Ventaglio

Quasi usando per sua parola
Null’altro che un battito al cielo,
Il futuro verso s’invola
Dall’avorio che in sé lo cela.
Ala piano corra all’orecchio
Questo ventaglio se esso è
Quello per cui qualche specchio
Risplendette dietro di te
Chiaro (dove ritorna a scendere
Inseguita in ogni frammento
Un po’ d’invisibile cenere
Unica a rendermi lamento)
Ed appaia uguale domani
Tra quelle tue agili mani.

Stéphane Mallarmè
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11 Risposte

  1. “Dat Rosa Mel Apibus”

  2. Tantissimi auguri di buon Natale, Gabriele caro. Ti abbraccio e porto sempre nel cuore… tuo, Luigi

  3. Ciao Luigi. Tanti auguri anche a te! Grazie. Baci baci

  4. Buon Natale Prof…e a tutta la redazione. e grazie infinite di questo blog. g.luca

  5. Un Augurio a tutti i viaggiatori in Anima

    Una divinità, quando scende nel tempo, o in un verso, non lo fa mai due volte nello stesso modo. E a volte il cuore e il cervello sono troppo distanti perché possano udirla sincronicamente: il riverbero di un suono che coglie alle spalle è un’occasione non accolta per… aprire la lontananza alla misura. Forse per questo il viaggio verso il centro è molto lungo, mentre cambiare direzione è venirsi incontro.

    “T’affretta, tempo, a pormi sulle labbra
    Le tue labbra ultime.” (Giuseppe Ungaretti)

  6. Grazie. Auguri anche a te! Gabriele

  7. Questo è lo scritto: Allegoria delle farfalle di Attar, l ho riscritto con mie parole… la storia è sempre quella.

    La fiamma ardeva vivace e le farfalle in assemblea: vociavano.
    Una fra tutte volle conoscere la natura della fiamma si avvicinò con calma, stupore, ardimento e paura, una folle paura e tornò indietro.
    Un’ altra farfalla fra tutte volle conoscere il calore della fiamma e volando tossì nel fumo, aspirandone il sapore, ma tornò indietro.
    Una farfalla riflettendo sulla luce della fiamma, senza neanche accorgersene incominciò ad essere attratta da quella luce che le pareva così familiare, così dolce e volando in seno a quella luce si ritrovò a toccare quella luce, a quel punto il cuore di farfalla si sciolse e divenne Anima.

    Anna

    immagine: Amore, Psiche e la farfalla..

  8. Questo è lo scritto: Allegoria delle farfalle di Attar, l ho riscritto con mie parole…

    La fiamma ardeva vivace e le farfalle in assemblea: vociavano.
    Una fra tutte volle conoscere la natura della fiamma si avvicinò con calma, stupore, ardimento e paura, una folle paura e tornò indietro.
    Un’ altra farfalla fra tutte volle conoscere il calore della fiamma e volando tossì nel fumo, aspirandone il sapore, ma tornò indietro.
    Una farfalla riflettendo sulla luce della fiamma, senza neanche accorgersene incominciò ad essere attratta da quella luce che le pareva così familiare, così dolce e volando in seno a quella luce si ritrovò a toccare quella luce, a quel punto il cuore di farfalla si sciolse e divenne Anima.

    Anna

    immagine: Amore, Psiche e la farfalla..

  9. Oh, sì, bella la felicità della farfalla che vede la sua compagna obliare l’anima e il corpo nell’amata meta e con essa diventare un tutt’uno!

  10. L’ atto della farfalla che “si sacrifica” è simbolico conosce la sua luce, senza morire ovviamente ne capisce l’ essenza toccandola, ma non bruciandosi.
    E’ solo una delle tante metafore che usano gli scrittori, la conoscenza non vuol dire la morte, ma solo un rinnovarsi.
    Le figure che si scelgono per scrivere una storia sono metafore che vogliono esprimere anche altro, non bisogna prendere tutto alla “lettera”!
    In poche parole l’ esperienza dell’ amore non si può apprendere dalle parole degli altri, ma va vissuta(sulla propria pelle), ossia solo amando( e lasciandosi amare) si può capire, non attraverso il racconto degli altri che fanno dell’ amore, questo non implica la morte.
    Ma nella storia si usano immagini per figurare altro, non bisogna prendere sempre tutto” alla lettera”!

  11. Certo, mai: mai bisogna prendere alla lettera le indicazioni che ci conducono lungo percorsi di conoscenza del sé alternativi a quelli che portano direttamente alla fonte. E l’amore lo è, alternativo; lo è, a mio avviso, anche il punto di vista della farfalla che presiede l’assemblea e che è quello dal quale la maggior parte di noi è solito guardare all’amore, imparando per riflesso da un esempio. In questo consiste l’ispirazione e la felicità che ne deriva: contemplare la possibilità che amore sia la trasfigurazione nella “cosa” che si desidera conoscere. Ma si legga “estasi” e si continui pure a credere nella capacità di amare insita in ogni essere vivente.

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