Mi nasconda la notte

Mi nasconda la notte e il dolce vento.
Da casa mia cacciato e a te venuto
mio romantico amico fiume lento.
Guardo il cielo e le nuvole e le luci
degli uomini laggiù così lontani
sempre da me. Ed io non so chi voglio
amare ormai se non il mio dolore.
La luna si nasconde e poi riappare
lenta vicenda inutilmente mossa
sovra il mio capo stanco di guardare.

Sandro Penna
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4 Risposte

  1. poveretto,per lo più razzolava male! Eppure era di una grazia e dolcezza rara..Ma questo era il mondo in cui era capitato.Rimane tuttavia uno dei più originali e massimi poeti.

  2. Annotavo … “Ero solo nel mondo, o il mondo aveva
    un segreto per me?…”
    La vita che vela e disvela il suo mistero in apparenza e scomparsa, in alternanza, nel moto lento e costante del fluire, che è anche il moto interiore che muove il poeta: il dolore, la condizione di stare al mondo, lo separa da sé ed è così che a modo suo “conosce” la vita.
    Pensavo…
    “Chi è felice ignora l’esistenza come problema perchè aderisce per intero alla propria condizione e non ha motivo di rifiutarla”…
    Il poeta, amando il proprio dolore, allora, è in… “rivoluzione” intorno a sé.

  3. Il Poeta ha espresso in versi più che uno stato d’animo uno stato esistenziale che rende impotenti persino di fronte a se stessi. Rassegnazione? Non credo. Solo accettazione al Destino affrontsto coi versi. Bianca 2007

  4. Sandro Penna è stato una grande anima, ma tanto sofferente.

    Egli lascia Perugia per andare a vivere a Roma, la solitudine lo domina, ma essendo un nobile poeta, la sua anima si aggrappa, al ” romantico amico fiume lento “, che dovrebbe essere il Tevere.

    La parte più profonda, triste e che fa commuovere, quando dice:

    “Guardo il cielo e le nuvole e le luci
    degli uomini laggiù così lontani
    sempre da me. ”

    Lui guarda il firmamento, le nuvole e gli uomini, e,si accorge, che sono sempre lontani dalla sua tristezza, dalla sua vita, in quanto lo emarginano… .

    Ad una società vuota, malata e senza anima, risponde :

    “Ed io non so chi voglio
    amare ormai se non il mio dolore.

    Io mi inchino davanti, ad un vero MAESTRO, non posso continuare, davanti ad una frase, così potente e IMMORTALE, QUESTO UOMO SI INNAMORA DEL SUO DOLORE.

    Costui ha superato l’ esperienza umana e ha superato la morte, PERCHè SOLO UN DIO SI PUO’ INNAMORARE DEL DOLORE.

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