Riposo dell’erba

Deriva di luce; labili vortici,
aeree zone di soli,
risalgono abissi: apro la zolla
ch’è mia e m’adagio. E dormo:
da secoli l’erba riposa
il suo cuore con me.

Mi desta la morte
più uno, più solo,
battere fondo del vento:
di notte.

Salvatore Quasimodo

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2 Risposte

  1. Bellissimo cronoviaggio del poeta nel suo aldilà(materiale aldiquà)

  2. … Ecate… E’ l’irruzione dell’inconscio che viene a sommergere la coscienza, ma non solo. E’ la “madre spirituale”, è quintessenza di ogni unione e di ogni separazione…

    E’ più simile al Penna in questo verso:
    … ” E un sepolto in me canta
    che la pietraia forza
    come radice, e tenta segni
    dell’opposto cammino.”

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