Per Raffaele

La madre

E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ ombra,
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
sarai una statua davanti all’ Eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando mi avrai perdonato
ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d’ avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

Giuseppe Ungaretti

Cinema: quattro nominations agli Oscar 2015 per Mike Leigh con “Mr Turner”

Leigh (Salford, 20 febbraio 1943) è un regista e sceneggiatore che ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali per la sua opera in cui prevalgono i toni dimessi e le storie semplici di persone spesso appartenenti alla classe popolare.

Turner (Mr. Turner) è un suo film del 2014 con protagonista Timothy Spall in cui si evocano gli ultimi 25 anni di vita del celeberrimo pittore britannico William Turner.

Basti ricordare che nel 2005 il quadro di Turner “La valorosa Téméraire” è stato votato come “più grande dipinto britannico” in un sondaggio pubblico organizzato dalla BBC. E che il prestigioso premio artistico, il Premio Turner, creato nel 1984, prende il suo nome anche se non mancano le discussioni, dato che generalmente promuove un tipo d’arte che non sembra aver molto a che fare con quella del pittore inglese (nel 1995, ad esempio, fu assegnato a Damien Hirst!!).

Presentato in concorso alla 67ª edizione del Festival di Cannes, questo film biografico ha ricevuto allora il premio per la Miglior interpretazione maschile attribuito all’attore Timothy Spall.

Agli Oscar imminenti invece le meritatissime nominations per: migliore fotografia a Dick Pope, migliore scenografia a Suzie Davies, migliori costumi a Jacqueline Durran (forse quella che ha più chances di vincere) e Migliore colonna sonora a Gary Yershon. Ovviamente non è passato inosservato nemmeno dalle parti del British Academy Film Awards.

Mike Leigh è riuscito a fare un “film dipinto”, usando oli, acquerelli e tutte le tonalità del “pittore della luce”. Roba non da poco, per così dire. Timothy Spall a sua volta trasforma una pletora di formalismi dialogici e una serie di burberi grugniti nella miracolosa, complessa e controversa sensibilità di un artista straordinario.

Peccato che il doppiaggio farà svanire le sfumature linguistiche (anche in questo gli attori sono strepitosi: non “what time is it”, ma “what is the hour?” e così via) nonché (fondamentale) l’accento londinese di più di duecento anni fa.

Ad ogni modo lo sconsiglio vivamente a coloro il cui tropismo cinematografico è incentrato esclusivamente sui thriller d’azione.

Massimo Lanzaro

 

Il salice

Io crebbi in un silenzio arabescato,
in un’ariosa stanza del nuovo secolo.
Non mi era cara la voce dell’uomo,
ma comprendevo quella del vento.
Amavo la lappola e l’ortica,
e più di ogni altro un salice d’argento.
Riconoscente, lui visse con me
la vita intera, alitando di sogni
con i rami piangenti la mia insonnia.
Strana cosa, ora gli sopravvivo.
Lì sporge il ceppo, e con voci estranee
parlano di qualcosa gli altri salici
sotto quel cielo, sotto il nostro cielo.
Io taccio… come se fosse morto un fratello.

         Anna Andreevna Achmatova

 

Cinema: “Birdman”, un flusso di coscienza in piano sequenza”

Birdman, noto anche come Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance), è un film del 2014 co-scritto, diretto e co-prodotto da Alejandro González Iñárritu. Il film ha aperto la 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il 26 agosto 2014. La pellicola riceve poi ben nove nomination agli Oscar 2015, tra cui i principali per Miglior film, Miglior regia, miglior attore protagonista (Keaton) e Miglior sceneggiatura originale. Nomination anche come Miglior attore non protagonista a Edward Norton e Miglior attrice non protagonista a Emma Stone. Tutti davvero bravissimi, a mio modesto avviso. Quest’anno (forse più del solito) non sarà facile scegliere per l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

Cos’è questo film? Un flusso di coscienza in piano sequenza. Humor nero al ritmo incalzante di tamburi e rulli di batteria. La liminalità assoluta, il limbo dove si toccano cinema e teatro, normalità e follia, percezioni e dispercezioni, finzione e verità, recitazione e sentimenti veri, popolarità e valore, insomma: il punto atomico dove si alternano i mondi, quello spazio di confine che dura un attimo lungo 119 minuti. Se dico che però non mi è piaciuto il finale non è uno spoiler, vero? Me lo direte il 5 febbraio.

Massimo Lanzaro

Elegia

Gelida messaggera della notte,
sei ritornata limpida ai balconi
delle case distrutte, a illuminare
le tombe ignote, i derelitti resti
della terra fumante. Qui riposa
il nostro sogno. E solitaria volgi
verso il nord, dove ogni cosa corre
senza luce alla morte, e tu resisti.

Salvatore Quasimodo

Il vegetale

Lasciato ho gli animali con le loro
mille mutevoli inutili forme.
Respiro accanto a te, ora che annotta,
purpureo fiore sconosciuto: assai
meglio mi parli che le loro voci.
Dormi fra le tue verdi immense foglie,
purpureo fiore sconosciuto, vivo
come il lieve fanciullo che ho lasciato
dormire, un giorno, abbandonato all’erbe.

Sandro Penna

La mente di Don Giovanni… a Teatro

Credereste a UN Don Giovanni? Sento levarsi un coro, principalmente al femminile, rispondere “Noooooooo!!!” E “AL” Don Giovanni? Ugualmente noooooooo?? Eh … non posso darvi torto perché non sapete che, quello di cui vi sto parlando, è si “un gran figaccione” (parola d’autore, Lodovico Bellè), ma è la di lui Mente, in carne e ossa, che ci coinvolgerà e ci guiderà negli sviluppi più accattivanti di questa divertente e originalissima commedia! Chi sono io e perché dovreste credermi? Sono una che è, dalle origini, completamente e appassionatamente coinvolta nel e dal cuore de https://www.facebook.com/AllegraCompagniaDegliAssurdi!

E poi … vi avevamo detto, a maggio, che la messa in scena era solo rinviata a data da destinarsi? Ebbene, eccoci qui col nostro evento https://www.facebook.com/events/1400839643544955/?fref=ts, siamo stati di parola! Motivo in più per mostrarci un segno di fiducia, no?! Fiducia in noi che siam tornati più entusiasti, carichi e cuorosi che mai, nonostante tutte le avversità!

Vieni a coinvolgerti un po’ anche tu, non te ne pentirai … parola di Don G. (quello serio)!!!

Per prenotare, puoi rivolgerti al tuo “attore di fiducia”, mandarci un messaggio in privato sulla pagina fb

/433285770107847?fref=ts o inviando mail a lamentedidon@gmail.com

In ogni caso, non dimenticare di specificare il tuo nome, il numero dei posti e la data prescelta!

La mente di Don Giovanni

Ti aspettiamo!

 

Presentazione a L’Aquila di effe – Periodico di Altre Narratività

Carissimi,

oggi a L’Aquila alla libreria Polarville in via Castello 49, a partire dalle 19, si svolgerà la presentazione del secondo numero di effe – Periodico di Altre Narratività, volume di narrativa emergente, ideato da Flaneri e edito dal marchio editoriale 42Linee. Parteciperanno all’incontro Dario De Cristoforo, direttore editoriale di Flanerì, e gli scrittori Mario Sammarone e Alessandro Chiappanuvoli, autori del racconto “Publio Licinio”, pubblicato in questo volume. Effe – Periodico di Altre Narratività nasce dall’esigenza di creare una zona franca per autori emergenti e giovani illustratori. Da qui l’idea di pubblicare un volume antologico in cui far convogliare tutte le facce della creatività.copertina effe

 

Intervista: Massimo Lanzaro risponde ad alcune domande sul libro “DSM Cinema! – I film che spiegano la psiche“.

Massimo Lanzaro è nato a Napoli classe ’71. Medico, psichiatra e psicoterapeuta, è stato Primario al Royal Free Hospital di Londra e Direttore Sanitario in Italia e in Inghilterra. Con il suo libro “Dsm-Cinema! I film che spiegano la psiche” si è classificato al terzo posto nel concorso di Creatività letteraria 2014.

Di Massimo Lanzaro Opera Uno propone un’intervista e la presentazione del libro “Dsm-Cinema! I film che spiegano la psiche“.

Cinema: “Still Alice” e Julianne Moore nominata agli Oscar come Miglior attrice protagonista

  • Alice Howland è una donna alla soglia dei cinquant’anni, orgogliosa degli obiettivi raggiunti. È un’affermata linguista e insegna alla Columbia University, ha una solida famiglia composta dal marito chimico e da tre figli, Anna, Tom e Lydia, tutti e tre realizzati. Ma improvvisamente la sua vita cambia, quando le viene diagnosticata una forma presenile di Alzheimer. Tutte le sue certezze crollano, diventando una donna fragile e indifesa, anche agli occhi della famiglia che l’ha sempre vista come un pilastro.

    La pellicola è stata presentata in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival l’8 settembre 2014, ed ha partecipato in concorso alla 9ª edizione del Festival internazionale del film di Roma, dove ho avuto il piacere di vederla il 17 ottobre 2014.

    Il morbo di Alzheimer è la forma più frequente di demenza: è un deterioramento mentale che inizia il suo processo evolutivo in età senile ma può anche manifestarsi prima dei 65 anni. La malattia di Alzheimer, infatti, può comparire già dai 45 anni (la forma descritta nel film), con disturbi della memoria e manifestazioni di disorientamento, soprattutto spaziale. I primi sintomi sono alterazioni delle funzioni simboliche: afasia (difficoltà a tradurre le parole in pensiero e viceversa), agnosia (incapacità di riconoscere gli stimoli provenienti dai sensi), aprassia (incapacità a compiere movimenti complessi mirati a una certa attività). L’evoluzione della malattia è ascrivibile a una progressiva distruzione dei neuroni a causa della betamiloide, una proteina che finisce per incollare e raggrumare i neuroni; allo stesso modo diminuisce nel cervello la presenza di acetilcolina, una molecola di primaria importanza per la comunicazione tra i neuroni.

    Non si può parlare di cura del morbo di Alzheimer quanto piuttosto di accompagnamento nella sua evoluzione: la terapia farmacologica, infatti, si limita a rallentare la riduzione di acetilcolina, ma molte nuove ricerche sono in corso per bloccare il processo neurodegenerativo. Possono essere di sostegno sessioni di riabilitazione cognitiva per aiutare il malato di Alzheimer nella gestione della vita quotidiana. Come non c’è terapia, allo stesso modo non ci sono esami o analisi di laboratorio per diagnosticare il morbo di Alzheimer: per formulare una diagnosi serve la ricostruzione clinica delle alterazioni mentali del malato da parte della famiglia, nonché una valutazione accurata delle sue capacità fisiche e mentali.

    Il film verrà distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 16 gennaio 2015, ma precedentemente è stato proiettato in un numero limitato di cinema nel dicembre 2014 per avere la possibilità di partecipare agli Oscar 2015. In Italia arriverà il 22 gennaio, distribuito dalla Good Films.

    Massimo Lanzaro

Anche mi fugge la mia compagnia

Anche mi fugge la mia compagnia,
donne di ghetto, giullari di taverna,
fra cui passai gran tempo,
e morta è la ragazza
a cui ardeva il volto perenne
unto d’olio della pasta azzima
e la buia carne d’ebrea.

Forse è mutata pure mia tristezza,
come fossi non mio,
da me stesso scordato.

Salvatore Quasimodo

Distrazione

Quando uno è distratto, bambino a adulto che sia, sta prestando attenzione a qualcos’altro. Può essere il sapone che scivola nella vasca da bagno, una mela che cade dall’albero o il modo particolare in cui un insetto si muove sul pavimento: una piccola cosa può condurre a grandi idee. Essere distratti significa, in altre parole, essere altrimenti attratti.”

Ellen J. Langer

“Se c’è venerazione, anche il dente d’un cane emette luce”

Un mercante va in India e la madre gli chiede di portarle una qualche reliquia. Se ne dimentica. Al viaggio successivo se ne dimentica di nuovo. La terza volta, quando sta per rientrare a casa senza la reliquia cui la madre tiene tanto, toglie un dente da un cane al bordo della strada e glielo porta dicendo che apparteneva a un grande santo. La madre, felicissima, venera quel dente; altre donne vengono a pregarci dinanzi e alla fine tutti vedono  dei raggi luminosi sprigionarsi da quella “reliquia”. Da qui il detto tibetano: “Se c’è venerazione, anche il dente d’un cane  emette luce”.

Tiziano Terzani da “Un indovino mi disse”

L’esperienza del male

L’esperienza del male porta a una conoscenza più precisa del Bene in quegli individui nei quali la potenza è troppo debole per poter conoscere il male con pura scienza ancor prima di averlo provato”.

Plotino

Roma

L’Epifania è così mite qui
come se già fosse aprile, ma le nuvole
sono quelle dell’anno nuovo
che inumidiscono gli occhi,
a guardarle,
perché così simili a quelle
degli anni che non sono più.

Si muovono lente,
bianche o d’un grigio chiaro
sul cielo celeste tramutantesi in azzurro
volgendo l’ora al mezzogiorno
che ci chiama alla Messa.

Quando usciremo dall’incenso in fretta
verso la casa che ride nell’alto sole dell’una,
la città che non ci lascia ricordare
neve e sole sulla neve e brina
ci avrà abbracciati, dolce meretrice,
ci avrà vinti per sempre.

Attilio Bertolucci

Cinema: “American Sniper” e il disturbo post-traumatico da stress (DPTS)

Diretto da Clint Eastwood e basato sull’omonima autobiografia di Chris Kyle il film, nelle nostre sale in questi giorni, ha per protagonista il bravissimo Bradley Cooper affiancato da Sienna Miller. Kyle è stato un mito tra i cecchini delle Forze Armate statunitensi che lo chiamano “La Leggenda”, mentre i miliziani iracheni lo ribattezzano Al-Shaiṭān (il diavolo) e offrono una taglia di 80.000 dollari per la sua uccisione. Durante i quattro turni in battaglia, con il consolidarsi della sua reputazione e le innumerevoli vittime, Chris si allontana dalla famiglia e dalla vita civile. La sua fede incrollabile nella missione di proteggere i compagni d’arme, che lo rende una risorsa preziosa in guerra, diventa un handicap quando cerca di reinserirsi nella comunità dove abita con la sua famiglia. Finalmente sembra trovare uno scopo alla propria vita civile, aiutando i reduci che, come lui, hanno vissuto momenti terribili nei diversi teatri di guerra dove gli Stati Uniti sono impegnati. Addestra al tiro persone con gravi menomazioni fisiche e ritrova la gioia di vivere con la moglie e i due figli che lo adorano. Poco dopo però Kyle viene ucciso senza apparente motivo, da un commilitone che soffre di PTSD.

Forse questo film risuonerà con l’animo di chi soddisfa almeno due dei seguenti tre criteri: – nel 1999 ha letto Pappagalli verdi; – crede che un’americano registrato come repubblicano possa essere anche libertario ed avere idee progressiste; – ha o ha avuto dei dubbi sul costrutto di PTSD (per un periodo di almeno quattro settimane).
In psicologia e psichiatria il disturbo post-traumatico da stress (DPTS) o Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD), è l’insieme delle forti sofferenze psicologiche che conseguono ad un evento traumatico, catastrofico o violento. La diagnosi di PTSD necessita che i sintomi siano sempre conseguenza di un evento critico, ma l’aver vissuto un’esperienza critica di per sé non genera automaticamente un disturbo post-traumatico (la prevalenza lifetime nella popolazione generale è infatti di circa il 6,8%, con una variabilità dovuta al tipo di evento, al significato soggettivo che esso assume, ed al diverso equilibrio dei fattori psicosociali di tipo protettivo o di rischio). È denominato anche nevrosi da guerra, proprio perché inizialmente riscontrato in soldati coinvolti in pesanti combattimenti o in situazioni belliche di particolare drammaticità (con nomi e sottotipi diversi: Combat Stress Reactions, Battle Fatigue, Shell Shocks, etc.). I pazienti con PTSD vengono abitualmente classificati in tre categorie, in base al loro tipo di coinvolgimento nell’evento critico che ha originato il disturbo: – primari, le vittime dirette che hanno subito personalmente l’evento traumatico – secondari, i testimoni diretti dell’evento, o i parenti delle vittime primarie (ad esempio, nel caso di un lutto) – terziari, il personale di soccorso (volontario o professionale) che si trova ad operare con le vittime primarie o secondarie. I principali disturbi, accusati dalla maggior parte dei pazienti, sono riassunti dalla cosiddetta “triade sintomatologica”, per come definita dalla classificazione del DSM: intrusioni, evitamento, hyperarousal (iperattivazione psicofisiologica). In particolare, si possono riscontrare tra gli altri sintomi:
Flashback: un vissuto intrusivo dell’evento che si propone alla coscienza, “ripetendo” il ricordo dell’evento.
Numbing (intorpidimento): uno stato di coscienza simile allo stordimento ed alla confusione.
Evitamento: la tendenza ad evitare tutto ciò che ricordi in qualche modo, o che sia riconducibile, all’esperienza traumatica (anche indirettamente o solo simbolicamente). Incubi: che possono far rivivere l’esperienza traumatica durante il sonno, in maniera molto vivida.
Hyperarousal (iperattivazione psicofisiologica): caratterizzato da insonnia, irritabilità, ansia, aggressività e tensione generalizzate.
In alcuni casi, la persona colpita cerca “sollievo” (spesso peggiorando la situazione) con abusi di alcool, droga, farmaci e/o psicofarmaci. Spesso sono associati sensi di colpa per quello che è successo o come ci si è comportati (o per il non aver potuto evitare il fatto), sensi di colpa che sono spesso esagerati ed incongruenti con il reale svolgimento dei fatti e delle responsabilità oggettive (sono detti anche complessi di colpa del sopravvissuto); spesso, sono compresenti anche forme medio-gravi di depressione e/o ansia generalizzata. In alcuni casi si vengono a produrre delle significative tensioni familiari, che possono mettere in difficoltà i parenti della persona con PTSD.

Massimo Lanzaro

Sul molo il vento soffia forte

Sul molo il vento soffia forte. Gli occhi
hanno un calmo spettacolo di luce.
Va una vela piegata, e nel silenzio
la guida un uomo quasi orizzontale.
Silenzioso vola dalla testa
di un ragazzo un berretto, e tocca il mare
come un pallone il cielo. Fiamma resta
entro il freddo spettacolo di luce
la sua testa arruffata.

Sandro Penna

Pensiero, io non ho più

Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce….
Pensiero, dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei cosi ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e cosi possa perderti
nell’antro della follia.

Alda Merini

 

Risorse

“ Se una persona si trova in difficoltà, il modo migliore per aiutarla non è quello di dirle esplicitamente cosa fare, quanto piuttosto di indirizzarla a comprendere la situazione e a gestire il problema facendole prendere, da sola e pienamente, la responsabilità delle proprie scelte e decisioni. Gli individui hanno in se stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro concetto di sé. ”

~ Carl Rogers