. In onore alla morte, che non è pernulla democratica e non è affatto una livella come diceva Totò, perchè le persone che muiono di fame o perchè in condizione miseria(ad esempio paesi in cui c’è la guerra etc.)…in questi casi la morte non è affatto democratica, la miseria non è mai democrazia,in questi casi non colpisce tutti indistintamente, ma va lì dove le condizioni di vita non possono essere chiamati Vita e va a colpire i “miseri”;
    questo video è gentilmente in onore della morte..

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